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Usa, proposta-choc: doni un rene? Un anno di carcere in meno

Carlo Nicolato
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Negli Stati Uniti, esattamente nel Massachusetts, i detenuti potrebbero presto ottenere sconti di pena in cambio della donazione dei loro organi o del midollo osseo. Non in Cina, dove peraltro il prelievo degli organi viene già effettuato senza riduzione di pena e senza nemmeno il consenso del detenuto, ma nell’America di Joe Biden, nello Stato dove recentemente si è insediata la governatrice democratica Maura Healey, nota per le sue battaglie contro Trump in difesa dei musulmani.

La donazione di organi da parte dei detenuti è consentita solo a familiari stretti negli Stati Uniti e solo lo Utah dal 2013 ha eccezionalmente permesso la pratica in casi limitati da prigionieri morti durante la detenzione. Ma per i democratici Carlos Gonzales e Judith Garcia questi muri vanno abbattuti e non solo la donazione andrebbe permessa a tutti i detenuti fisicamente idonei, ma andrebbe anche incentivata offrendo in cambio qualcosa. Insomma bisogna dare un valore all’organo donato, se non in termini monetari, almeno in quelli di libertà, che di fatto è la moneta che più preme a chi ne è privo.

 

 


PREZZI DI MERCATO
La proposta di legge depositata prevede che «il programma di donazione di midollo osseo e organi consentirà alle persone incarcerate idonee di ottenere una riduzione non inferiore a 60 e non superiore a 365 giorni della durata della pena, a condizione che l'individuo incarcerato abbia donato midollo osseo o organo(i)». Gli organi, come rivela la parentesi finale, possono quindi essere anche più di uno e lo sconto sommarsi fino al massimo di un anno. Un “Comitato per la donazione di organi e midollo osseo”, composto da cinque membri, solo uno dei quali è designato come sostenitore dei diritti dei detenuti, deciderebbe quanto tempo libero i detenuti riceverebbero dalla donazione di organi. In sostanza il disegno di legge chiederebbe alle 6mila persone attualmente detenute nelle carceri del Bay State che cosa conta di più per loro, se la libertà senza organi o gli organi senza libertà.

 

 


Il Comitato etico della United Network for Organ Sharing, l’organizzazione no-profit che amministra i trapianti di organi negli Stati Uniti, ha stroncato l’iniziativa legislativa dei Dem in quanto «qualsiasi legge o proposta che consenta a una persona di scambiare un organo per una riduzione della pena... solleva numerose questioni». Questioni etiche e morali per l’appunto, perché all’organo espiantato viene dato un valore sostanziale e quantitativo che rischia di creare un aberrante mercato che nulla avrebbe da invidiare a quello per la quale la Cina è imputata. Peraltro tale legge potrebbe anche non essere considerata legale in quanto il National Organ TransplantAct del 1984 già considera crimine federale «acquisire, ricevere o altrimenti trasferire consapevolmente qualsiasi organo umano a titolo oneroso per l'uso nel trapianto umano».


Ma Gonzales e Garcia ne fanno anche una questione di giustizia razziale, tirano in ballo anche loro una versione adattata della “teoria critica della razza” secondo cui la comunità BICOP (acronimo americano che sta per “neri, indigeni e persone di colore”) sarebbe fortemente penalizzata nel ricevere organi dal sistema sanitario. La donazione da parte della popolazione carceraria, che perlopiù composta da BICOP, aiuterebbe ad assottigliare tale gap.


CELLE DELL’ORRORE
ABC News fa però anche notare che la stessa popolazione è anche quella con la più alta incidenza di Aids, epatite e perfino di tubercolosi e quindi potrebbe non essere una buona idea utilizzarla in tali procedure. Un particolare che ricorda come anche gli Stati Uniti nel passato fossero abituati a fare arditi esperimenti medici sui detenuti fino a che non sono state introdotte norme che proibiscono al Dipartimento penitenziario statale di «utilizzare uno o più detenuti per esperimenti medici, farmaceutici o cosmetici». Nel Massachussetts si parla ancora di quando nel 1942 un professore della Harvard Medical School, seguendo un programma di ricerca militare, iniettò sangue di mucca a 64 detenuti uccidendone uno. 

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