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Bucha, Toni Capuozzo: "Il noto neonazista ucraino in città il 2 aprile"

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La strage di Bucha è stata firmata dagli ucraini? Il dubbio attanaglia Toni Capuozzo e rimbalza da Quarta repubblica, il talk di Rete4 condotto da Nicola Porro, e diventa virale sui social. Il noto giornalista Mediaset, inviato di guerra in ogni angolo del mondo e testimone oculare dei peggiori orrori di cui l'uomo ha saputo rendersi protagonista, avanza il sospetto di una auto-carneficina organizzata dall'esercito ucraino per poter incolpare l'esercito russo, in fuga. 

 

 

 

Calendario alla mano, Capuozzo ripercorre le date e ricorda come la ritirata degli invasori sia iniziata il 30 marzo. Ma fino al 3 aprile, 4 giorni, non girano video di morti in strada. "Com'è possibile? - domanda Capuozzo - Bucha è un paese di 28mila abitanti, si conoscono tutti e nessuno si è reso conto che c'erano cadaveri in strada?". 

La risposta, insinua il giornalista, allora forse è da trovare altrove. "C'è un filmato. Un noto neo-nazista delle milizie ucraine (si tratterebbe secondo la stampa russa di Sergei Korotkikh, membro del Battaglione Azov) è in paese a Bucha il giorno 2 aprile. Non si vedono morti in strada, però c'è un dialogo. Un suo commilitone gli chiede: 'Cosa facciamo con quelli che non hanno il bracciale blu?', vale a dire quello delle milizie ucraine. E lui gli risponde: 'Spariamo'".

 

 

 

 

Quei morti, dunque, sarebbero finiti sotto il "fuoco amico" nel migliore dei casi, o vittime di una esecuzione per pura propaganda nel peggiore. E questo perché, conclude Capuozzo, "anche gli ucraini con l'acqua alla gola sarebbero in grado di mettere in piedi una messa in scena per coinvolgere il mondo". 

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