L'undicesimo giorno della guerra contro l'Iran segna l'escalation più intensa finora. Gli USA hanno condotto l'attacco più massiccio dall'inizio del conflitto, colpendo oltre 5.000 target totali, droni e basi iraniane. Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha definito l'offensiva "la più intensa" elencando tutti i target colpiti. In risposta, l'Iran ha lanciato una ondata di missili pesanti multi-warhead verso Israele. Rivivi qui la diretta della giornata.
Ore 22 - primo attacco congiunto Iran-Hezbollah
L'Iran e Hezbollah, il gruppo militare sostenuto dall'Iran in Libano, hanno condotto un attacco coordinato nel nord di Israele: ha affermato un alto funzionario della difesa israeliano, come riporta Sky News. È la prima volta che i due gruppi effettuano un attacco congiunto da quando è iniziato il conflitto in Medio Oriente, il 28 febbraio. L'esercito israeliano ha inoltre dichiarato di aver avviato questa sera una vasta ondata di attacchi nella periferia meridionale della capitale libanese, Beirut.
Ore 20.50 - Consiglio Sicurezza Onu condanna attacchi Iran contro Paesi Golfo
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) la risoluzione proposta dal Bahrein che «condanna con la massima fermezza i gravi attacchi dell'Iran contro i territori di Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania e chiede l'immediata cessazione di tali attacchi e stabilisce che costituiscono una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale». Il testo ha avuto 135 co-sponsor tra cui Usa e Italia.
Ore 20.00 - Trump: abbiamo colpito più duramente di ogni altro Paese e non abbiamo finito
"Abbiamo distrutto 28 navi posamine iraniane". Lo ha detto ilpesidente Usa Donald Trump. E ha aggiunto: "Abbiamo colpito l'Iran più duramente di ogni altro Paese e non abbiamo ancora finito".
Ore 19.51 - L' Fbi avvisa su un possibile attacco in California
L'Fbi ha avvisato nei giorni scorsi i dipartimenti di polizia della California che l'Iran potrebbe reagire agli attacchi americani lanciando droni sulla costa occidentale, riferisce l'emittente Abc News. "Abbiamo recentemente acquisito informazioni secondo cui, all'inizio di febbraio 2026, l'Iran avrebbe aspirato a condurre un attacco a sorpresa utilizzando velivoli senza pilota da una nave non identificata al largo delle coste degli Stati Uniti, precisamente contro obiettivi non specificati in California, nel caso in cui gli Stati Uniti avessero condotto attacchi contro l'Iran", secondo l'allerta diffusa a fine febbraio. "Non disponiamo di ulteriori informazioni sui tempi, i metodi, l'obiettivo o gli autori di questo presunto attacco", riferisce l'Abc.
Ore 19.20 - Emirati, in azione le difese aeree contro missili e droni da Iran
Secondo il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti, le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e dei droni provenienti dall'Iran. Lo riporta la Bbc. In una dichiarazione su X, il ministero afferma che i suoni udibili negli Emirati sono il risultato dei sistemi di difesa aerea che intercettano missili e droni.
Ore 18.50 - Meloni a riunione G7, favorire ritorno alla diplomazia
Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha partecipato oggi - riferisce una nota di palazzo Chigi - a una videoconferenza dei leader del G7 dedicata agli sviluppi della crisi nel Golfo e alle relative implicazioni economiche ed energetiche. Il presidente del Consiglio ha riaffermato - si spiega - l'impegno per favorire un ritorno alla diplomazia che conduca a soluzioni per la stabilità della regione e l'importanza della solidarietà del G7 verso le nazioni del Golfo colpite dagli attacchi iraniani.
Ore 18.45 - Meloni a leader G7: "Evitare effetti strutturali su crescita"
Nel corso della riunione in videoconferenza dei leader G7, la premier Giorgia Meloni ha sottolineato "l'importanza che l'attuale volatilità non si traduca in effetti strutturali sulla crescita economica". Lo rende noto Palazzo Chigi.
