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Vladimir Putin, la paranoia del veleno: a cosa costringe i suoi "schiavi" (e perché li ha cambiati tutti)

sabato 19 marzo 2022
Vladimir Putin, la paranoia del veleno: a cosa costringe i suoi "schiavi" (e perché li ha cambiati tutti)

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Vladimir Putin ha alzato i toni negli ultimi giorni. Per alcuni è il segno che le cose in Ucraina non stanno andando come aveva programmato, con la guerra che sta diventando sempre più cruda e dura. Il leader del Cremlino ha definito “feccia” e “traditori da sputare come moscerini” tutti i russi che si oppongono alla “operazione militare speciale”: dietro queste dichiarazioni si nasconde il timore, o meglio la paranoia, che qualcuno possa cercare di ucciderlo.

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Con un metodo banale quanto efficace, che Putin stesso conosce benissimo: il veleno. Secondo il Daily Beast, il presidente russo ha degli assaggiatori personali: non una novità, mentre lo è il fatto che lo scorso mese abbia sostituito tutto il suo staff. Parliamo di circa un migliaio di persone, tra addetti alla lavanderia, cuoche, segretarie e così via. Insomma, prima di scatenare l’offensiva contro l’Ucraina ha avuto la “premura” di cambiare tutti i collaboratori. E quindi anche gli assaggiatori, dato che il veleno è sempre stato presente nella storia russa, anche in quella recente.

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Si ritiene infatti che gli agenti di Putin abbiano ucciso Alexander Litvinenko, ex membro dei servizi segreti poi diventato dissidente, aggiungendo veleno radioattivo a una tazza di tè nel 2006. Più recentemente, il leader del Cremlino avrebbe anche ordinato l’avvelenamento di Alexei Navalny, leader dell’opposizione: essendo ancora vivo, non è rimasto che incarcerarlo.