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Alessia Piperno prigioniera in Iran, cos'ha pubblicato prima dell'arresto

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Alessia Piperno, 30 anni, è stata arrestata in Iran lo scorso 28 settembre. Da allora, a parte una chiamata fatta ai suoi genitori, di lei non si è saputo più nulla. Potrebbe trovarsi nella cella di una caserma della Polizia iraniana, a nord di Teheran. È stata lei stessa a dirlo al padre nell'unica telefonata che sarebbe riuscita a fargli. Pare, però, che non si tratti di un carcere vero e proprio. E l’Italia starebbe lavorando intensamente per farla uscire in tempi rapidi. Al momento, come riporta il Messaggero, la trattativa diplomatica starebbe puntando su un decreto di espulsione per evitare sia l’arresto in una prigione sia l'eventuale processo. 

Il calvario della giovane donna sarebbe iniziato il 28 settembre, giorno del suo 30esimo compleanno. Da quel momento il suo telefono sarebbe risultato irraggiungibile per ben quattro giorni. Nel frattempo la Farnesina avrebbe attivato l’Unità di crisi e informato l’Ambasciata italiana a Teheran. Poi si sarebbe cercato di ricostruire il viaggio della ragazza. Pare che la speranza di riportarla a casa sia ancora accesa. La Piperno non sarebbe l'unica occidentale a essere stata arrestata. Lo dimostra il fatto che a muoversi contemporaneamente siano state le ambasciate tedesca, francese, olandese, polacca e svedese, come comunicato dal ministero dell’Informazione iraniana in una nota.

Le ragioni dell’arresto, invece, non si conoscono. Pare che gli stranieri arrestati siano stati accusati di aver preso parte direttamente o indirettamente alle proteste. Degli ultimi giorni di Alessia in Iran si sa solo che avrebbe avuto dei problemi con il visto. Poi un benefattore di cui non si sa molto l'avrebbe aiutata a ottenere un prolungamento del soggiorno. Ed è proprio su questo che vengono dei dubbi: chi è quest'uomo? Sarà stato lui a segnalare la ragazza alle autorità iraniane? Ad attirare l'attenzione potrebbe essere stato anche un suo post su Instagram, nel quale sposa la causa delle donne che scendono in piazza per la propria libertà: "Questa terra mi ha accolto a braccia aperte, è vero, non è stato sempre facile, ma dopo due mesi e mezzo mi è entrata dritta, dentro e profonda nel cuore. Qui la gente è stufa di essere un burattino".

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Un post condiviso da Aʟᴇssɪᴀ-ᴠɪᴀɢɢɪᴀᴛʀɪᴄᴇ ꜱᴏʟɪᴛᴀʀɪᴀ (@travel.adventure.freedom)

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