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Crans-Montana, dal sito del Comune spariti i nomi degli addetti alla sicurezza

di Roberto Tortoralunedì 12 gennaio 2026
Crans-Montana, dal sito del Comune spariti i nomi degli addetti alla sicurezza

2' di lettura

Ora che la strage di Crans-Montana è, purtroppo, compiuta si apre un mondo, un sottosopra in cui emergono tutte le falle di un sistema che ha portato alla morte di oltre 40 giovanissimi in una notte che doveva essere solo di festa. Ed emerge un quadro inquietante, stando all’analisi de “Il Messaggero”, dove sembra che tutto ruoti attorno a un’unica bussola: il profitto. Resort sciistico per ricchi, paradiso del golf e polo di attrazione per giovani europei, con bar aperti “fino a notte fonda per i clubber scatenati”, come si leggeva sul sito turistico “Crans Montana Absolutely”. Un sito dal quale, non a caso, è improvvisamente scomparso “Le Constellation”.

Proprio quel locale che, incredibilmente, negli ultimi sei anni non era mai stato controllato dagli ispettori comunali, nonostante la legge del Canton Vallese imponga almeno un sopralluogo annuale. Lo ha ammesso lo stesso sindaco, Nicolas Féraud. Eppure una delle uscite di sicurezza, la notte dell’incendio, era chiusa con un lucchetto. Lo ha confessato Jacques Moretti ai pm. Dietro quella porta il titolare ha trovato corpi esanimi, tra cui una cameriera di 24 anni, sua “figlioccia”. Altri 34 cadaveri erano “accatastati” ai piedi della scala che collegava il seminterrato al piano terra, unica via di fuga, peraltro “ristretta” durante i lavori del 2015. La Procura di Sion dovrà chiarire se le omissioni siano state colpose o dolose. Il sindaco respinge ogni accusa: “Non è assolutamente così e per quanto ne so gli ispettori non conoscevano i proprietari dei bar”.

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Ma i conti non tornano. I nomi degli addetti alla sicurezza sono spariti dal sito del Comune. Dai riscontri emersi, due sarebbero vigili del fuoco volontari e “nessuno sembra avere una formazione specifica nel campo della prevenzione incendi”. Spunta poi il caso di Thibaud Beytrison, ex-consigliere comunale e responsabile della sicurezza, attivo nel settore antincendio e legato ad aziende che si occupano proprio di quei materiali presenti nel locale. Possibile che nessuno abbia visto nulla? È stata la stessa amministrazione a violare l’obbligo dei controlli. “Sono stati commessi degli errori”, ha ammesso l’ex-presidente svizzera Micheline Calmy-Rey, invocando la fine degli intrecci e del clientelismo. In paese, però, molti difendono il sindaco: “È impossibile per un comune controllare tutti i ristoranti ogni anno”. Turismo prima di tutto, insomma. Anche dopo una strage. A pagare, per ora, sono solo le vittime e le loro famiglie.