Ore 18.15 - Trump: "Le compagnie petrolifere usino Hormuz, non ci sono mine"
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha sollecitato le compagnie petrolifere ad attraversare lo Stretto di Hormuz, malgrado le minacce rivolte dai Pasdaran alle imbarcazioni che tenteranno di farlo senza il loro permesso. "Penso che dovrebbero" attraversarlo, ha detto Trump, sottolineando che "in una notte abbiamo distrutto quasi tutte le loro navi posamine". Alla domanda sulla presenza di mine nello stretto, rivoltagli dai giornalisti alla Casa Bianca prima della partenza per il Kentucky, Trump ha risposto "non crediamo". Il presidente ha quindi annunciato una "grande sicurezza" nello stretto, aggiungendo che l'Iran sta "pagando un prezzo altissimo".
Ore 18.04 - Trump: "Non credo l'Iran abbia messo mine nello stretto Hormuz"
Donald Trump "non crede" che l'Iran abbia piazzato mine nello stretto di Hormuz. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca il presidente ha anche
sottolineato che "ci sarà un'enorme sicurezza" nello stretto.
Ore 18.03 - Trump: "Potrei tagliare i rapporti commerciali con la Spagna"
Donald Trump torna a minacciare la Spagna per la sua posizione sulla guerra in Iran. "Potrei tagliare i rapporti commerciali" con Madrid, ha detto parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. "Gli spagnoli sono un grande popolo, la leadership non molto", ha aggiunto.
Ore 17.54 - Trump insiste: "Quasi tutto l'Iran è stato distrutto"
Donald Trump ha ribadito che "quasi tutto l'Iran è stato distrutto". Parlando con i giornalisti prima di partire per l'Ohio e il Kentucky ha sottolineato che l'esercito americano "sta colpendo" Teheran "molto duramente".
Ore 17.38 - Teheran: "Tutti porti Golfo obiettivi se nostri minacciati"
L'Iran ha ammonito che potrebbe colpire tutte le infrastrutture portuali del Golfo. "Se i porti iraniani saranno minacciati, tutti i porti e i terminal della regione diventeranno nostri obiettivi legittimi", ha dichiarato il portavoce delle forze armate iraniane, a quanto riferisce l'agenzia Tasnim.
Ore 17.25 - Media, posata una decina di mine nello Stretto di Hormuz
L'Iran ha posato nello stretto di Hormuz una decina di mine. Lo ha riferito la Reuters, dopo le prime indiscrezioni riportate ieri dalla Cnn. Una fonte ha riferito all'agenzia che la posizione della maggior parte delle mine è nota.
Ore 17.20 - Iran: "Le nuove sanzioni dell'Ue sono assurde e totalmente illegali"
L'Iran ha condannato le nuove sanzioni dell'Unione europea contro i funzionari accusati di presunte violazioni dei diritti umani. In un post su X, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha definito le misure "assurde", "immorali" e "totalmente illegali". Ore prima l'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Ue, Kaja Kallas, aveva annunciato che gli Stati membri avevano approvato nuove sanzioni contro 19 funzionari ed entità iraniani per gravi violazioni dei diritti umani.
Ore 17.06 - Macron: "Le capacità militari dell'Iran non sono ridotte a zero"
Le capacità militari dell'Iran "non sono ridotte a zero": lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, rispondendo ai cronisti al termine della videoconferenza con i leader del G7. A una domanda sulla situazione e l'evoluzione del conflitto in Iran, Macron ha detto di non voler parlare "al posto del presidente degli Stati Uniti d'America. Sarà lui a chiarire nei giorni o nelle ore a venire. Ciò che è evidente per tutti è che oggi si devono poter definire degli obiettivi chiari sul piano militare e politico di questo conflitto. Ci sono oggi danni notevoli contro le capacità balistiche, militari, dell'Iran. L'Iran continua tuttavia ad aggredire diversi Paesi della regione e quindi queste capacità non sono ridotte a zero". Nel contempo, ha continuato Macron, "diversi gruppi legati all'Iran continuano ad agire. Penso, in particolare, a ciò che accade in Iraq o in Libano".
Ore 16.10 - Macron al G7: "Coordinarsi per ristabilire la libertà di navigazione a Hormuz"
Appello di Emmanuel Macron al presidente americano Donald Trump e agli altri leader del G7 "a coordinarsi per ristabilire chiaramente la libertà di navigazione al più presto possibile" nello Stretto di Hormuz. Parlando in apertura della videocall con gli altri capi di Stato e di governo da lui convocato in quanto presidente di turno del G7, il capo dello Stato francese ha poi esortato gli altri Paesi ad "astenersi da ogni restrizione alle esportazioni di petrolio e gas che potrebbe destabilizzare i mercati".
