Libero logo

Iran, la giornata. Teheran: "Apertura Hormuz impossibile". E l'Italia invia 4 navi

mercoledì 22 aprile 2026
Iran, la giornata. Teheran: "Apertura Hormuz impossibile". E l'Italia invia 4 navi

8' di lettura

L’Iran ha respinto le condizioni poste dagli Stati Uniti per riprendere i negoziati. Lo riferisce la televisione di Stato di Teheran, secondo cui Donald Trump avrebbe esteso unilateralmente il cessate il fuoco. Per un consigliere del presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, questa proroga decisa da Washington non è altro che "uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un possibile attacco a sorpresa". Nel frattempo, il vicepresidente statunitense JD Vance ha annullato il suo viaggio in Pakistan, dove era prevista la seconda tornata di colloqui. Di seguito la cronaca della giornata:

Trump: "Le otto giovani non saranno giustiziate, ringrazio l'Iran"
"Ottime notizie! Sono appena stato informato che le otto donne manifestanti che avrebbero dovuto essere giustiziate questa sera in Iran non verranno più uccise". Lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth sottolineando che "quattro saranno rilasciate immediatamente, mentre quattro saranno condannate a un mese di carcere". "Apprezzo vivamente che l'Iran, e i suoi leader, abbiano accolto la mia richiesta e abbiano annullato l'esecuzione prevista", ha messo in evidenza. Il presidente aveva chiesto ieri a Teheran di rilasciare le otto donne iraniane prossime a essere giustiziate per impiccagione.

Ghalibaf: "Blocco usa è violazione cessate il fuoco, riapertura Hormuz impossibile"
L'Iran insiste: il blocco navale degli Stati Uniti rappresenta una violazione del cessate il fuoco e dunque lo Stretto di Hormuz non può essere riaperto. In un post su X, il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf scrive: "Un cessate il fuoco completo ha senso solo se non viene violato dal blocco navale e dal sequestro dell'economia mondiale e se l'avventurismo bellico dei sionisti su tutti i fronti viene fermato". "L'apertura dello Stretto di Hormuz non è possibile con una palese violazione del cessate il fuoco", scandisce Ghalibaf, che nei giorni scorsi aveva guidato la delegazione di Teheran ai negoziati di Islamabad. Stati Uniti e Israele, conclude, "non hanno raggiunto i loro obiettivi con l'aggressione militare, non li raggiungeranno nemmeno con l'intimidazione: l'unica via è l'accettazione dei diritti della nazione iraniana".

La Marina militare: "Pianificato l'invio di 4 navi a Hormuz"
"La pianificazione prudenziale che ha fatto il capo di Stato Maggiore della Difesa prevede un gruppo basato su 2 cacciamine con un'unità di scorta e una logistica che ci permette di aumentare il periodo. In tutto 4 navi. Ovviamente noi non andiamo da soli, andiamo all'interno di una coalizione internazionale, anche le altre nazioni manderanno dei cacciamine. In Europa ci sono Francia, Inghilterra e un gruppo congiunto tra l'Olanda e il Belgio". Così il capo di Stato maggiore della Marina militare, Giuseppe Berutti Bergotto a Cinque Minuti, in merito ad un'eventuale missione nello Stretto di Hormuz. 

Trump: "Buone notizie, colloqui possibili già da venerdì"
"Buone notizie" su un eventuale secondo round di colloqui tra Iran e Stati Uniti, possibile già da venerdì, sono state annunciate dal New York Post, che ha scambiato alcuni messaggi di testo con il presidente Donald Trump. Fonti pakistane hanno rivelato al quotidiano che gli sforzi di mediazione con Teheran hanno rilanciato la possibilità che un nuovo round di colloqui si tenga già nelle prossime "36-72 ore". "È possibile!", ha risposto Trump via messaggio alla richiesta di commento del New York Post.

Iran, "occhio per occhio, petroliera per petroliera"
"Occhio per occhio, petroliera per petroliera": lo ha affermato Ibrahim Rezaei, portavoce della Commissione Esteri e Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, citato dall'emittente libanese Al Mayadeen, in un riferimento alle due navi mercantili sequestrate dai Pasdaran nello Stretto di Hormuz. "Così come la nostra risposta al nemico durante i 40 giorni di guerra è stata decisa e forte, non rimarremo in silenzio di fronte ai pirati, 'soci di Epstein'. Non saranno in grado di trasformare il gioco, in cui hanno perso, in una vittoria", ha aggiunto.

