A 75 anni, Jeannie Soupidis-Hill non immaginava che la sua pensione sarebbe diventata la sua principale fonte di angoscia. Trasferitasi in Tunisia oltre vent’anni fa, aveva scelto un Paese dal clima mite e dal costo della vita più accessibile rispetto al Regno Unito. Una scelta fatta, nel 2000 per insegnare inglese come tanti pensionati europei, per vivere con maggiore serenità la terza età.
Oggi, però, quella serenità sembra lontana. Jeannie racconta di vivere con una pensione statale britannica “congelata”, ovvero non adeguata all’inflazione perché percepita in un Paese non coperto dagli accordi di rivalutazione annuale. Questo significa che l’importo ricevuto resta fermo agli anni passati, mentre il costo della vita continua a crescere. Le sue testimonianze ,diffuse tramite Instagram e gruppi dedicati ai pensionati con pensioni congelate, mostrano una profonda frustrazione, non solo economica ma anche emotiva. In alcuni post, Jeannie ha scritto di sentirsi isolata e di lottare per far sentire la sua voce su una questione che riguarda centinaia di migliaia di britannici all’estero, molti dei quali vivono in paesi dove il costo della vita può essere basso, ma dove la mancata indicizzazione delle pensioni rende difficile mantenere uno standard minimo di vita.
Secondo le sue testimonianze, il denaro che riceve settimanalmente non è più sufficiente a coprire le spese essenziali, percepisce circa 70 sterline a settimana. Ha parlato sui social di difficoltà nel pagare affitto e utenze, di vivere in un’abitazione priva di comfort basilari come riscaldamento e acqua calda, e di sentirsi isolata, lontana da una rete familiare di supporto. Tornare nel Regno Unito non è semplice: servono risorse che, nella sua situazione, non sono disponibili. La sua vicenda non è un caso isolato. Migliaia di pensionati britannici residenti in determinati Paesi si trovano nella stessa condizione: pensioni che perdono valore reale anno dopo anno.
Il dibattito sulle cosiddette “frozen pensions” è acceso da tempo nel Regno Unito, ma per chi vive questa realtà ogni giorno la questione è concreta, quotidiana, urgente. In Tunisia, dove molti pensionati stranieri si sono trasferiti attratti da costi più contenuti, la crisi economica e l’aumento dei prezzi hanno reso la situazione ancora più fragile. Un reddito fisso che non cresce può trasformarsi rapidamente in insufficiente, soprattutto con l’avanzare dell’età e l’aumento delle spese mediche. Dietro i numeri e le normative ci sono persone. E la voce di Jeannie, amplificata dai social, è quella di una donna che chiede di non essere dimenticata.




