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Reali che al trono preferirono l'onore dell'altare

Casa Savoia può contare su più di un beato, come Margherita, Maria Cristina e Elena del Montenegro, mentre Baldovino del Belgio per il “gran rifiuto” sull’aborto rinunciò al regno, come Carlo I d’Austria, esule per il bene del suo popolo
di Caterina Maniacivenerdì 2 gennaio 2026
Reali che al trono preferirono l'onore dell'altare

4' di lettura

È una regina, però è più facile trovarla in chiesa, o nei quartieri più popolari, davanti a casupole gremite di bambini o al capezzale di qualche malato, piuttosto che nei saloni addobbati a festa, ai ricevimenti e ai balli più eleganti. Maria Cristina di Savoia, nata nel 1812, moglie di Ferdinando II di Borbone, re delle Due Sicilie, morta nel 1836 dando alla luce il figlio Francesco II, aveva una personalità controcorrente, così come emerge anche dall’ultima biografia appena pubblicata dalla casa editrice Ares, scritta da Luciano Regolo, Maria Cristina di Savoia. Servi Dio e tutto avrai dappoi (pp. 488, euro 26). Alla regina non piacciono le idee liberali e risorgimentali; è profondamente religiosa e ama il suo popolo, al di là di proclami e ideologie, disponibile ad aiutare chiunque sia in difficoltà e si risvolga a lei. Non a caso a Napoli la chiamano la «Reginella santa». Definizione profetica: è stata proclamata beata nel 2014.

In genere si considerano i reali protagonisti del gossip e degli scandali globali. I Windsor, in questo senso, forniscono materiale a volontà. Facile pensare, dunque, ai re e le regine, ai principi e ai nobili dediti notte e giorno alle feste, ai viaggi, e nello stesso tempo impegnati a fronteggiare scandali e tonnellate di fango, vero o presunto, gettato sulla loro immagine. Nel passato, oltre agli eccessi e alle stranezze, c’era il peso del potere, spesso senza limiti, le crudeltà rivolte anche e soprattutto ai loro stesse familiari, alle guerre senza fine, agli eccidi, alle persecuzioni. Eppure... eppure lungo i secoli, accanto a queste pesanti ombre gettata sulla Storia, si sono susseguite altre figure forse non altrettanto famose, ma molto più luminose. Reali con la corona, non tanto quella del regno, ma della santità, con l’aureola. Non faranno notizia, però sono sempre più protagonisti di saggi, biografie, devozione.

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Guardando all’Italia, casa Savoia di nobili “sull’altare” ne ha portati diversi. Si citava Maria Cristina, ma andando a ritroso nei secoli spicca Margherita di Savoia-Acaia (1390-1464), marchesa di Monferrato, innalzata agli onori degli altari il 29 novembre 1670 da papa Clemente X, che la proclama beata. Margherita di Savoia (da non confondere con l’omonima regina d'Italia vissuta cinque secoli dopo), rimasta vedova, decide di chiudere definitivamente con la vita di corte, si ritira nella città di Alba, fonda un monastero e dimentica del tutto i fasti regali. Elena del Montenegro è probabilmente la più famosa e amata. Regina dal 1900 al 1946, come moglie del re Vittorio Emanuele III, è infaticabile nelle opere di carità: la si vede aggirarsi tra le rovine dopo il terremoto siculo-calabrese e negli ospedali da campo durante la Grande guerra, tanto da guadagnarsi il soprannome di «regina di carità». Ed essere proclamata nel 2001 serva di Dio.

Più conosciuto e amato (o avversato, a seconda dei punti di vista) Baldovino di Sassonia Coburgo Gotha, re del Belgio dal 1951 al 1993, protagonista di molte biografie e saggi: uno degli ultimi pubblicati si intitola Baldovino. Il re del gran rifiuto, di Fulvio Fulvi (Edizioni Ares pp.144, euro 16). Salito al trono poco più che ventenne, deve affrontare subito la grave crisi in cui versava la sua nazione dopo la Seconda guerra mondiale e tenta di rimediare agli esiti terribili del colonialismo nel Congo, voluto dallo zio Leopoldo II. Si batte per l’ingresso del Belgio nell’Ue e nell’Alleanza Atlantica. Al suo fianco sempre la regina Fabiola. Compagna inseparabile, ricoprirà un ruolo di primo piano anche nello snodo più drammatico del regno, quando, nel 1990, il re decide di sospendere il suo incarico piuttosto che firmare la legge favorevole all’aborto votata dal governo.

È questo il gesto, definito “gran rifiuto”, di Baldovino, lodato da papa Francesco durante la sua visita pastorale a Bruxelles del 28 settembre del 2024, avviata poi ufficialmente avviata dal Dicastero delle Cause dei Santi del Vaticano il 17 dicembre 2024, Altre due casate, quelle dei Borboni e degli Asburgo, hanno a lungo dominato la ribalta europea; i suoi ultimi rappresentanti sono stati, dal punto di storico, un fallimento, ma dal punto di vista spirituale sono risultati “vincitori”. Francesco II di Borbone è l’ultimo re delle Due Sicilie, regnando dal 22 maggio 1859 al 13 febbraio 1861, e per lui la Conferenza episcopale campana, nel dicembre 2020, ha concesso il nulla osta per l’avvio della causa di beatificazione; è attualmente riconosciuto servo di Dio, come sua madre Maria Cristina di Savoia. Con Carlo I d’Austria si è estinto il regno degli Asburgo e la lunga stagione dell’impero a loro legato, fra le fiamme della Prima guerra mondiale.

Per buona parte della sua esistenza Carlo è stato bollato come esule e sconfitto, ma è beato perla Chiesa. Sua moglie Zita era semplice, dimessa, appartata. Fuori dai canoni, non da quelli della fede: anche per Zita è in corso il processo di beatificazione. Fuori dai canoni, in tutt’altro senso, la sua sfolgorante e tormentata prozia, Sissi, imperatrice d’Austria, moglie di Francesco Giuseppe. Entrambe sepolte a Vienna, nella Cripta dei Cappuccini, Zita in una piccola bara, Sissi in un imponente cenotafio.

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