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Iran, la giornata. Bibi: “L'Iran non è più in grado di arricchire uranio”. Londra piano per Hormuz: c'è anche l'Italia

giovedì 19 marzo 2026
Iran, la giornata. Bibi: “L'Iran non è più in grado di arricchire uranio”. Londra piano per Hormuz: c'è anche l'Italia

9' di lettura

Il nodo delal guerra resta sempre quello dello stretto di Hormuz. Liberarlo potrebbe essere la chiave del conflitto per mettere in ginocchio il regime. E da Londra arriva un piano, in cui sarebbe coinvolto anche l'Italia, per cercare di sbloccare la situazione. Un piano che però potrebbe riguardare il nostro Paese solo con una tregua. Di seguito, la diretta con le principali notizie di giornata:

Netanyahu: “Dopo 20 giorni di raid, Iran non è in grado di arricchire uranio”
"Dopo 20 giorni di attacchi, oggi l'Iran non ha la capacità di arricchire uranio né di produrre missili balistici. E continuiamo a colpire". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in conferenza stampa, la seconda da quando è iniziata l'operazione 'Il Ruggito del leone'.

Netanyahu: “Non so chi guida Iran adesso, Khamenei sparito”
Non sono sicuro di chi stia governando l'Iran in questo momento". Lo dice il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una conferenza stampa "Mojtaba Khamenei, non si è ancora fatto vedere", ha continuato.

Berlino non esclude un intervento a Hormuz: “Ma dopo la tregua”
Il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, non esclude un intervento della Bundeswehr nello Stretto di Hormuz, ma questo potrebbe arrivare dopo una tregua e a condizioni precise, ha spiegato. "Non lo escludiamo, ma non è una decisione da prendere al momento", ha affermato a Berlino. La partecipazione della Germania a una missione internazionale sarebbe possibile "dopo una tregua o alla fine della guerra", ha detto, secondo quanto riportano alcuni media tedeschi fra cui der Spiegel. La decisione dipenderà oltre che dalla situazione della sicurezza nella regione, "anche dal contesto nell'ambito di un mandato internazionale, al quale potremmo partecipare se tutti i parametri venissero rispettati e il Bundestag desse l'approvazione".

Crosetto: “Nessuna missione a Hormuz senza una tregua”
"Ho letto interpretazioni totalmente errate sul documento approvato oggi da alcune nazioni europee e non, tra cui l'Italia. Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un'iniziativa multilaterale estesa. Siamo consapevoli però dell'importanza per tutti di lavorare per la riapertura in sicurezza di Hormuz e riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un'iniziativa pacifica e multilaterale per raggiungere questo obiettivo". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto in una nota.

Trump gela Takaichi: “Perché non ci avete detto di Pearl Harbor?”
Donald Trump ha gelato la premier giapponese Sanae Takaich nello Studio Ovale con una battuta su Pearl Harbor. Rispondendo ad una domanda di un giornalista di Tokyo sul perché non avesse avvertito gli alleati dell'attacco in Iran, il tycoon ha risposto: "Volevo l'effetto sorpresa! Chi meglio dei giapponesi lo conosce? Perché non ci avete avvertito di Pearl Harbor", ha risposto sorridendo il presidente americano rievocando uno dei peggiori attacchi contro gli Stati Uniti.

Trump: “Non sto inviando truppe da nessuna parte e comunque non lo direi”
"No, non sto inviando truppe da nessuna parte. Se lo facessi, di certo non ve lo direi. Ma non sto inviando truppe". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, rispondendo alla domanda se avesse intenzione di schierare truppe di terra in Iran.

Trump annuncia nuovi fondi: "Altri 200 miliardi al Pentagono"
Donald Trump ha dichiarato che il Dipartimento della Difesa presenterà al Congresso una richiesta aggiuntiva da 200 miliardi di dollari destinati alle operazioni in Medio Oriente. "Vogliamo disporre di un ampio stock di munizioni", ha spiegato ai giornalisti, aggiungendo una critica alla precedente amministrazione: "Biden ha fornito all'Ucraina 350 miliardi di dollari tra fondi ed equipaggiamenti militari senza però costruire nulla".

Sa'ar accusa: "Nello Stretto di Hormuz una nuova forma di pirateria"
"Nello Stretto di Hormuz si sta verificando una sorta di pirateria moderna". Lo ha affermato il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar in un'intervista a "Il giornale". "È in gioco la libertà di navigazione e il commercio globale. L'Iran decide in modo selettivo chi può transitare", ha sottolineato. Sa'ar ha poi avvertito che il problema riguarda l'intera comunità internazionale: "Ignorare quanto accade oggi a Hormuz significa rischiare che situazioni simili si ripetano altrove, anche nel Mediterraneo. In futuro, ad esempio, milizie libiche potrebbero arrogarsi il diritto di controllare i passaggi marittimi. È una questione che riguarda anche l'Europa".