Ore 15.59 - L'ambasciatore iraniano a Cipro: "Mojtaba in ospedale, non credo possa tenere un discorso"
"Penso che sia in ospedale. Non credo sia in condizioni di pronunciare un discorso". Lo ha dichiarato al Guardian l'ambasciatore iraniano a Cipro, Alireza Salarian, in merito alla nuova Guida suprema dell'Iran Mojtaba Khamenei, che dal giorno della sua elezione - domenica scorsa - non si è ancora mostrato in pubblico. Secondo l'ambasciatore, Mojtaba - rimasto ferito nel raid israelo-americano che uccise il padre Ali Khamenei il 28 febbraio scorso - avrebbe riportato ferite alle gambe, alle braccia e alla mano.
Ore 15.57 - Iran: "Colpiti impianti di stoccaggio di petrolio in Oman"
Colpiti impianti di stoccaggio del petrolio nel porto di Salalah in Oman da droni iraniani. Secondo quanto affermato dalla società britannica per la sicurezza marittima Ambrey, sono stati colpiti gli impianti di stoccaggio del petrolio nel porto di Salalah, in Oman, come riferito dall'emittente qatarina Al Jazeera.
Ore 15.35 - Iea sblocca 400 milioni di barili di riserve petrolifere
I paesi membri dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (Iea) hanno concordato all'unanimità di rilasciare 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza per compensare l'impatto sui mercati derivante dal conflitto in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz. "I paesi membri dell'Aie hanno deciso all'unanimità di avviare il più grande rilascio di riserve petrolifere di emergenza nella storia della nostra agenzia", ha annunciato il Direttore Esecutivo dell'Aie, Fatih Birol.
Ore 15.30 - Cnn: "Per Mojtaba Khamenei una frattura al piede e lievi ferite"
La nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha riportato una frattura al piede e altre lievi ferite nel primo giorno di bombardamenti di Usa e Israele in Iran, quando è stato ucciso il padre Alì Khamenei e ferita mortalmente la moglie. È quanto ha riferito la Cnn, citando una fonte a conoscenza della situazione secondo la quale Mojtaba ha un livido intorno all'occhio sinistro e lievi lacerazioni al viso.
Ore 15.20 - Trump: "Non è quasi rimasto più niente da colpire, la guerra finirà presto"
Il presidente statunitense, Donald Trump, ha dichiarato che la guerra con l'Iran finirà "presto" perché "non c'è praticamente più nulla da colpire". "La guerra sta andando alla grande. Siamo molto in anticipo sui tempi previsti. Abbiamo causato più danni di quanto pensassimo possibile, anche nel periodo iniziale di sei settimane - ha detto Trump ad Axios -. Cercano di colpire il resto del Medio Oriente. Stanno pagando per 47 anni di morte e distruzione che hanno causato. Questa è una vendetta. Non se la caveranno così facilmente".
Ore 15.00 - Il Centcom Usa: "Distrutto un grande impianto di produzione missili"
Gli Stati Uniti hanno colpito un "grande impianto di produzione di missili balistici" in Iran. Lo ha affermato il comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti Brad Cooper in un video pubblicato su X per fornire un aggiornamento sull'operazione militare congiunta con Israele contro l'Iran. "Li stiamo smantellando metodicamente colpendo missili e droni iraniani, colpiamo anche la loro base industriale di difesa", ha detto Cooper aggiungendo che "proprio ieri sera la nostra forza di bombardieri ha colpito un grande impianto di produzione di missili balistici, ad esempio". Cooper ha poi dichiarato che "non si tratta solo di cosa ci sta attaccando oggi. Si tratta anche di eliminare la minaccia in futuro".
