L'incontro fra gli ambasciatori di Israele e Libano avvenuto nello Studio Ovale è "andato molto bene" e il cessate il fuoco fra i due paesi è stato prorogato di tre settimane. Lo ha scritto Donald Trump su Truth confermando di aver presenziato all'incontro alla Casa Bianca, insieme con il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance e il Segretario di Stato, Marco Rubio. Restano i nodi da sciogliere in Iran: primo fra tutto il blocco dello stretto di Hormuz. Di questo, con ogni probabilità, discuteranno le due controparti in Pakistan, dove sono arrivati sia Witkoff che Kushner. Di seguito le principali notizie della giornata:
Trump: l'Iran vuole presentare un'offerta
L'Iran vuole presentare un'offerta che possa soddisfare le richieste degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump alla Reuters, citata da Sky News, aggiungendo che i funzionari statunitensi che stanno negoziando con l'Iran hanno ora a che fare con "le persone attualmente al comando".
Trump sente Al Thani
Il presidente americano Donald Trump ha avuto un colloquio con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim Al-Thani, per discutere del cessate il fuoco con l'Iran e degli sforzi per raggiungere un accordo che ponga fine alla guerra. Lo ha riferito l'ufficio dell'emiro in un comunicato. I due leader hanno discusso anche della situazione nello Stretto di Hormuz e dell'influenza sulla "sicurezza della navigazione marittima e sulle catene di approvvigionamento globali". "L'emiro - si legge ancora - ha sottolineato la necessità di ridurre la tensione e sostenere soluzioni pacifiche" e ha affermato che il Qatar è pronto a sostenere gli sforzi di mediazione del Pakistan.
L'Iran smentisce le notizie sulle dimissioni di Ghalibaf dalla guida del team negoziale
L'Iran smentisce le notizie sulle dimissioni del presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf dalla guida del team negoziale, affermando che resta al suo posto e che non è stato ancora programmato alcun nuovo round di colloqui. Lo ha reso noto l'ufficio stampa del Parlamento iraniano, precisando che le indiscrezioni circolate nelle ultime ore sono infondate. La dichiarazione arriva nonostante precedenti affermazioni della portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, secondo cui Teheran avrebbe chiesto un nuovo faccia a faccia a Islamabad. Secondo Washington, l'inviato statunitense Steve Witkoff e il consigliere Jared Kushner partiranno domani per il Pakistan, ma da parte iraniana si ribadisce che al momento "non è previsto alcun nuovo ciclo di negoziati".
Trump invia Witkoff e Kushner in Pakistan per colloqui con Araghchi
Il presidente Trump sta inviando i negoziatori Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per colloqui con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi . Lo riferisce la Cnn, citando due fonti dell'Amministrazione Usa a conoscenza della vicenda.
Vice presidente iraniano, impediremo a chiunque di esportare petrolio se noi non potremo
"Se non riusciamo a esportare nemmeno un barile di petrolio, nessun barile di petrolio nella regione sarà esportato. Se anche solo uno dei nostri compatrioti perderà l'accesso all'elettricità a causa della stupidità del nemico, allora dieci persone che vivono nella regione saranno private dell'elettricità", ha detto il vice presidente iraniano per l'Ottimizzazione e la Gestione strategica degli Affari energetici, Esmaeil Saqqab Esfahani.
Trump proroga la sospensione del Jones Act contro il caro petrolio
Donald Trump ha deciso di prorogare per 90 giorni la sospensione di una legge marittima che limita il trasporto di petrolio all'interno degli Stati Uniti, nel tentativo di arginare l'aumento dei prezzi causato dalla guerra contro l'Iran. Lo ha annunciato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, sui social media. Il Jones Act del 1920 impone che le spedizioni nazionali utilizzino navi costruite in Usa, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce.
Ghalibaf lascia i negoziati a causa di dissidi
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammed Ghalibaf, è stato costretto a lasciare la guida dei negoziati con gli Stati Uniti per dissidi interni al regime. A riferirlo è Iran International, televisione di opposizione con sede a Londra. Ghalibaf avrebbe pagato il tentativo di includere la questione nucleare nei colloqui con Washington. Al suo posto potrebbe arrivare Saeed Jalili, ex negoziatore dell'accordo sul nucleare iraniano e membro del consiglio per il Discernimento.
