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Deranque ammazzato di botte, la vergogna di Stampa e Corriere: i loro titoli

martedì 17 febbraio 2026
Deranque ammazzato di botte, la vergogna di Stampa e Corriere: i loro titoli

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Se il morto è di destra, pesa meno. E anzi, c'è una corsa a gettar fango sul suo conto. Lo si è già visto con Sergio Ramelli, nei famigerati anni di Piombo. Più di recente, con Charlie Kirk, con tutto il peso dell'anti-trumpismo fa gravare su quell'omicidio. E oggi lo si vede anche con Quentin Deranque, 23enne ammazzato a calci e pugni in strada a Lione da un manipolo di "antifa". 

Il giovane era intervenuto per scortare il collettivo femminile nazionalista Némésis, che voleva protestare contro la conferenza dell'europarlamentare filopalestinese Rima Hassan alla facoltà di scienze politiche. Protestare, non impedirne l'intervento.

Deranque è stato assalito a bruciapelo e massacrato. Ora sono indagati alcuni esponenti della Jeune Garde Antifasciste, associazione di estrema sinistra. Un suo membro, Jacques-Elie Favrot, anche lui indagato per il pestaggio, è il portaborse di Raphael Arnault, deputato di France Insoumise, il partito del leader rosso Jean Luc Melenchon. Il gruppo della Jeune Garde, tra l'altro, ha rapporti fraterni e molto stretti pure con Alleanza Verdi Sinistra. D'altronde, i deputati di Melenchon all'Europarlamento siedono accanto a quelli di Avs nel gruppo The Left. Un bell'imbarazzo.

Sulla stampa italiana, però, più che puntare il dito contro i violenti rossi lo si fa contro la vittima. Per il Corriere della Sera, Deranque era un "cattolico tradizionalista, tra frequentazioni neofasciste e volontariato con la parrocchia". Il suo avvocato e la famiglia sottolineano: "Non era un violento", ma solo uno studente di matematica. "Non aveva precedenti penali e non faceva parte di alcun servizio d'ordine", rivendica ancora il legale del ragazzo. I compagni di boxe e jogging lo ricordano come "una persona molto calma, né violenta né aggressiva". Era un attivista, non era di sinistra e sembra che basti questo per giustificare la macelleria antifascista.

Anche per la Stampa a venire ucciso è un "militante di ultradestra", uno studente "vicino ad ambienti cattolici e identitari". Anche qua: due dettagli neutri, utilizzati però per tratteggiare una figura politicamente borderline, a rischio, potenzialmente nel mirino. Come se uccidere a calci e pugni un ventenne che semplicemente non la pensa come i suoi aguzzini possa essere normalizzato. Francesca Sforza, sul quotidiano torinese, parla di "lessico della polarizzazione". L'Italia ci ha fatto i conti per 10 anni, mezzo secolo fa. Una realtà agghiacciante che sta tornando.