Immigrati clandestini, tasse, cannabis e persino le uova. Lo scontro fra l’amministrazione federale guidata da Donald Trump e la California è sempre più serrato, dopo il blitz compiuto giovedì dagli agenti dell’Immigration Control Enforcement (ICE) in una piantagione di cannabis a Camarillo, nella contea di Ventura. L’operazione si è conclusa con 200 arresti tra immigrati clandestini e attivisti pro-immigrati, ma ci sono volute ore e l’intervento della Guardia Nazionale perché gli agenti dell’ICE avessero alla fine la meglio. E nel corso degli scontri, uno degli attivisti ha addirittura esploso alcuni colpi d’arma da fuoco contro gli agenti ed è tuttora ricercato in tutto lo Stato. I fatti, i più gravi dalle sommosse di Los Angeles di alcune settimane fa, hanno riaccesolo scontro politico tra Washington e i due dem più in vista della California, il governatore Gavin Newsom e la sindaca di Los Angeles Karen Bass.
Quest’ultima, venerdì ha emanato un ordine esecutivo che mira, parola sue, «a proteggere la città dal governo federale», offrendo tutela legale a quanti vengano arrestati “ingiustificatamente” e persino denaro contante, sotto forma di card che verranno distribuite alle associazioni che osteggiano le politiche sull’immigrazione dell’amministrazione Trump. E un giudice federale (nominato da Joe Biden) ha emanato un ordine restrittivo temporaneo che vieta all’ICE di procedere all’arresto di persone nel Distretto Centrale della California a meno che gli agenti abbiano «il ragionevole sospetto» che quelle persone siano nel Paese illegalmente.
Condizione, quest’ultima, che si è peraltro verificata nella stragrande maggioranza degli arresti effettuati nelle ultime settimane in California, dove i clandestini sono più di due milioni, ossia il 20% del totale degli immigrati residenti nello Stato. Per comprendere quanto le due parti (Washington e la California) siano su posizioni agli antipodi, sempre venerdì lo zar della frontiera Tom Homan ha ribadito parlando con Fox News che «gli agenti dell’ICE e quelli della Border Patrol non hanno bisogno di chissà quale “ragionevole sospetto” per fermare qualcuno e tenerlo in custodia per il tempo necessario a verificare la sua posizione. Ma possono procedere in base alle circostanze, che includono il luogo, l’occupazione, l’aspetto fisico e il comportamento degli individui. Questo è il “ragionevole sospetto”. E se non questo, che cosa?», ha chiesto provocatoriamente Homan, replicando al giudice federale californiano.
Da questo punto di vista, giovedì le pattuglie dell’ICE sono andate sul sicuro, ispezionando le piantagioni di cannabis della Glass House Farms. Un po’ perché centinaia di migliaia di clandestini, non sapendo fare altro, lavorano come braccianti nelle aziende agricole californiane. Ma anche perché, tra le fattorie, è più facile che quelle di cannabis siano gestite in loco da “fricchettoni” o liberal ideologicamente più propensi di altri coltivatori a dare un lavoro agli immigrati illegali.
Su Truth, Trump ha postato un messaggio con cui dà «totale autorizzazione all’ICE di proteggersi, così come protegge i cittadini americani. Non voglio più vedere un veicolo con ufficiali di polizia a bordo, preso a sassate» come è accaduto a Camarillo. «Questi delinquenti vanno immediatamente arrestati e incarcerati», ha concluso il presidente. Non bastassero i clandestini a fomentare un clima da “secessione”, da un paio di giorni Washington e la California sono in guerra anche sulle uova.
L’amministrazione Trump, infatti, ha fatto causa allo Stato per la sua legge sul ‘welfare’ degli animali da allevamento che protegge galline, maiali e vitelli dall’essere rinchiusi in piccole. «Lo Stato della California ha contribuito allo storico aumento dei prezzi delle uova imponendo inutili ostacoli burocratici alla produzione di uova», hanno scritto gli avvocati nella causa intentata mercoledì presso il tribunale distrettuale di Los Angeles.