La Commissione europea sta percorrendo una linea delicata per rilanciare la competitività dell’UE, considerata indispensabile per preservare l’indipendenza strategica del continente. Il percorso privilegiato sembra ormai la cooperazione rafforzata tra Stati membri (almeno nove), cioè soluzioni “à la carte” invece dell’unanimità a 27. Nella lettera inviata da Ursula von der Leyen ai leader in vista del ritiro sulla competitività (giovedì al castello di Alden Biesen, convocato da António Costa), la presidente sottolinea l’ambizione di procedere tutti insieme, ma invita a non essere timidi e a usare, se necessario, la cooperazione rafforzata prevista dai Trattati.
L’obiettivo del meeting è definire un’agenda concreta con impegni precisi, dopo anni di discussioni su Mercato unico, Unione dei capitali e energia. Si insiste su semplificazione, snellimento normativo e accelerazione dei processi, mentre il decision-making tra Commissione, Consiglio e Parlamento spesso si blocca. Il contesto è complicato: tensioni con il Parlamento (soprattutto dal lato tedesco), il ritorno di Trump alla Casa Bianca, relazioni transatlantiche sotto pressione e un calendario elettorale fitto (Ungheria, poi Francia, Italia, Polonia).
Meloni-Merz, "no" a Trump sul board of peace. Italia-Germania, il patto: "Per la Ue l'ora delle scelte"
"Meloni e io abbiamo formulato una serie di proposte che vorremmo vedere affrontate. Tra queste ci sono alcune nuov...Molti governi non intendono più mediare a oltranza. Italia e Germania, in un documento concordato da Meloni e Merz il 23 gennaio, spingono per una discontinuità netta: ritiro delle iniziative “zombie” della Commissione, monitoraggio sistematico degli emendamenti parlamentari per evitare oneri aggiuntivi o violazioni di sussidiarietà/proporzionalità, e un “freno d’emergenza” contro burocrazia eccessiva. Propongono inoltre che la semplificazione diventi materia riservata ai capi di governo, con von der Leyen che riferisca direttamente al Consiglio europeo.Giovedì si terrà anche un pre-summit Italia-Germania-Belgio (con ampia partecipazione: Francia, Olanda, Nordici, Baltici, Polonia), segnale di un asse Roma-Berlino sempre più centrale.