Ore 14.55 - I Pasdaran: abbiamo colpito due navi nello Stretto di Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato di aver colpito due navi nello Stretto di Hormuz: una battente bandiera della Liberia, la Express Room, e la portarinfuse thailandese Mayuree Naree. "La nave liberiana, di proprietà di Israele, non ha prestato attenzione agli avvertimenti delle nostre forze navali ed è stata fermata dopo essere stata colpita. La seconda nave, la portarinfuse Mayuree Naree che ha tentato di passare illegalmente lo Stretto, è stata presa di mira anche lei dopo gli avvertimenti delle forze navali - hanno sottolineato i Pasdaran in un comunicato -. Lo Stretto di Hormuz è indubbiamente sotto la gestione delle forze navali delle Guardie: gli aggressori, gli Stati Uniti e i loro alleati, non hanno il diritto di attraversarlo". Secondo l'agenzia marittima britannica Ukmto, sono almeno tre le navi colpite oggi nelle acque a ridosso di Hormuz. La Marina thailandese ha confermato l'attacco alla Mayuree Naree, che era partita da un porto degli Emirati, aggiungendo che 20 marinai erano stati tratti in salvo dalla Marina dell'Oman.
Ore 14.45 - Teheran minaccia "attacchi continui": "Preparatevi al petrolio a 200 dollari"
L'Iran è pronto ad allargare la portata degli attacchi in risposta all'offensiva americana, cosa che potrà far schizzare i prezzi del petrolio "a 200 dollari". Lo ha detto Ebrahim Zolfaqari, portavoce del quartier generale del comando militare Khatam al-Anbiya. L'Iran, infatti, è pronto a passare da "attacchi reciproci" ad "attacchi continui contro gli avversari" e gli Stati Uniti non saranno più in grado di controllare i prezzi del greggio.
Ore 13.50 - Teheran: "Ogni nave d'Israele e Usa o con loro petrolio è obiettivo legittimo"
"Qualsiasi nave appartenga agli Stati Uniti, a Israele o trasporti petrolio di loro proprietà sarà un obiettivo legittimo delle forze armate iraniane nello Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato il quartier generale centrale iraniano di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate.
Ore 13.35 - Fonti Israele, Trump non è vicino alla fine della guerra
Israele ritiene che il presidente Usa Donald Trump "non sia vicino" a ordinare la fine della guerra con l'Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Reuters citando due fonti ufficiali israeliane.
Ore 13. 15 - Media: "Ministro Iran, non parteciperemo ai Mondiali di calcio negli Usa"
Il ministro dello Sport iraniano esclude la partecipazione del suo Paese ai Mondiali di calcio negli Usa. Lo riporta la Faz, in un articolo sulla posizione di Donald Trump, che assicura che la squadra potrà partecipare. "Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali", ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in tv, sottolineando le "misure malvagie intraprese contro l'Iran": "Ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi. Non abbiamo
assolutamente alcuna possibilità di partecipare".
Ore 13.12 - Fregata italiana Martinengo arrivata in area Cipro
È giunta nell'area di Cipro la fregata missilistica "Martinengo", la nave della Marina Militare italiana partita dal porto di Taranto lo scorso venerdì. A bordo, oltre 160 militari italiani. La fregata è stata inviata per la difesa dell'isola per un'operazione che avviene nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Francia Spagna e Olanda. La nave si è ricongiunta al gruppo della portaerei francese "Charles De Gaulle".
Ore 12.59 - La Spagna ritira l'ambasciatrice in Israele
Il governo di Madrid ha ritirato definitivamente l'ambasciatrice spagnola in Israele, Ana Salomon, riducendo il livello delle relazioni con Tel Aviv. Lo riferisce il sito di El Pais, precisando che la decisione, presa nell'ultimo consiglio dei ministri, comporta la riduzione della rappresentanza spagnola a livello di incaricato d'affari, in reciprocità con quanto già fatto da Israele nella sua ambasciata a Madrid.
Ore 12.57 - Pasdaran: da Hormuz nemmeno una goccia di greggio per gli Usa
Teheran è tornata a ribadire che non consentirà il passaggio dallo stretto di Hormuz di petroliere al servizio degli Stati Uniti. "Non permetteremo che nemmeno una goccia di petrolio attraversi lo Stretto di Hormuz a beneficio dell'America e dei suoi alleati", ha dichiarato il portavoce del comando integrato esercito-Pasdaran, Khatam-al-Anbia. "Non è possibile mantenere artificialmente bassi i prezzi del petrolio e dell'energia", ha avvertito.
