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Dite a Obama di venire a cercare in Italia: da Elly ai Verdi, gli extraterrestri son tutti qua

Barack fece la maggiore esperienza del "quarto tipo" quando prese il Nobel per la pace. Ma è casa nostra il luogo perfetto per studiare gli alieni: nessuno è in grado di capire Schlein & C.
martedì 17 febbraio 2026
Dite a Obama di venire a cercare in Italia: da Elly ai Verdi, gli extraterrestri son tutti qua

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Se lo dice l’ex uomo più potente della Terra è certo, certissimo, anzi probabile. Gli alieni esistono, parola di Barack Obama. E probabilmente anche lui lo è, autore della più clamorosa impresa extraterrestre di aver portato a casa il Premio Nobel per la pace e in contropartita nel suo mandato si è dato da fare guerreggiando qua e là fuori dalla porta di casa e salvando pure l’immacolata considerazione.

Nessuno prima di lui, nessuno dopo, e Donald Trump sta ancor a chiedersi come mai, pur avendo imposto la Pax Americana in sette/otto conflitti, continuino a considerarlo bellicoso e dal caratterino ribelle come il ciuffo. Sarà per questo che è il baubau della sinistra, soprattutto quella italiana che avrebbe voluto festeggiare Kamala Harris, la riserva del soporifero Joe Biden, uccellata dal tycoon. Allora è Trump l’alieno al quale crede Obama, senza poterlo però dipingere con la pelle verde e le antenne, perché il woke e il politicamente corretto non lo permettono. Ma credere è questione di fede, a meno che non si voglia prestarla ai sussurri e grida dei complottisti di mezzo mondo secondo cui gli Ufo esistono al pari degli alieni, e gli Stati Uniti ne hanno le prove che celano al resto del mondo nei loro laboratori segreti dove distillano le super armi, le tecnologie più sbalorditive e magari, prima o poi, anche il rimedio alla calvizie e al raffreddore.

Obama come presidente degli Stati Uniti qualcosina dovrebbe sapere di navicelle intergalattiche in hangar sotterranei, autopsie di corpi non umani, Area 51 ed Extraterrestrial Highway (Route 375). Quanto agli Ufo, tramandati da film e B-movie, già i tedeschi agli sgoccioli del Terzo Reich ne progettavano e costruivano e li chiamavano Wunderwaffen, armi meravigliose. Ray Bradbury concepì le sue Cronache marziane negli Anni ’50 immaginando la colonizzazione di Marte entro il 2026: se Obama sa qualcosa, è arrivato il momento di parlare, perché anche la fantascienza va in scadenza, come i telefilm Spazio 1999.

Ma forse il buon Barack gli alieni li ha non solo visti, ma anche conosciuti dall’altra parte dell’oceano, nello Stivale patria di santi, poeti, navigatori e affabulatori. Lui che ha trovato approdo nel Nuovo Mondo dove ha fatto carriera salendo fino al Campidoglio, non riesce a capacitarsi che in Italia patria di Cristoforo Colombo ci sia qualcuno ben dentro un movimento sognatore, utopista e brancaleoniano, che si dice sicuro che la Terra è piatta. Obama non ci ha dormito, perché se è così allora lui non esisterebbe, e Michelle ogni mattina deve dargli un pizzicotto e tranquillizzarlo sul fatto che forse gli alieni ci sono e gli italiani sono maestri nel favoleggiare: Hans Christian Andersen non si inventò la figura della sirenetta perché nel Paese dove si sono accese le 5 stelle c’era chi giurava di averle viste. E infatti gli alieni non mancano nel Belpaese, dove al G8 dell’Aquila del 2009 Obama in maniche di camicia si spupazzò in braccio la senatrice Stefania Pezzopane, e poi ha visto un fenomeno di abiogenesi politica come Giuseppe Conte.

Oppure Elly Schlein, la sintesi delle contraddizioni, che ogni mattina risolve il problema epocale femminile del «cosa mi metto?» telefonando all’armocromista a libro paga. Negli Usa i connazionali di Obama per vestire elegantemente entrano in un negozio con un marchio italiano ed escono di tutto punto con la certezza di fare faville.

L’ex presidente lo sa bene, e anche l’attuale, che si fa inviare ogni settimana le cravatte da una sartoria artigianale abruzzese. In realtà Obama si è convinto che gli alieni esistono proprio sentendo parlare la Schlein: nessuno è in grado di capirla, deve essere davvero extraterrestre. Sì, i marziani sono già tra noi.