Il voto del Parlamento europeo della giornata di ieri che ha rimandato l’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia, più che un voto pro o contro il Mercosur ha rappresentato un primo significativo stop alla deriva di una Presidente Ursula von der Leyen che ha provato con un ennesimo colpo di mano a strappare al Parlamento Europeo le sue legittime prerogative democratiche, cercando di ridurlo a semplice comparsa che non deve disturbare il manovratore. Se questo tentativo fosse andato in porto, si sarebbe verificato un precedente gravissimo di legittimazione di questo metodo autocratico in aperta violazione dei Trattati in vigore che avrebbe consentito alla signora von der Leyen di legiferare anche in futuro senza alcun rispetto non solo della collegialità della Commissione (che ha dimostrato sin dall’inizio del suo secondo mandato) ma anche in spregio dell’unica istituzione democratica europea eletta dai cittadini. Per capire chi c’era dietro il tentativo della Presidente è bastato osservare le reazioni a caldo che hanno visto un irritato Cancelliere Merz definire “deplorevole la decisione del Parlamento Europeo” e chiedere che “l’accordo venga applicato provvisoriamente adesso”.
Non è chiaro se legalmente la Commissione possa ora procedere alla applicazione provvisoria, quello che è certo è che ciò costituirebbe una gravissima frattura tra istituzioni europee ed un vero e proprio vulnus democratico. Al contrario, la legittima attesa del pronunciamento della Corte di Giustizia prima dell’applicazione provvisoria dell’accordo darebbe il tempo necessario per implementare in Europa le indispensabili misure sulla reciprocità e sull’aumento dei controlli alle importazioni da qualsiasi area del mondo. Norme che, come filiera agroalimentare, abbiamo da sempre richiesto e che il Governo italiano ha ribadito come essenziali da ultimo nel Coreper dello scorso 9 gennaio.
Vedremo a questo punto se la Presidente andrà avanti nella sua crociata antidemocratica con il fine ultimo di avvantaggiare la sola economia tedesca (a partire dal settore automotive che ha contribuito durante il suo precedente mandato con Timmermans a distruggere) o se tornerà a rappresentare gli interessi dell’intera Unione Europea che i trattati le attribuiscono.
*Amministratore delegato Filiera Italia




