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Gerusalemme, il luogo santo delle tre religioni torna al centro di tutto il mondo

Allerta sicurezza in Terra Santa: stravolto il calendario delle celebrazioni
di Caterina Maniacilunedì 30 marzo 2026
Gerusalemme, il luogo santo delle tre religioni torna al centro di tutto il mondo

3' di lettura

Ancora una volta, in Terra Santa, la Pasqua sarà celebrata in tono dimesso e forse ancora di più. Dopo gli attacchi condotti dai pasdaran iraniani pure nel corso degli ultimi giorni del ramadan la tensione è altissima.

Celebrazioni, processioni, riti: cancellati, limitati. La guerra condiziona anche le pratiche di devozione e gli effetti si sono visti anche in quanto è successo durante la domenica delle Palma, il patriarca di Gerusalemme bloccato prima di entrare nella basilica del Santo Sepolcro.

Era già stata annullata la tradizionale processione, che dal Monte degli Ulivi sale fino alla città vecchia; nei giorni scorsi le autorità israeliane avevano vietato per ragioni di sicurezza la Via Crucis, tanto cara ai fedeli e ai rari pellegrini.

L'accesso alla basilica del Santo Sepolcro già da tempo è stato fortemente limitato, rendendo le celebrazioni solenni impossibili. La Pasqua si annuncia quasi esclusivamente vissuta con i residenti locali e il clero, senza il consueto afflusso internazionale dei pellegrinaggi.

Da quando è divampato il conflitto in Medio Oriente, il 28 febbraio, le autorità israeliane hanno vietato i grandi assembramenti, anche nelle sinagoghe, nelle chiese e nelle moschee. Gli assembramenti pubblici sono limitati a circa 50 persone.

Proprio per questo il Patriarcato Latino aveva annunciato la cancellazione della tradizionale processione della Domenica delle Palme, come aveva annunciato in un messaggio lo stesso Patriarca qualche giorno fa. “Alla durezza di questo tempo di guerra, che ci coinvolge tutti, si aggiunge oggi anche quella di non poter celebrare degnamente e insieme la Pasqua. È una ferita – aveva sottolineato Pizzaballa – che si aggiunge a tante altre inferte dal conflitto. Ma non dobbiamo lasciarci scoraggiare. Se non possiamo riunirci come vorremmo, non rinunciamo alla preghiera”.

Sospesa anche la Messa Crismale, del Giovedì Santo, e il rito della Lavanda dei piedi. Tutto rinviato a quando le condizioni lo permetteranno, possibilmente entro il tempo pasquale. Il Dicastero per il Culto Divino ha già concesso l’autorizzazione necessaria. Le chiese della diocesi dovrebbero rimanere aperte, il condizionale si impone, in attesa di sapere quali saranno i provvedimenti concreti messi in atto; parroci e sacerdoti, nelle forme e con le modalità possibili, faranno in modo di “ favorire la preghiera e la partecipazione dei fedeli alle celebrazioni pasquali”. Si pregherà in famiglia e nelle comunità religiose, limitando al massino le celebrazioni pubbliche. La città vecchia, cuore dei riti in preparazione alla Pasqua, appare silenziosa, la Via Dolorosa quasi deserta, macerie qui e là, segno della guerra che irrompe e trasforma la vita quotidiana e anche i momenti di festa...

Per sostenere spiritualmente la comunità, già così provata, il cardinale Pizzaballa ha proposto una giornata di preghiera comune, sabato scorso, con la recita del Rosario, ciascuno nel proprio luogo Un gesto semplice ma profondamente simbolico, per rimanere uniti «in spirito di speranza e di fiducia». Nonostante il dramma della guerra, il Patriarca richiama il cuore della fede cristiana: La Pasqua... ci ricorda che nessuna oscurità, nemmeno quella della guerra, può avere l’ultima parola». Il Patriarcato ha predisposto con le autorità di sicurezza israeliane un coordinamento quotidiano per stabilire, di giorno in giorno, come e dove si celebrerà. Dal Monte degli Ulivi, dal Getsemani, dove il cardinale si è recato ieri nel pomeriggio per un momento di preghiera, arrivano parole di dolore e di speranza: «Gesù piange ancora una volta su Gerusalemme.

Piange su questa città che rimane segno di speranza e di dolore. Piange su questa Terra Santa ancora incapace di riconoscere il dono della pace». Occorre imparare «a piangere con lui, ma anche a sperare con lui».