Pasdaran, sequestrate le 2 navi colpite a Hormuz
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sequestrato le due imbarcazioni precedentemente colpite da armi da fuoco nello Stretto di Hormuz. Secondo l'agenzia di stampa Tasnim, ripresa da Sky News Uk, le due navi erano "non conformi" e sono state identificate come la nave portacontainer Msc Francesca e la Epaminondas. Le due nave ha aggiunto che sono state "scortati fino alla costa iraniana". Tasnim ha inoltre affermato che le navi avevano "messo in pericolo la sicurezza marittima operando senza i permessi necessari e manomettendo i sistemi di navigazione".

Bbc: “Terza nave attaccata a Hormuz”
Una terza nave da carico è stata attaccata mentre tentava di attraversare lo Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dalla società di intelligence marittima Vanguard a BBC Verify. La nave, la MSC Francesca battente bandiera panamense, è stata presa di mira a circa sei miglia nautiche al largo delle coste dell'Iran mentre si dirigeva verso sud, uscendo dallo Stretto per entrare nel Golfo di Oman. La MSC Francesca è una portacontainer gestita dalla Mediterranean Shipping Company S.r.l., con sede a Sorrento, in Italia. Sebbene la nave stessa sia registrata a Panama e di proprietà della Kangiles Seas Corporation SA, essa opera sotto l'egida del Gruppo MSC.

Capo Idf, pronti a tornare a combattere su tutti fronti
Le forze armate israeliane restano in stato di massima allerta e sono pronte a tornare a combattere su tutti i fronti. Lo ha affermato il capo di Stato Maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, durante la cerimonia di premiazione in occasione della Festa dell'Indipendenza. "Dall'inferno del 7 ottobre, abbiamo lavorato per ristabilire la nostra forza militare attraverso combattimenti continui", ha sottolineato, guardando alle guerre con Iran e Libano, al momento congelate grazie a fragili cessate il fuoco. "In questo momento, le forze armate mantengono un elevato livello di allerta e prontezza operativa, pronte a tornare immediatamente e con forza in combattimento in tutti i settori", ha assicurato Zamir.

Trump contro Wsj: “Nessuno mi considera fesso”
Donald Trump contro il Wall Street Journal, che - ha affermato il tycoon - "ha perso la retta via". Il presidente degli Stati Uniti attacca "un idiota nel comitato editoriale del Wall Street Journal, di nome Elliot Kaufman", che "di me scrive che sono stato preso per un 'fesso'". "Certamente non la pensa così l'Iran! Né nessun altro", ha scritto il tycoon nelle ultime ore in un lungo post su Truth in cui fa riferimento all'editoriale di due giorni fa intitolato 'Gli iraniani prendono Trump per un fesso'. "Davvero? Per 47 anni hanno ucciso la nostra gente e molti altri e si sono approfittati di ogni presidente, ad eccezione di me", ha proseguito Trump nel messaggio insistendo sul fatto che "lo Stretto di Hormuz è bloccato e completamente sotto il controllo degli Usa" e che "si dice l'Iran stia perdendo 500 milioni di dollari al giorno". 

Ukmto, spari contro cargo che lasciava Paese
Nuovo incidente nello Stretto di Hormuz: colpi d'arma da fuoco sono stati sparati contro una nave mercantile che stava lasciando l'Iran a circa 15 km a ovest delle coste della Repubblica islamica. Lo ha riferito l'Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto) su X, precisando che il cargo è ora fermo. L'equipaggio è sano e salvo e non si segnalano danni alla nave, ha aggiunto.

Teheran: “Non abbiamo mai dato l'ok al secondo round di colloqui”
"L'Iran non ha violato alcun impegno riguardo alla partecipazione al secondo ciclo di colloqui con gli Stati Uniti a Islamabad, poiché il Paese non ha mai dichiarato che vi avrebbe preso parte": lo ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei. "Se giungeremo alla conclusione che recarci a Islamabad per i colloqui sarà nell'interesse nazionale, ci andremo, ma finora non abbiamo preso alcuna decisione in merito", ha sottolineato in un'intervista alla Bbc. "Gli Stati Uniti non hanno mostrato alcuna buona volontà o serietà nei colloqui e hanno cambiato ripetutamente la loro posizione", ha sottolineato, aggiungendo che "l'attuale blocco statunitense dei porti iraniani nello Stretto di Hormuz è un atto aggressivo e continua tuttora".