Milei, "Stiamo facendo tutto il possibile per riavere le Falkland" - Il presidente dell'Argentina, Javier Milei, ha ribadito che la sua amministrazione sta facendo "tutto il possibile per riportare le Isole Falkland/Malvinas sotto il controllo argentino". "La sovranità non è negoziabile. Ma deve essere esercitata con giudizio e buon senso", ha affermato in un'intervista uscita oggi sul quotidiano La Nacion nel giorno in cui è uscita un'esclusiva Reuters sul fatto che gli Usa valutano un cambio di posizione a sfavore di Londra sulle contese isole come ritorsione per la mancata partecipazione Gb alla guerra in Iran. "A volte si confonde la stupidità conflittuale con la lucidità. Stiamo compiendo progressi senza precedenti. Ma non dipendono solo da noi. Non c'è forum in cui non solleviamo la questione. Stiamo ottenendo un sostegno inedito, come quello del Cile", ha aggiunto Milei, che proprio ieri ha incontrato a Buenos Aires il tecno-magnate Usa di origini tedesche Peter Thiel, considerato uno degli imprenditori e investitori più influenti della Silicon Valley. "Abbiamo avuto una riunione meravigliosa", ha confidato il presidente argentino.
Londra-Washington, esplode il caso Falkland - "La sovranità sulle isole Falkland" resta "al Regno Unito" e "l'autodeterminazione è cruciale". Così un portavoce di Downing Street, interpellato sulle indiscrezioni diffuse da Reuters, secondo le quali l'amministrazione Usa del presidente Donald Trump potrebbe cambiare posizione sulle Falkland/Malvinas a vantaggio delle rivendicazioni dell'Argentina nell'ambito d'ipotetiche iniziative punitive contro gli alleati Nato che si sono rifiutati di partecipare direttamente alla guerra all'Iran.
"Spagna sospesa dalla Nato? Il trattato non lo consente" - Il trattato istitutivo della Nato "non prevede alcuna disposizione per la sospensione o l'espulsione dall'alleanza". E' quanto ha dichiarato una fonte dell'Alleanza atlantica all'emittente britannica "Bbc". La dichiarazione del funzionario anonimo arriva dopo che i media internazionali hanno fatto trapelare un'email del Pentagono in cui si ipotizza che gli Stati Uniti possano chiedere la sospensione della Spagna dalla Nato per la sua posizione critica sull'operazione militare israelo-statunitense contro l'Iran. L'email suggerisce anche che Washington possa rivedere la sua posizione sulla sovranità del Regno Unito sulle Isole Falkland, rivendicate dall'Argentina. Il presidente statunitense, Donald Trump, è fortemente critico nei confronti degli alleati della Nato per la loro riluttanza a svolgere un ruolo più incisivo in Medio Oriente dall'inizio delle ostilità con l'Iran e la conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz. La Spagna, in particolare, non ha concesso alle Forze armate Usa di usare le basi militari di Rota e Moron, nel proprio territorio nazionale, per compiere attacchi ai danni di Teheran.
Israele, due tecnici dell'Aeronautica militare incriminati: "Spionaggio per l'Iran" - Due tecnici dell'Aeronautica militare israeliana sono stati incriminati con l'accusa di spionaggio per conto dell'Iran. Lo riferisce il quotidiano "Times of Israel". Un atto d'accusa presentato dai procuratori militari accusa i due militari, che prestavano servizio presso la base aerea di Tel Nof, di una serie di "reati di sicurezza per conto di elementi dell'intelligence iraniana". In particolare, uno è accusato di aver "aiutato il nemico in tempo di guerra, fornito informazioni al nemico, facilitato contatti con un agente straniero" e di altri reati. Il secondo è accusato di "contatto con un agente straniero, di aver fornito informazioni al nemico" e di ulteriori reati. In una dichiarazione congiunta, l'agenzia di sicurezza interna Shin Bet, le Forze di difesa israeliane (Idf) e la Polizia affermano che i due tecnici hanno dichiarato, durante l'interrogatorio, che il contatto con i loro referenti iraniani era stato interrotto dopo il loro rifiuto di svolgere compiti che coinvolgevano armi. "Tuttavia, anche dopo l'interruzione dei contatti su iniziativa del referente, non hanno cessato i tentativi di ristabilire il contatto, con l'obiettivo di ottenere un guadagno economico", si legge nella dichiarazione.