Tajani chiarisce l'accordo: "Intesa politica per la sicurezza della navigazione"
Si tratta di un'intesa di carattere politico e non militare quella siglata da Italia, Regno Unito, Francia, Olanda, Giappone e Germania per la tutela della navigazione nello Stretto di Hormuz. A precisarlo è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto a "Tagadà" su La7. L'accordo, ha spiegato, impegna i Paesi firmatari "a collaborare per creare le condizioni necessarie a garantire il libero e sicuro transito marittimo", dichiarandosi disponibili a "sostenere gli sforzi più adeguati per assicurare il passaggio in sicurezza nello Stretto".

Starmer-Rutte-Macron: “Garantire sicurezza a Hormuz”
Il primo ministro britannico, Keir Starmer, ha parlato con il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e con il presidente francese, Emmanuel Macron. Lo rende noto Downing Street. I leader hanno discusso della situazione in Medio Oriente, compresi i gravissimi attacchi iraniani contro le infrastrutture energetiche del Qatar. "Gli attacchi alle infrastrutture critiche rischiano di spingere la regione in una crisi ancora più profonda", hanno convenuto i leader. Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, i leader hanno ribadito l'importanza di "garantire la sicurezza di questa rotta marittima fondamentale e di sostenere la libertà di navigazione". "È vitale che i partner collaborino per elaborare un piano realizzabile", ha aggiunto Starmer. I leader hanno concordato di risentirsi presto.

Araghchi, chi aiuta Usa a riaprire Hormuz sarà complice dell'aggressione
Gli alleati degli Stati Uniti che aiutano Washington a riaprire lo Stretto di Hormuz si renderebbero "complici" dell'aggressione. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, secondo quanto riportato dalla Cnn. Durante una telefonata con il suo omologo giapponese Toshimitsu Motegi, Araghchi ha affermato che l'attuale situazione nello Stretto è stata causata da Stati Uniti e Israele, e ha avvertito che la partecipazione di qualsiasi Paese al tentativo di rompere il blocco iraniano costituirebbe "complice dell'aggressione e degli efferati crimini commessi dagli aggressori". 

Araghchi: “Zero moderazione in caso di un nuovo attacco alle strutture energetiche”
La risposta iraniana a un altro attacco alle sue infrastrutture energetiche "non avrà alcuna moderazione". È il monito lanciato dal ministro degli Esteri di Teheran, Seyed Abbas Araghchi, su X. "La nostra risposta all'attacco israeliano alle nostre infrastrutture ha impiegato solo una frazione della nostra potenza" ha avvertito "L’unica ragione della moderazione è stata il rispetto della richiesta di de-escalation. Nessuna moderazione se le nostre infrastrutture venissero colpite di nuovo. Qualsiasi fine a questa guerra deve compensare i danni ai nostri siti civili".

Esplosioni ad Abu Dhabi e Doha
Esplosioni sono udite ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, e a Doha, in Qatar. Lo riferiscono i media regionali.

Gabbard: “Khamenei gravemente ferito. Processo decisionale non chiaro”
La nuova guida suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, è rimasta gravemente ferita in un attacco di Israele. Lo ha confermato la direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard, ammettendo che Mojtaba Khamenei è più intransigente del padre ma, a causa delle sue ferite, il processo decisionale ai vertici del governo iraniano risulta poco chiaro.

Londra annuncia piano a sei per la riapertura di Hormuz
Sei Paesi - Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone - si sono dichiarati oggi pronti a contribuire a un piano per garantire la navigazione commerciale dello strategico Stretto di Hormuz, chiuso in parte dall'Iran in risposta agli attacchi di Usa e Israele. Lo si legge in un comunicato diffuso da Downing Street nel quale i sei condannano con forza gli attacchi attribuiti a Teheran. 

Meloni-Frederiksen alla Ue, “coordinarsi su migranti dal Medio Oriente”
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la premier danese Mette Frederiksen hanno inviato una lettera ai vertici Ue con l'obiettivo di "rafforzare il sostegno europeo alle popolazioni colpite dal conflitto in Medio Oriente" e di mettere in campo "un coordinamento in caso di nuove ondate migratorie, con l'obiettivo di evitare il ripetersi della crisi migratoria del 2015". Lo rende noto Palazzo Chigi. La lettera è stata illustrata da Meloni questa mattina alla riunione dei Paesi like-minded sulle politiche migratorie.

L’Iran torna a minacciare: “La nostra risposta non è finita”
L'Iran è tornato a minacciare una durissima rappresaglia in caso di nuovi attacchi ai suoi impianti energetici, dopo il bombardamento ieri di South Pars. "Avvertiamo il nemico che ha commesso un grave errore attaccando le infrastrutture energetiche della Repubblica islamica dell'Iran, e la risposta è in corso e non è ancora terminata", ha detto il portavoce del quartier generale centrale di Khatam al-Anbiya, Ebrahim Zolfaqari, citato dai media iraniani. "Se dovesse ripetersi, gli attacchi alle vostre infrastrutture energetiche e a quelle dei vostri alleati non si fermeranno finché non saranno completamente distrutte, e la nostra risposta sarà molto più dura", ha avvertito.