Ore 12.55 - Israele all'Onu: designare i Pasdaran "gruppo terrorista"
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha esortato il Consiglio di Sicurezza dell'Onu a designare i Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani come organizzazione terroristica. "Le recenti azioni del regime iraniano sottolineano che la sua aggressione costituisce una minaccia diretta non solo per Israele, ma anche per la pace e la sicurezza regionali e internazionali", ha scritto il capo della diplomazia dello Stato ebraico su X, esortando a condannare la Repubblica islamica e designare i Pasdaran come "organizzazione terroristica". Gli Stati Uniti hanno già fatto questo passo, seguiti lo scorso gennaio dall'Unione Europea, dopo la sanguinosa repressione delle proteste di massa in Iran contro il regime.
Ore 12.40 - Portarinfuse in fiamme a Hormuz
Una nave portarinfuse thailandese è stata colpita mentre era in transito nello Stretto di Hormuz. I 23 membri dell'equipaggio sono stati salvati, ha dichiarato la Marina thailandese che ha condivise foto che mostrano un denso fumo nero levarsi dallo scafo e dalla sovrastruttura della Mayuree Naree. La nave "è stata attaccata mentre transitava nello Stretto di Hormuz" dopo essere partita dal porto di Khalifa negli Emirati Arabi Uniti, ha dichiarato la Marina in un comunicato. "I dettagli specifici e la causa dell'attacco sono attualmente oggetto di indagine", ha aggiunto. Venti membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo, mentre altri tre risultano ancora dispersi, ha affermato il ministero dei Trasporti thailandese.
Ore 12.32 - Mosca: "Grave crisi energetica Ue. Von der Leyen cadrà"
Mosca vede all'orizzonte una crisi energetica nell'Unione europea, provocata dalla guerra nel Golfo, che potrebbe far cadere Ursula von der Leyen. "Ci sarà una grave crisi energetica in Europa, causata dai precedenti errori strategici di Ursula von der Leyen nel settore energetico e dalla sua ostinazione", ha dichiarato Kirill Dmitriev, consigliere del presidente Vladimir Putin e negoziatore nei colloqui trilaterali con Ucraina e Stati Uniti, a quanto riporta la Tass. Per Dmitriev, questo "potrebbe portare a un cambio di leadership nell'Ue".
Ore 12.30 - Klm cancella i voli per Dubai fino al 28 marzo
Klm, la compagnia aerea olandese controllata dal gruppo Air France - Klm, cancella tutti i voli verso Dubai fino al 28 marzo per motivi di sicurezza, mentre la guerra in Medio Oriente continua. "A causa dei disordini persistenti in Medio Oriente, Klm ha deciso di annullare tutti i voli verso Dubai fino al 28 marzo compreso", ha sottolineato la compagnia olandese. "La sicurezza dei nostri passeggeri e dei nostri equipaggi rimane sempre la nostra priorità assoluta", ha precisato la compagnia.
Ore 12.25 - Peled: "Perché abbiamo attaccato di nuovo"
Il nuovo attacco all'Iran è stato necessario "innanzitutto per completare quello che abbiamo fatto a giugno. Negli ultimi sette mesi l'Iran ha accelerato l'arricchimento dell'uranio", ha detto l'ambasciatore di Israele in Italia Jonathan Peled a L'aria che tira.
Ore 12.15 - Pasdaran: "Contempliamo solo la resa totale del nemico"
I Pasdaran hanno ribadito che non intendono arrendersi. La guerra "continua con tutta la sua forza contro i terroristi americani e il regime criminale sionista", si legge in una nota, riportata dai media iraniani, in cui la Marina dei Guardiani della rivoluzione ha annunciato pesanti attacchi alle basi militari americane nel Golfo. "Contempliamo solo la resa totale del nemico. Porremo fine alla guerra solo quando l'ombra del conflitto sarà stata rimossa dal Paese", assicurano.