Kuwait, posti di frontiera colpiti da droni lanciati dall'Iraq - Due droni provenienti dal vicino Iraq hanno colpito dei posti di frontiera sul confine settentrionale del Kuwait, causando danni ma nessuna vittima. Lo ha riferito l'esercito di Kuwait City, denunciando "un atto criminale di aggressione che ha coinvolto due droni carichi di esplosivo guidati da cavi in fibra ottica, provenienti dalla Repubblica dell'Iraq, provocando danni materiali ma... nessuna vittima".
Verice Ue: "-0,6% sul Pil ma il Patto resta" - L’impatto negativo sull’economia dell’Unione europea dovuto al rincaro dell’energia legato alla guerra in Iran sarà compreso tra 0,2 e 0,6 punti percentuali di Pil. E' quanto ha dichiarato il commissario Ue all’Economia Valdis Dombrovskis intervenendo al Delphi Economic Forum ad Atene. Il quadro - ha sottolineato - resta di rallentamento ma non di recessione, ragion per cui allo stato attuale non è prevista la sospensione del Patto di stabilità. "Non sospendiamo il Patto, non c’è recessione", ha detto Dombrovskis che ha sottolineato al contempo come lo shock energetico alimenti rischi al ribasso per la crescita e pressioni inflazionistiche, rendendo necessaria una risposta europea coordinata e un'accelerazione della transizione energetica per ridurre la dipendenza da fornitori instabili.
"Un'email del Pentagono ipotizza la sospensione della Spagna dalla Nato - Una email interna del Pentagono ipotizza misure contro gli alleati Nato ritenuti "difficili" nel conflitto Usa-Iran, inclusa la possibilità di sospendere la Spagna dall'Alleanza. Lo scrive Reuters sul sito. Tra le opzioni allo studio, si starebbe valutando anche la possibilità di rivedere la posizione degli Stati Uniti rispetto alla rivendicazione britannica delle isole Falkland. Le opzioni politiche sono dettagliate in una nota che esprime frustrazione per la presunta riluttanza o il rifiuto di alcuni alleati di concedere agli Usa l'accesso, le basi e i diritti di sorvolo per la guerra contro l'Iran.
Kallas, "accordo debole? Teheran rafforzata" - "Se i colloqui riguardano solo il nucleare e al tavolo non ci sono esperti di nucleare, finiremo con un accordo più debole rispetto a quello che era il Jcpoa", l'accordo firmato con l'Iran nel 2015. Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, all'arrivo alla seconda giornata di lavori del Consiglio europeo informale a Nicosia, Cipro. "Inoltre, i problemi nella regione legati ai programmi missilistici, al loro sostegno ai gruppi proxy, così come le attività ibride e cyber in Europa, non vengono affrontati. Di conseguenza, ci ritroveremo con un Iran più pericoloso e, di fatto, lo staremo rafforzando", ha aggiunto. Secondo Kallas, dunque, l'Ue deve "valutare attentamente e dobbiamo essere molto espliciti, insieme agli attori regionali, nel dire che tutte queste preoccupazioni devono essere affrontate e che possiamo contribuire ai negoziati".
"Russia e paesi amici esentati dai dazi a Hormuz" - L'Iran ha concesso ai paesi "amici", tra cui la Russia, l'esenzione dal pagamento delle tariffe di transito nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito all'agenzia stampa statale russa Ria Novosti l'ambasciatore dell'Iran a Mosca, Kazem Jalali. "Abbiamo previsto delle eccezioni per alcuni paesi. Non so cosa succederà in futuro", ha sottolineato Jalali, precisando che "al momento, il nostro ministero degli Esteri sta cercando di utilizzare le eccezioni previste per i paesi amici, ad esempio la Russia". Ieri Haji Babai, vicepresidente del Parlamento, ha affermato che i primi proventi del pedaggio imposto dall'Iran sulle navi che transitano nello Stretto di Hormuz sono stati depositati alla Banca Centrale di Teheran, in base a quanto riportato dall'agenzia Fars.
