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Golpe in Russia, "jet decollato verso la Turchia": terremoto nel regime di Putin

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"Dove stai andando? Sei spaventato?": Jason Jay Smart, corrispondente del Kiyv Independent, usa l'arma del sarcasmo per dare una notizia molto "pesante" sul golpe in Russia. L'aereo di famiglia del dittatore bielorusso Aleksandr Lukashenko sarebbe decollato da Minsk e si troverebbe ora sopra i cieli della Turchia. Mentre attraversava lo spazio aereo della Russia, il jet avrebbe spento i trasponder riaccendendoli solo sulla Calmucchia, uscendo dallo spazio russo, proprio per non venire intercettato dalle autorità militari di Mosca.

 

 

 

L'indicazione sarebbe chiara: Lukashenko, il principale alleato di Vladimir Putin anche in chiave Ucraina, sarebbe terrorizzato a tal punto dal colpo di Stato tentato da Evgeni Prigozhin, capo delle milizie del Gruppo Wagner, da decidere di abbandonare il Paese temendo ripercussioni ostili. Un segnale di quanto il regime di Putin stia scricchiolando. 

 

 

 

Prigozhin ha detto di avere a disposizione 25mila soldati, e dopo aver occupato senza aver sparato un colpo il distretto militare di Rostov, città russa al confine con l'Ucraina, si starebbe dirigendo verso Mosca. L'obiettivo ufficiale è quello di far cadere i vertici militari del regime, Gerasimov e Shoigu, ma il timore diffuso al Cremlino è che l'ex cuoco di Putin non si fermerà fino a che non avrà avuto la testa dello Zar, in un modo o nell'altro. Putin ha dichiarato Wagner "minaccia mortale alla Russia" e ha dato ordine di "neutralizzare" il suo capo, in un drammatico e inedito scontro frontale tra potere politico e para-potere militare. Ancora è impossibile capire da che parte penda la volontà dei militari regolari. Mosca è ora in regime speciale anti-terrorismo, con i carri armati a presidio dei palazzi delle autorità.

 

 

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