Ore 12.10 - Iran: dal Papa l'arcivescovo di Teheran Mathieu
Il Papa ha ricevuto in udienza il cardinale Dominique Joseph Mathieu, Arcivescovo di Teheran. Lo comunica il Vaticano. Mathieu è l'unico vescovo cattolico romano in servizio in Iran. Mathieu è arrivato a Roma tre giorni fa. "Sono arrivato non senza rammarico e dolore per i nostri fratelli e sorelle in Iran nell'ambito della completa evacuazione dell'ambasciata italiana sede dell'arcidiocesi", aveva fatto sapere lo stesso porporato belga al portale CathoBel.
Ore 12.05 - La Germania corre ai ripari sul petrolio
La Germania sta liberando parte delle riserve petrolifere nazionali. Lo scrive la Dpa. Il motivo è il notevole aumento dei prezzi del petrolio e del carburante a causa della guerra in Iran, che ha spinto i Paesi del G7 a discutere la possibilità di liberare le riserve.
Ore 11.55 - Teheran, funerali di massa per alti ufficiali militari
Il regime iraniano sta celebrando un funerale di massa per gli alti ufficiali militari e della difesa caduti nella guerra con gli Stati Uniti e Israele. Secondo i media statali, i partecipanti al funerale si sono radunati a Teheran, dove hanno cantato l'inno nazionale. I filmati mostrano una grande folla a piazza Enqelab, nel centro della capitale.
Ore 11.29 - Distrutto il quartier generale del Comando Pasdaran a Fardis
L'edificio e l’area del quartier generale del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica a Fardis, nella provincia di Alborz, è stato distrutto in un attacco. E' quanto viene mostrato in un video diffuso da Iran International, canale di opposizione con sede a Londra. La zona è stata colpita durante gli attacchi congiunti di Israele e degli Stati Uniti.
Ore 11.02 - Erdogan, "stop alla guerra prima che travolga il Medio Oriente"
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto la fine della guerra in Medio Oriente "prima che peggiori e travolga completamente la regione" e ha esortato a "dare una possibilità alla diplomazia". Durante un intervento davanti al suo gruppo parlamentare, Erdogan ha aggiunto che la Turchia "continuando pazientemente i nostri sforzi per riportare le parti al tavolo dei negoziati". "Siamo tutti consapevoli che se questa guerra insensata, anarchica e illegale continua, le perdite umane e materiali peggioreranno e il costo per l'economia globale non farà che aumentare", ha aggiunto. Infine, Erdogan ha affermato che "come popoli della regione, non dobbiamo permettere che un conflitto di cui siamo già vittime ci infligga ulteriori sofferenze".
Ore 10.48 - Nave cargo thailandese attaccata nello stretto di Hormuz, 3 dispersi
Una nave cargo thailandese è stata attaccata durante il transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha reso noto la Marina militare thailandese, precisando che finora sono stati messi in salvo 20 membri dell'equipaggio. Secondo quanto riferito in una nota ufficiale, la portarinfuse "Mayuree Naree", battente bandiera thailandese, è stata colpita mentre attraversava lo stretto dopo essere partita da un porto degli Emirati Arabi Uniti. I soccorsi sono stati condotti dalla Marina dell'Oman, che ha recuperato i primi membri dell'equipaggio. Le operazioni di ricerca sono ancora in corso per individuare altri tre marittimi dispersi. Le autorità thailandesi hanno aggiunto che le cause dell'attacco restano al momento sconosciute e sono oggetto di indagine.
Ore 10.33 - Gb vieta marcia filo-iraniana a Londra: "Troppe tensioni"
La polizia britannica ha reso noto di aver vietato una marcia filo-iraniana prevista domenica a Londra, citando la possibilità di "tensioni estreme" con i contro-manifestanti e il rischio rappresentato da Teheran durante la guerra in Medio Oriente. La marcia al Quds nel centro della capitale del Regno Unito è organizzata ogni anno dalla Islamic Human Rights Commission, che secondo la polizia sostiene il regime iraniano. La soglia per vietare una protesta è alta in Gran Bretagna e la polizia ha affermato che si tratta della prima volta in 14 anni che questo potere viene esercitato, ma i rischi di disordini pubblici sono "così gravi" da giustificare il blocco dell'evento. Il divieto si applica anche a eventuali contro-manifestazioni.