Teheran: “Usa tolgano il blocco e noi negozieremo a Islamabad”
"Gli Stati Uniti devono cessare la loro 'violazione del cessate il fuoco' prima di qualsiasi nuovo ciclo di negoziati". Lo ha affermato l'ambasciatore iraniano all'Onu Amir-Saeid Iravani al media iraniano Shargh, così come riportato da Al-Jazeera. "Non appena verrà revocato il blocco, il prossimo ciclo di negoziati si terrà a Islamabad - ha aggiunto - L'Iran è pronto a qualsiasi scenario. Non siamo stati noi a iniziare l'aggressione militare. Se cercano una soluzione politica, siamo pronti. Se cercano la guerra, l'Iran è pronto anche a quella".

Pasdaran: colpita una portacontainer nello stretto di Hormuz
L'Iran ha applicato "la legge marittima a una nave portacontainer che ha ignorato gli avvertimenti". Così Tasnim, l'agenzia di stampa iraniana affiliata ai Pasdaran, ha riportato la notizia di un attacco da parte di una motovedetta dei Guardiani della rivoluzione a un mercantile che si trovava nello Stretto a una trentina di km dall'Oman. "Le forze armate iraniane hanno aperto il fuoco contro una nave portacontainer dopo che questa aveva ignorato ripetuti avvertimenti, causando danni significativi all'imbarcazione", ha aggiunto Tasnim. L'Agenzia britannica per le operazioni marittime (Ukmto), riportando la segnalazione del cargo, ha sostenuto che non ci sia stata comunicazione via radio con la motovedetta dei Pasdaran.

Wall Street Journal: Trump non vuole riprendere la guerra
Ufficialmente continua a brandire la minaccia di nuovi attacchi, ma il presidente americano Donald Trump vorrebbe finire una volta per tutte la guerra in Iran. A riferirlo è il Wall Street Journal che ha raccontato le ore frenetiche che hanno preceduto la proroga del cessate il fuoco con Teheran. Durante gli incontri di ieri, i consiglieri hanno spiegato a Trump che il governo iraniano non è compatto sulla linea da tenere e che esiste una fazione più intransigente, allineata con i Pasdaran, che non vuole piegarsi alle richieste del presidente. 

Le guardie della rivoluzione ai Paesi del Golfo: “Se aiutano gli Usa diranno addio al petrolio”
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno aggiornato la lista dei possibili obbiettivi nel Golfo Persico, se dovesse riprendere la guerra: non più siti militari americani, ma impianti di produzione energetica. Ad annunciarlo è stato il comandante della forza Aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, il generale Seyyed Majid Mousavi, in un "messaggio alla nazione iraniana" riportato dall'agenzia Fars. 

Ghalibaf smentisce il suo consigliere: “Positivo il cessate il fuoco di Trump”
Non sono piaciute al presidente del parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohammad Ghalibaf, i commenti del suo consigliere Mahdi Mohammadi sulla proroga del cessate il fuoco. Mohammadi aveva dichiarato che la tregua “è uno stratagemma per guadagnare tempo in vista di un attacco a sorpresa, è giunto il momento per l'Iran di prendere l'iniziativa”. Ma Ghalibaf ha fatto sapere di non condividere. 

Teheran: niente trattative sul nucleare anche se gli Usa tolgono blocco a Hormuz
L'Iran ha chiarito che non intende trattare con gli Stati Uniti dei suoi programmi nucleare e missilistico, anche fosse tolto il blocco navale a Hormuz. “Anche se il blocco fosse revocato, la nostra partecipazione ai negoziati deve essere subordinata alla condizione che non vengano sollevate questioni che violino la nostra indipendenza e dignità, prime fra tutte le nostre capacità difensive e missilistiche, nonché le nostre capacità e conoscenze nucleari£, ha spiegato la televisione di Stato, voce ufficiale del regime. “Il rifiuto di negoziare sulle nostre capacità missilistiche, di difesa e nucleari significa condurre trattative dignitose, e l'insistenza del nostro team negoziale su questa posizione onorevole e di forza costituisce una garanzia”, ha sottolineato Irib tv.

Wsj: Trump non desidera veder riprendere i combattimenti con l'Iran
Il presidente americano Donald Trump, malgrado l'avvertimento sulla volontà di non voler prolungare il cessate il fuoco, ha fatto esattamente questo: ha segnalato che non desidera riprendere i combattimenti con l'Iran, estendendo "il cessate il fuoco fino al momento in cui verrà presentata la proposta" dell'Iran e "le discussioni saranno concluse, in un senso o nell'altro". È quanto scrive il Wsj.