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Covid, in Africa pochi vaccini e bassi decessi: inspiegabile, scienziati sconcertati

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In Europa crescono i morti da Covid nonostante la campagna vaccinale, mentre là dove le dosi sono praticamente irraggiungibili i decessi sono esigui. Stiamo parlando dell'Africa, il Paese su cui si stanno interrogando gli scienziati. In Zimbabwe, ad esempio, in cui la mascherina è sempre in tasca e mai sul volto, si sono registrati giusto 33 nuovi casi e zero decessi, in linea con un recente calo della malattia in tutto il continente, dove secondo i dati dell'Organizzazione mondiale della sanità mostrano le infezioni sono in calo da luglio. Ottenere dati sui contagi in Africa è tutt'altro che semplice, ma l'Associated Press parla di un qualcosa di "misterioso".

 

 

Lo conferma Wafaa El-Sadr, presidente della sanità globale presso la Columbia University: "L'Africa non ha i vaccini e le risorse per combattere il COVID-19 che hanno in Europa e negli Stati Uniti, ma in qualche modo sembra andare meglio". Ecco allora che la scienza cerca di vederci più chiaro. Secondo alcuni studi, nonostante solo il 6 per cento della popolazione sia vaccinata, ci sono altri elementi che possono influire in positivo sui pochi contagi. In primis una popolazione più giovane: in Africa l'età media è di 20 anni contro i 43 dell'Europa occidentale. Influiscono anche i tassi di urbanizzazione più bassi e la tendenza a trascorrere del tempo all'aperto.

 

 

Diversi studi, invece, non escludono ragioni genetiche o l'esposizione ad altre malattie. Facendo il confronto qualcosa effettivamente sembra pesare. Secondo i dati dell'OMS i decessi in Africa rappresentano solo il 3 per cento del totale globale a fronte del 46 per cento nelle Americhe e in Europa. Cifre che fanno ben sperare. Addirittura, è l'ipotesi del virologo nigeriano che fa parte di diversi gruppi consultivi dell'OMS, Oyewale Tomori, l'Africa potrebbe non aver nemmeno bisogno di tanti vaccini come l'Occidente. Un vero e proprio mistero. 

 

 

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