"Ci siamo impegnati a rispondere alle domande dei famigliari. È per questo che oggi siamo passati davanti alle famiglie, poiché sapevamo che c'era un raduno. Sapevamo che le famiglie desideravano incontrarci. Comprendiamo la vostra rabbia, il vostro odio. Ribadisco che saremo presenti per rispondere a qualsiasi domanda, saremo lì per voi". Così, in lacrime, Jessica Moretti, rivolgendosi ai legali delle parti civili, durante l'interrogatorio di oggi, giovedì 12 febbraio, ancora scossa dopo l'aggressione di alcune famiglie delle vittime che stavano attendendo lei e suo marito difronte all'aula dell'udienza.
Al Constellation "non sono mai state fatte prove di evacuazione perché nessuno ci ha mai detto che dovevamo farle", ha detto l'imprenditrice che poi ha sostenuto che nella serata di Capodanno ci fossero due buttafuori, ma dalla documentazione raccolta dalla procura ne risulta ingaggiato solo uno.
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Immagini mai viste prima e che rivelano tutta la drammaticità di quando accaduto nella notte di Capodanno a Crans..."Non si può andare contro un incendio - ha proseguito la proprietaria del bar Le Constellation -. E la mia priorità era dare l'allarme, far evacuare le persone e chiamare i pompieri il più rapidamente possibile. Io stessa sono figlia di un pompiere - ha concluso - ed è il mio riflesso".
Nel frattempo, i famigliari delle vittime hanno sfogato la loro rabbia contro i Moretti. "Avete ucciso mio figlio. Avete ucciso mio fratello. Dov'è mio figlio? Siete dei mostri. Come avete fatto a mangiare, a dormire", hanno urlato i presenti. "Se dobbiamo pagare, pagheremo. Non siamo mafiosi, siamo lavoratori", ha replicato Jacques Moretti.




