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Maldive, il dramma degli italiani bloccati in spiaggia: "Non siamo ricchi. Un anno di risparmi, e ora..."

di Claudia Osmettivenerdì 6 marzo 2026
Maldive, il dramma degli italiani bloccati in spiaggia: "Non siamo ricchi. Un anno di risparmi, e ora..."

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Dalla vacanza da sogno all’incubo del ritorno (che è difficile organizzare). A Malè, bloccati nel “paradiso” delle Maldive, in comitiva, tra viaggiatori indipendenti, alcuni anche coi bimbi piccoli, perché in Medioriente è scoppiata la guerra e Teheran brucia. Come Simona ed Emanuele, due ragazzi di Genova: normalissimi, tra l’altro. «Non siamo ricchi», spiegano, «abbiamo risparmiato un anno per questa settimana, aiutateci a tornare». Dovevano atterrare all’aeroporto milanese di Malpensa il 28 febbraio, il loro volo è stato cancellato: ne hanno riprogrammato uno per oggi, ma certezze neanche mezza. Oppure come Maria e Raffaele, anche loro con un aereo prenotato per Milano, anche questo mai decollato.

La coppia, però, ha tre figli (il più piccino ha cinque anni, il più grandicello dieci): «Qui non c’è il pericolo di missili o droni come a Dubai, ma il livello organizzativo è anche peggio. Abbiamo dormito sulla spiaggia, ora siamo in hotel a spese nostre: per i voli ci hanno chiesto anche 5mila euro a biglietto. Altre mete per scali lontanissimi come il Sudafrica costano una fortuna. Non pretendiamo di tornare a carico dello Stato, ma nemmeno ci si può indebitare, stanno speculando su ogni cosa».

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Sono circa 3mila gli italiani al momento fermi sulle 1.153 isole musulmane delle Maldive da oramai una settimana: molti di loro stazionano in aeroporto nella speranza che la situazione si sblocchi (cioè che riescano a salire su un aereo), i fortunati che sono riusciti ad accaparrarsi una stanza oltre il periodo prenotato prima o hanno sborsato una cifra considerevole o hanno dovuto cercare una sistemazione più e più volte (le strutture ricettive sono quasi tutte piene).

Il problema non è quello del collegamento con il nostro Paese, o meglio non solo: il problema è che quasi tutte le tratte prevedono uno scalo nel Golfo (a Doha, a Dubai o ad Abu Dhabi) e gli hub arabi, in questi dì, sono chiusi. Un aereo charter è partito nelle scorse ore «ma ha imbarcato solo le persone in condizioni peggiori», spiega il bolognese Gabriele, «soprattutto famiglie con bambini piccoli o persone con patologie. Abbiamo ricevuto assistenza dal consolato, è arrivato anche il gruppo che si occupa di organizzare eventuali voli». Però le criticità sono oggettive e riguardano un po’ tutti (senza contare i commenti del web della serie: siete-in-ferie-state-al-caldo-e-chiedete-pure-aiuto?). Una ventina di italiani ha scelto un imbarco su una crociera verso le Mauritius solo per poter tornare a casa da lì: il costo si aggira intorno ai 2mila 3mila euro a testa.

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