Il dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha cancellato all'ultimo momento il dispiegamento in Polonia della Seconda Brigata corazzata della Prima divisione di cavalleria, nota come "Black Jack", che conta oltre 4 mila uomini. Parte dei militari e dei mezzi era già diretta in Europa quando l'operazione è stata cancellata, secondo fonti informate citate dal quotidiano statunitense Wall Street Journal. Nei giorni scorsi Washington aveva già annunciato il ritiro di 5.000 militari dalla Germania. Una mossa significativa, da leggere anche nel quadro della guerra in Iran. Di seguito, le principali notizie di giornata dal Golfo:
ll Papa, sbagliato chiamare difesa un riarmo che impoverisce - "Quanto sta avvenendo in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran - afferma Leone XIV - descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento. Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale 'sì' alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia!". "A chi è più adulto - dice quindi Leone - il malessere giovanile domanda: 'Che mondo stiamo lasciando?'. Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra. Si tratta di un inquinamento della ragione, che dal piano geopolitico invade ogni relazione sociale. La semplificazione che costruisce nemici va allora corretta, specie in università, con la cura per la complessità e il saggio esercizio della memoria". "In particolare, il dramma del Novecento non va dimenticato - inovoca il Papa -. Il grido 'mai più la guerra!' dei miei predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un'alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali".
Rubio; "Missili e droni passo preliminare di Teheran verso l'atomica" - Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio ha difeso la guerra contro l'Iran, sostenendo che Teheran si sia dotato di un vasto arsenale di missili e droni come passo preliminare verso l'ottenimento di un'arma nucleare. In un'intervista concessa all'emittente televisiva "Fox News" prima di partire alla volta della Cina, Rubio ha affermato che prima dell'intervento militare degli Stati Uniti l'Iran stava accumulando capacità convenzionali tali da poter sopraffare qualsiasi sistema di difesa nella regione e dissuadere così eventuali attacchi contro il Paese. Secondo Rubio, una volta ottenuta questa sorta di "immunità" convenzionale, la Repubblica islamica contava di incedere indisturbata verso la realizzazione di un'arma atomica.
Seoul minaccia "ritorsioni diplomatiche" dopo l'attacco a Hormuz - Il governo della Corea del Sud ha promesso una risposta diplomatica contro i responsabili dell'attacco a una propria nave cargo verificatosi all'inizio di questo mese nello Stretto di Hormuz, una volta conclusa l'indagine ufficiale in merito all'accaduto. Secondo l'agenzia di stampa "Yonhap", fonti governative sudcoreane ritengono altamente improbabile che dietro l'attacco vi sia un soggetto diverso dall'Iran, che nei giorni scorsi ha negato di essere coinvolto nell'attacco. Il ministero della Difesa sudcoreano ha inviato a Dubai una squadra tecnica incaricata di analizzare l'esplosione e l'incendio avvenuti il 4 maggio a bordo della nave Hmm Namu, battente bandiera panamense ma gestita dalla compagnia sudcoreana Hmm.
Hormuz, seconda petroliera legata al Giappone attraversa lo stretto - Una petroliera battente bandiera panamense e gestita dal gruppo giapponese di raffinazione Eneos ha attraversato lo Stretto di Hormuz, diventando la seconda nave legata al Giappone e diretta nel Paese asiatico a transitare ad attraversare lo stretto nonostante il blocco parziale legato al conflitto tra Stati Uniti e Iran. Secondo dati di monitoraggio navale, la nave trasporta circa 1,9 milioni di barili di greggio provenienti da Kuwait ed Emirati Arabi Uniti e dovrebbe arrivare in Giappone il 3 giugno. Ieri anche una superpetroliera cinese con due milioni di barili di greggio iracheno aveva attraversato lo stretto dopo essere rimasta bloccata nel Golfo per oltre due mesi a causa della guerra tra Stati Uniti e Iran.




