Davvero Trump è impazzito? Davvero ha cominciato a dare segni di squilibrio mentale forse per l'età o forse perché un po' squilibrato lo è sempre stato? Sembra una tesi troppo comoda, che denuncia l'incapacità di tenergli testa o di affrontarlo, specie perché a sposarla sono gli stessi che un paio di anni fa negavano che Biden fosse un po' rimbambito, salvo poi ammettere a tempo ormai scaduto che lo era davvero. Uno di questi è Jonathan Reiner, cardiologo di fama mondiale che ha avuto in cura tra gli altri l'ex presidente Dick Cheney e che collabora a tempo perso con la Cnn. Dopo l'ormai famigerata lettera che il tycoon ha scritto al primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre, quella in cui collega le sue minacce sulla Groenlandia al fatto che non gli era stato assegnato il Nobel per la pace, Reiner ha scritto su X se per caso non fosse arrivato il momento di «un'inchiesta bipartisan del Congresso sull'idoneità del presidente».
Una settimana fa, dopo che Trump sembrava essersi appisolato per qualche secondo mentre firmava il Whole Milk for Healthy Kids Act, lo stesso cardiologo aveva scritto sulla Cnn che il presidente «sembra soffrire di eccessiva sonnolenza diurna» e che la cosa «non è normale». A dicembre Reiner aveva detto di essere preoccupato per quello che aveva definito «un discorso maniacale» dello stesso Trump alla nazione in cui aveva dato l'impressione che stesse leggendo il gobbo in maniera troppo rapida, senza inflessioni ma con qualche parola urlata senza che vi fosse un motivo. Sempre tramite la Cnn, ai tempi il cardiologo aveva chiesto una visita anche per Biden, ma solo dopo la figuraccia al primo faccia a faccia con Trump durante la campagna elettorale.
Emmanuel Macron, il bluff dietro la sfida a Donald Trump
Farebbe meglio a nascondere i suoi progetti, Emmanuel Macron, invece di celare lo sguardo. E gli converrebbe anche non a...La scorsa settimana un secondo specialista si è unito al coro dei preoccupati, o forse degli indignati. Si tratta del professor Bruce Davidson dell'Elson S. Floyd College of Medicine della Washington State University che sulla scorta di alcuni video ha dichiarato che «la sua impressione è che il presidente Trump ha avuto un ictus», suggerendo che il danno sia probabilmente localizzato al lato sinistro del cervello, che controlla il lato destro del corpo. Ovviamente i Dem si sono immediatamente accodati richiedendo visite urgenti o addirittura invocando il 25esimo emendamento. Uno di questi è la deputata dell'Arizona Yassamin Ansari che in un post su X ha scritto che Trump «è gravemente malato di mente e sta mettendo a rischio la vita di tutti noi».
Anche il New York Times è da tempo in prima linea in questa squallida battaglia, da molto prima che il presidente cominciasse a dare quelli che i suddetti hanno ritenuto essere segni di squilibrio. A novembre il prestigioso quotidiano è uscito con un articolo in cui suggeriva che Trump era visibilmente stanco (e come non esserlo a 79 anni), sottolineando lividi sul dorso della mano destra e gonfiore alla caviglie. Trump definì tale articolo un «colpo di Stato» e la sua portavoce Karoline Leavitt sottolineò come «a differenza della Casa Bianca di Biden, che ha insabbiato il declino cognitivo di Joe Biden e lo ha nascosto alla stampa, il presidente Trump e tutto il suo team sono stati aperti e trasparenti riguardo alla salute del presidente, che rimane eccezionale». Articoli, supposizioni e teorie che ricordano quelle che ciclicamente compaiono in relazione alla salute di Vladimir Putin. Quando non ti spieghi come mai il tuo nemico sembra essere più forte dite gli dai del pazzo squilibrato. È facile e confortante, ma non risolve nulla.




