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Darya Dugina, Mosca accusa un altro ucraino: "Complice dell'attentato"

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Un secondo cittadino ucraino è stato accusato dal servizio di sicurezza russo Fsb di avere ucciso Darya Dugina nell'attentato di qualche giorno fa a Mosca. Lo scorso 20 agosto, infatti, la figlia del filosofo Alexandr Dugin è morta per via dell'esplosione dell'auto su cui viaggiava. Si trovava ad ovest della capitale russa. Chi sarebbe, quindi, il nuovo accusato? Si tratta di Bodan Petrovich Tsyganenko.

 

 

 

L'uomo ucraino, secondo i servizi segreti russi, avrebbe collaborato con Natalya Vovk, la donna già accusata di avere fatto esplodere la bomba sull'auto della Dugina. Stando alle accuse provenienti da Mosca, l'ucraina sarebbe un'esponente del battaglione Azov, che però ha già smentito tale informazione. 

 

 

 

Nel frattempo è scoppiata la polemica in Italia dopo che a Rimini è stata organizzata una messa in ricordo di Darya Dugina. A far discutere è stato soprattutto il messaggio del necrologio apparso nei giorni scorsi in città.  Il testo, firmato “le amiche e gli amici della Russia”, recita: “Assassinata dall’odio anti russo“. Gli organizzatori, però, hanno spiegato: "Siamo una ventina in tutto e quella frase l’abbiamo scritta per denunciare il clima di odio che c’è in questo momento, lo facciamo da cattolici e lo facciamo senza alcun intento polemico, senza schierarci a livello politico visto che le posizioni contro la Russia sono sia a destra che a sinistra e visto che vogliamo esprimere in modo pacifico come la pensiamo senza per questo essere accusati di essere “fascisti” come ci hanno scritto in giro per la città, su qualche manifesto per la messa”.

 

 

 

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