Non è bastata la revoca del coordinamento dell’indagine al pm. Dopo settimane di tensioni, gli avvocati delle vittime del rogo di Crans-Montana hanno deciso di ricusare l’intera procura di Sion. Una mossa durissima che fotografa il clima esplosivo attorno all’inchiesta sulla strage del “Le Constellation”, costata la vita a 40 persone e con 116 feriti. Lo riferisce Il Messaggero, ricostruendo i passaggi di una vicenda giudiziaria che rischia di trasformarsi in un caso istituzionale.
Prima erano arrivate le richieste più urgenti: disporre per Jacques Moretti e la moglie Jessica la custodia cautelare in carcere. Secondo i legali, l’inquinamento probatorio sarebbe iniziato subito, con la rimozione degli account del locale, quando le vittime non erano nemmeno state identificate e i feriti giacevano nel campo sportivo trasformato in ospedale. Poi le proteste per la gestione dell’inchiesta, giudicata lacunosa, con perquisizioni effettuate soltanto il 5 gennaio. Il 7, poi, la procuratrice generale Beatrice Pilloud ha revocato l’inchiesta al pm Marie Grétillat, accusata di non aver consentito ai legali di partecipare alle audizioni dei testimoni. Ma per gli avvocati non basta. L’istanza depositata il 10 gennaio dall’avvocato Miriam Mazou chiede la nomina di un procuratore esterno al Vallese per “importanti motivi”, come previsto dalla legge cantonale. Intanto da Roma è partita la rogatoria: i pm italiani sollecitano l’acquisizione dei documenti comunali sui controlli e sui lavori di ristrutturazione.
Crans-Cannes, la vita spericolata di Jessica Moretti: cosa sta emergendo
Tecnicamente non è ai domiciliari. Però non può lasciare il Paese, ha dovuto consegnare sia passapo...Durissime le parole dell’avvocato Romain Jordan: “È senza dubbio indecente, ma in ogni caso del tutto inaccettabile che funzionari pubblici possano difendersi al di fuori dei canali ufficiali, di fronte ai media”. E ancora: “Nel Vallese tutti gli avvocati e i procuratori si conoscono”, una frase che, secondo Jordan, “alimenta la percezione di un sistema giudiziario di parte e opaco”. Sempre il 7 gennaio, Pilloud ha annunciato il nuovo assetto dell’inchiesta: “L’ufficio centrale del pubblico ministero ha ripreso in carico il procedimento”. C’è stato poi l’arresto di Jacques Moretti. Ora si attende l’eventuale arrivo di un procuratore esterno. Intanto il Consiglio di Stato ha sbloccato i fondi: alle famiglie di morti e feriti andranno 10mila franchi. Una prima risposta, mentre la giustizia resta sotto accusa e si aggiunge ai colpevoli di questo dramma.