Macron: “Attacchi al gas sconsiderati. Ci sia una tregua per le festività”
L'escalation che vede coinvolte "per la prima volta" le infrastrutture di produzione del gas in Iran e altri Paesi del Golfo "è sconsiderata". Lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron arrivando al vertice Ue. "Noi difendiamo l'idea di una moratoria sulle infrastrutture civili e sui civili in questo conflitto, nonché di una rapida de-escalation. La regione entra in un periodo di festività religiose, penso che tutti dovrebbero calmarsi e che i combattimenti dovrebbero cessare almeno per qualche giorno per cercare di dare una nuova possibilità ai negoziati", ha aggiunto.

Missile in Cisgiordania, 4 morti - Il bilancio delle vittime a Beit Awwa, in Cisgiordania, è cresciuto a quattro morti dopo che è deceduta una donna incinta rimasta ferita nell'attacco missilistico iraniano. Lo ha riferito il ministero della Salute palestinese, precisando che la 32enne Aseel Samir Masalma, al sesto mese di gravidanza, è rimasta gravemente ferita ed è stata trasportata all'ospedale Al-Ahli di Hebron, dove è deceduta.

Rosatom, "evacuazione dei dipendenti da Bushehr" - L'evacuazione dei dipendenti di Rosatom ancora a Bushehr proseguirà, dall'Armenia, non appena sarà possibile, ha affermato il ceo del complesso statale, Alexey Likhachev dopo che ieri il perimetro dell'impianto è stato colpito da un missile. In seguito, solo qualche decine di russi rimarranno sul sito. Sono circa 480 i cittadini russi ancora a Bushehr. 

L'ex ministro Difesa Dehghan succede a Larijani - L'ex ministro della Difesa iraniano Hossein Dehghan è stato nominato nuovo segretario del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, in sostituzione di Ali Larijani, ucciso nei raid israeliani su Teheran. Lo riportano i media iraniani, rilanciati da Iran International. Dehghan è  un'importante figura militare ed ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione islamica. 

Teheran, esecuzione di tre "ribelli" 
L'Iran ha annunciato l'esecuzione di tre "ribelli" condannati per aver ucciso membri delle forze di sicurezza e aver agito per Israele e Stati Uniti. "I tre ribelli condannati sono stati impiccati questa mattina, giovedì 19 marzo, per omicidio e per aver condotto un'operazione a favore del regime sionista e degli Stati Uniti", ha annunciato il sito Mizan Online, organo della magistratura iraniana, due mesi dopo le violente rivolte in Iran. 

L'Arabia Saudita si riserva "il diritto di rispondere militarmente"
L'Arabia Saudita ha dichiarato giovedì di "riservarsi il diritto" di rispondere militarmente all'Iran, che regolarmente prende di mira il paese con droni e missili. "Ci riserviamo il diritto di compiere azioni militari se necessario," ha dichiarato il suo Ministro degli Esteri, Faisal bin Farhan bin Abdullah, sottolineando che "il Regno non cederà alle pressioni, al contrario si rivolterà contro i suoi autori".

Trump: "Distruggeremo South Pars" - Il presidente americano Donald Trump ha minacciato di distruggere l'enorme giacimento di gas iraniano di South Pars se Teheran dovesse attaccare nuovamente l'importante impianto di produzione di gas naturale liquefatto (gnl) di Ras Laffan in Qatar. Trump ha confermato sulla sua piattaforma Truth Social che Israele ha colpito South Pars, ma ha affermato che gli Stati Uniti "non sapevano nulla" del raid che ha portato alla rappresaglia iraniana contro Ras Laffan. "Non ci saranno ulteriori attacchi da parte di Israele contro questo importantissimo e prezioso giacimento di South Pars, a meno che l'Iran non decida sconsideratamente di attaccare un Paese completamente innocente, ovvero il Qatar. In tal caso gli Stati Uniti d'America, con o senza l'assistenza o il consenso di Israele, distruggeranno in modo massiccio l'intero giacimento di gas di South Pars con una forza e una potenza che l'Iran non ha mai visto né conosciuto prima", ha scritto Trump. 

Qatar, altro attacco iraniano all'impianto di gas - "Lo Stato del Qatar è stato preso di mira da missili balistici lanciati dall'Iran, che hanno colpito la città industriale di Ras Laffan causando danni", ha dichiarato il Ministero della Difesa qatariota su X. "La raffineria è stata nuovamente colpita da un missile; sta bruciando", ha riferito da parte sua la televisione di stato iraniana su Telegram. La compagnia energetica statale QatarEnergy ha segnalato nuovi incendi e "danni considerevoli" presso il principale sito di produzione di gas naturale liquefatto (gnl). Due dei tre incendi scoppiati oggi sono stati completamente spenti dalle forze di protezione civile del Qatar, secondo il Ministero dell'Interno del Paese del Golfo. Non sono state segnalate vittime.