Ore 9.48 - Iran, tre navi colpite oggi vicino allo Stretto di Hormuz
Sono tre le navi colpite oggi nei pressi dello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dall'agenzia che monitora la sicurezza marittima, United Kingdom Maritime Trade Operations (Ukmto). Una nave è stata colpita da un "proiettile sconosciuto" a 50 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai, ha fatto sapere l'agenzia, precisando che l'equipaggio è al sicuro e non vi è alcun impatto ambientale. In precedenza Ukmto aveva riferito di un incendio divampato e poi domato a bordo di una nave cargo a circa 11 miglia nautiche a nord dell'Oman, con l'equipaggio portato in salvo, e di un altro attacco a una nave portacontainer a 25 miglia nautiche a nord-ovest dell'Emirato di Ras Al Khaimah. In quest'ultimo caso, "il comandante ha riferito che la nave ha subito danni da un proiettile sconosciuto" e che tutti i membri dell'equipaggio sono sani e salvi".
Ore 9.08 - Iran, "colpita una nostra banca, colpiremo banche Usa e israeliane Iran"
Il portavoce delle Forze armate iraniane ha invitato "la popolazione della regione a tenersi a un chilometro di distanza dalle banche" dopo che ieri sera un attacco israelo-americano ha colpito una filiale della Banca Sepah a Teheran. "Questo atto di guerra illegale e non convenzionale ci ha dato il via libera per colpire i centri economici e le banche americane e israeliane nella regione - ha detto il portavoce, citato dai media - gli americani dovrebbero prepararsi alle nostre azioni di ritorsione. Consigliamo alla popolazione di tenersi ad almeno un chilometro di distanza dalle banche della zona".
Ore 8.35 - Herzog, "Forse siamo all’ultimo capitolo della guerra"
"Credo che forse stiamo arrivando all’ultimo capitolo della guerra". Lo ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog in un’intervista al quotidiano tedesco Bild, collegando il conflitto con l’Iran agli attacchi del 7 ottobre 2023 contro Israele. "È una guerra che fa parte dello stesso conflitto iniziato il 7 ottobre e ora potremmo essere arrivati alla fase finale, cambiando l’intera configurazione del Medioriente", ha affermato Herzog, secondo cui se la minaccia iraniana verrà eliminata l’intera regione potrà "tornare a respirare e a svilupparsi".
Ore 7.49 - WSJ, "Preoccupazione Usa sulla volontà di Israele di continuare la guerra"
Le ripetute dichiarazioni del presidente americano Donald Trump su una prossima fine del conflitto in Iran hanno fatto emergere una differenza nelle posizioni di Stati Uniti e Israele su tempi e condizioni per la fine del conflitto e sui timori presenti alla Casa Bianca sulle intenzioni di Israele a questo riguardo. A scriverne è il Wall Street Journal, sottolineando come Trump e il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu si siano parlati quasi ogni giorno dall'inizio della guerra, a volte più di una volta al giorno. Netanyahu ha anche avuto colloqui con il Segretario di Stato Marco Rubio e Jared Kushner, genero del presidente e inviato speciale per l'Iran. Tutti questi colloqui si incentrano sullo stato attuale della guerra e su come porvi fine, hanno spiegato funzionari statunitensi, citati dal quotidiano. C'è però una certa preoccupazione tra i funzionari della Casa Bianca sul fatto che Israele voglia che la guerra prosegua dopo che gli Stati Uniti avranno espresso il desiderio di porre fine alla campagna di bombardamenti, hanno affermato le fonti. Funzionari statunitensi e israeliani assicurano che la posizione israeliana prevede la cessazione della campagna in Iran non appena cesserà il coinvolgimento degli Stati Uniti. Trump ha detto ai suoi collaboratori che vuole porre fine alla guerra alle sue condizioni e, dopo aver mediato un cessate il fuoco nella guerra di 12 giorni dell'anno scorso, ritiene di poter porre fine ai combattimenti quando vorrà, spiegano ancora i funzionari statunitensi.
