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Iran, "mediazione frenetica nella notte" e la svolta di Trump: come si è arrivati alla tregua

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mercoledì 8 aprile 2026
Iran, "mediazione frenetica nella notte" e la svolta di Trump: come si è arrivati alla tregua

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Alla tregua di due settimane, con tanto di riapertura dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran, si è arrivati nella notte italiana dopo che Washington e Teheran hanno accettato la proposta di mediazione avanzata dal primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif. Prima di quel momento, la minaccia del presidente americano Donald Trump nei confronti dell'Iran era stata piuttosto dura: "Un'intera civiltà morirà". Ma come si è riusciti ad arrivare a questo accordo? I mediatori si sarebbero mossi freneticamente nelle scorse ore per riprendere il dialogo ed evitare la strage. 

Grande motore dietro le trattative il Pakistan, sostenuto da Egitto e Turchia. Ieri Axios aveva rivelato contatti indiretti tra gli emissari di Trump e gli iraniani, facilitati dai diplomatici pachistani. A un certo punto si era ipotizzato anche un confronto diretto tra le parti a Islamabad, la capitale del Pakistan, con il vicepresidente Vance alla guida della delegazione Usa. Per la pace definitiva nell'area si ripartirà adesso dal documento in 10 punti presentato dagli ayatollah, che i due inviati Usa Steve Witkoff e Jared Kushner hanno già detto di considerare come una base di partenza accettabile. Tra i punti, la revoca delle sanzioni occidentali.

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Un impegno, quello del Pakistan, che si spiega anche con l’accordo di mutua difesa firmato con l’Arabia Saudita il 17 settembre 2025. E infatti il premier Sharif, sentendo al telefono il principe ereditario Bin Salman, gli ha assicurato che rimane "incrollabile il sostegno a Riad contro gli attacchi iraniani". 

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