L'Iran torna a serrare lo Stretto di Hormuz, riportandolo sotto "stretto controllo", in risposta alla prosecuzione del blocco statunitense sui suoi porti, a tre giorni dalla scadenza del cessate il fuoco tra Teheran e Washington e mentre un accordo di pace appare ancora lontano. Dura la reazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha accusato Teheran di "ricatto". E dopo aver riunito la situation room ha tuonato: "Subito un accordo o sarà di nuovo guerra". L'Iran però ha frenato sul secondo round di colloqui, parlando di richieste eccessive di Washington. Di seguito le principali notizie della giornata:
Media Iran: "Teheran ha respinto il secondo round di colloqui" - L'Iran ha respinto l'ipotesi di un secondo round di colloqui di pace con gli Stati Uniti, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale iraniana Irna, ripresa da Sky News. L'assenza di Teheran dai colloqui è dovuta alle "richieste eccessive di Washington, alle aspettative irrealistiche, ai continui cambiamenti di posizione, alle ripetute contraddizioni e al blocco navale in corso", ha riferito l'agenzia.
"Vance a capo delegazione Usa per i colloqui a Islamabad" - Il vicepresidente Usa JD Vance sarà alla guida della delegazione americana al secondo round di colloqui di pace con l'Iran a Islamabad, in Pakistan. Lo ha riferito ad Abc News l'ambasciatore Usa presso le Nazioni Unite, Mike Waltz. Il team negoziale Usa si recherà domani in Pakistan, come ha fatto sapere poco fa Donald Trump, per riprendere i negoziati.
Teheran, "sono gli Usa a violare la tregua con un blocco navale illegale" - "Il blocco statunitense dello Stretto di Hormuz è illegale e viola l'attuale cessate il fuoco". Così il portavoce del Ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei su X dopo che Donald Trump ha accusato l'Iran di violare l'accordo di cessate il fuoco. "Il blocco dei porti e delle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco, mediato dal Pakistan, ma costituisce anche un atto criminale", ha sottolineato Baghaei, aggiungendo: "Viola la Carta delle Nazioni Unite, che considera il blocco dei porti e delle coste di un Paese un atto di aggressione" e "rappresenta una punizione collettiva nei confronti del popolo iraniano".
Trump, "basta fare il bravo ragazzo" - "No more Mr Nice Guy", basta fare il bravo ragazzo. Donald Trump parla a se stesso nel lungo post sull'Iran pubblicato sul social Truth. Lo fa per spiegare che finora è stato "bravo" ma se Teheran non accetterà l'accordo "equo e ragionevole" degli Stati Uniti allora smetterà di essere 'Mr Nice Guy" e distruggerà le centrali elettriche e i ponti del paese.
"Se non ci sarà accordo, gli Usa distruggeranno ogni ponte" - All'Iran, gli Stati Uniti stanno "offrendo un accordo molto equo e ragionevole e spero che lo accettino perché, se non lo faranno, gli Stati Uniti distruggeranno ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran". Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump sul suo social Truth, dopo aver dichiarato a Fox News che i negoziati di pace con l'Iran riprenderanno martedì. "BASTA CON IL SIGNOR GENTILE!", ha scritto a lettere maiuscole l'inquilino della Casa Bianca, autodefinitosi dunque "Mr. Nice Guy". Trump ha affermato che i ponti e le centrali "crolleranno velocemente, crolleranno facilmente e, se non accetteranno l'accordo, sarà un onore per me fare quello che deve essere fatto, ciò che altri presidenti avrebbero dovuto fare all'Iran negli ultimi 47 anni".
Trump: "Israele grande alleato, a differenza di altri" - Israele è "un grande alleato" degli Stati Uniti, a differenza di altri. In un post su Truth Social, Donald Trump celebra la salda alleanza con Israele di Benjamin Netanyahu: "Hanno dimostrato di essere dei grandi alleati degli Stati Uniti - scrive nel post - sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti e, a differenza di altri che hanno mostrato la loro vera natura nei momenti di conflitto e stress, Israele combatte duramente e sa come vincere".
Trump pubblica video di iraniani che appoggiano le azioni Usa - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripubblicato sul suo social Truth dei video in cui alcuni iraniani scandiscono slogan di apprezzamento e sostegno alle azioni degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica. Trumpo ha poi pubblicato un'altra immagine con la didascalia: "Il meglio deve ancora venire".
Ghalibaf, "Progressi nei negoziati, ma ancora lacune" - Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha dichiarato in un'intervista all'agenzia di stampa iraniana Tasnim che "ci sono stati progressi nei negoziati con gli Stati Uniti, ma ci sono ancora grandi lacune". "Abbiamo giunto a conclusioni su alcune questioni, ma non su altre, e sono state sollevate varie proposte. Siamo ancora lontani da una discussione definitiva. Insistiamo su alcune questioni che per noi non sono negoziabili". Ghalibaf, che ha guidato il team negoziale iraniano nei colloqui che sono crollati nella capitale pakistana una settimana fa, ha aggiunto: "I negoziati a Islamabad non hanno eliminato la nostra diffidenza verso gli Stati Uniti, ma penso che la comprensione reciproca tra le due parti sia diventata più realistica."
"Teheran ha ancora il 70% delle scorte di missili balistici" - Secondo le valutazioni dell'intelligence statunitense, l'Iran ha probabilmente ancora accesso a circa il 70% delle sue scorte di missili balistici prebelliche e a circa il 60% dei suoi lanciatori di missili. Lo riporta un rapporto del New York Times. Secondo il Times, quando l'8 aprile è entrato in vigore il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, Teheran aveva accesso a circa la meta' dei suoi lanciatori di missili balistici. Da allora, il rapporto afferma che è riuscita a dissotterrare altri 100 lanciatori, portando il totale dei lanciatori missilistici operativi a circa il 60% del totale prebellico. Oltre ai lanciatori, il rapporto afferma che l'Iran sta anche lavorando per recuperare eventuali scorte di missili rimaste sepolte sotto le macerie degli attacchi statunitensi e israeliani. Una volta completata l'operazione, i funzionari dell'intelligence statunitense ritengono che Teheran disporrà di arsenali missilistici pari a circa il 70% di quelli prebellici.