Ore 7.34 - L'ambasciatore in Russia: "Teheran non vuole le armi nucleari"
L'Iran non cercherà di acquisire armi nucleari. Lo ha dichiarato l'ambasciatore di Teheran in Russia, Kazem Jalali, in un'intervista alle agenzie di stampa russe nel contesto dell'escalation del conflitto in Medio Oriente. "L'Iran ha ripetutamente affermato che, in base alla sua dottrina di sicurezza e alla fatwa emessa dalla Guida Suprema, non cercherà mai di acquisire armi nucleari", ha affermato il diplomatico. Jalali ha ribadito che l'Iran è un membro impegnato del Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), che il suo programma nucleare è rigorosamente pacifico e che è pronto a garantirlo ad altri Paesi. Il 28 febbraio, Stati Uniti e Israele hanno lanciato attacchi coordinati contro l'Iran mentre erano in corso negoziati indiretti tra Washington e Teheran sulla portata del programma nucleare iraniano. (segue) Fco 20260311T074304Z
Ore 7.11 - "Mojtaba Khamenei è sano e salvo"
Mojtaba Khamenei è "sano e salvo" nonostante le ferite riportate. Lo ha riferito il figlio della neo Guida Suprema dell'Iran dopo notizie riportate da più fonti in merito a un tentativo di assassinio israeliano nel quale Khamenei sarebbe rimasto ferito alle gambe. Si troverebbe in un luogo sicuro, senza comunicazioni con il mondo esterno.
Ore 6.33 - Compagnia Gb: "Colpita una nave cargo nello Stretto di Hormuz"
Un proiettile sconosciuto ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, strategico al confine con l'Iran, provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a evacuare: lo ha fatto sapere un'agenzia per la sicurezza marittima britannica. "È stato segnalato che una nave cargo è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz, che ha provocato un incendio a bordo", ha dichiarato la United Kingdom Maritime Trade Operations.
Ore 5.55 - Capo della polizia iraniana: “Chi protesta sarà considerato un nemico”
Ahmad-Reza Radan, ha minacciato una repressione durissima in caso di nuove manifestazioni contro il regime. Radan ha dichiarato alla televisione pubblica di Teheran che "chiunque esca fuori su richiesta del nemico verrà considerato un nemico e non un dimostrante. Il dito delle forze di sicurezza è sul grilletto", ha aggiunto.
Ore 4.05 - Ministero saudita, “intercettati due droni diretti verso un giacimento petrolifero”
Il ministero della Difesa saudita afferma che le difese militari del Paese hanno intercettato due droni diretti verso un giacimento petrolifero, secondo quanto riporta Afp. L'impianto è quello di Shaybah, nell'est del Paese. Questo gigantesco giacimento, situato vicino al confine con gli Emirati Arabi Uniti, è già stato preso di mira più volte dall'Iran dall'inizio dell'offensiva israelo-americana.
Ore 3.35 - Tv iraniana: “lanciato attacco più violento da inizio guerra”
“L'attacco missilistico lanciato stanotte dall'Iran contro obiettivi statunitensi e israeliani è stato il più violento e intenso dall'inizio della guerra". Lo afferma la televisione pubblica di Teheran. L'attacco, secondo un comunicato dei Guardiani della Rivoluzione, è durato tre ore e ha preso di mira Tel Aviv sud, Gerusalemme ovest e Haifa. Sono stati attaccati anche "numerosi obiettivi statunitensi a Erbil", nel Kurdistan iracheno, e la base navale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein, dicono i pasdaran.
Ore 2.47 - Iran, “lanciati attacchi su larga scala su obiettivi americani e israeliani”
Iran afferma di aver effettuato attacchi su larga scala contro obiettivi statunitensi e israeliani. Lo riporta Afp che cita come fonti media statali iraniani.
Ore 1.30 - L'Arabia Saudita abbatte sei missili balistici iraniani
"Le forze di difesa aerea dell'Arabia Saudita hanno distrutto sei missili iraniani lanciati in direzione della base aerea di Prince Sultan". Lo ha dichiarato il Ministero della Difesa in una nota, come riportato dalla Tass.
Ore 00.46 - Pasdaran, attaccate basi americane in Bahrein e Iraq
I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno affermato di aver attaccato con missili basi statunitensi in Bahrein e nel Kurdistan iracheno. Lo riferisce un comunicato dei pasdaran diffuso da Tasnim, l'agenzia stampa a loro affiliata. Nel dettaglio, secondo la nota, sarebbero state colpite la base della quinta flotta Usa in Bahrein e tre strutture in Iraq.