Trump: "Non ho fretta, voglio un accordo che duri" - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha insistito sul fatto di non essere "assolutamente sotto pressione" per raggiungere un accordo con l'Iran e ha ribadito le sue affermazioni secondo cui la leadership iraniana è in "caos", durante un incontro con i giornalisti tenutosi oggi. "Non voglio affrettare le cose. Voglio prendermi il mio tempo. Abbiamo tutto il tempo necessario e voglio raggiungere un ottimo accordo. Voglio raggiungere un accordo che metta al sicuro la nostra nazione e il mondo da fanatici con armi nucleari", ha dichiarato Trump rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale. Ha affermato di aver rispettato la sua tempistica di 4-6 settimane per il cessate il fuoco in Iran, aggiungendo: "Mi sono anche preso una piccola pausa". Trump ha inoltre insistito sul fatto che l'Iran è sotto pressione a causa del blocco navale statunitense dei porti iraniani, affermando: "Tutta la loro infrastruttura petrolifera sta per esplodere".
"Scorte di missili Usa fortemente ridimensionate"- La guerra contro l'Iran ha imposto un costo ingente all'arsenale statunitense di armi di precisione, mettendo in luce i limiti della capacita' industriale e logistica della prima potenza mondiale. E' quanto si legge sul quotidiano New York Times, secondo cui durante la campagna aerea di 38 giorni contro la Repubblica islamica, interrotta dal cessate il fuoco tuttora in vigore, Washington ha consumato una quantità impressionante di munizioni avanzate: circa 1.100 missili da crociera stealth a lungo raggio Jassm-Er, oltre mille missili da crociera Tomahawk, più di 1.200 intercettori Patriot e oltre mille missili balistici tattici e Atacms. Si tratta, come sottolinea il quotidiano, di armamenti progettati soprattutto per un eventuale conflitto ad alta intensità con la Cina o, in Europa, per la deterrenza contro la Russia. L'entità dei consumi è tale da aver ridotto sensibilmente le scorte strategiche statunitensi: il New York Times ricorda che Stati Uniti producono ogni anno solo una frazione dei missili che hanno già impiegato in questo conflitto: i Tomahawk utilizzati equivalgono a circa dieci anni dell'attuale ritmo produttivo, mentre i missili intercettori per le batterie Patriot impiegati in risposta alle rappresaglie iraniane sono più del doppio di quanti l'industria usa riesca a costruire in un intero anno.
Petrolio. prezzi in aumento per l'incertezza in Medio Oriente - I prezzi del petrolio sono aumentati e i mercati azionari si sono mostrati cauti venerdì in Asia, a causa della persistente preoccupazione per l'incertezza in Medio Oriente, dove lo Stretto di Hormuz rimane bloccato e i negoziati tra Iran e Stati Uniti sono in fase di stallo. Intorno all'1.45 GMT, il prezzo del greggio WTI, benchmark statunitense, era in rialzo dell'1,70% a 97,47 dollari al barile. Il greggio Brent, benchmark globale, era in rialzo dell'1,76% e si manteneva sopra la soglia dei 100 dollari (106,92 dollari al barile). L'impossibilità di riaprire lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita solitamente un quinto del petrolio greggio mondiale, rimane la questione chiave per un'economia globale messa a dura prova da quasi due mesi di conflitto.
"Gli Usa pianificano attacchi all'Iran su Hormuz se salta la tregua" - Le forze armate americane stanno preparando piani di emergenza per colpire le difese iraniane nello Stretto di Hormuz qualora il fragile cessate il fuoco dovesse crollare. Lo riferisce la Cnn, in base a funzionari Usa, secondo cui il focus è sulla neutralizzazione delle mine iraniane, delle imbarcazioni d'attacco rapido e delle minacce costiere, al fine di mantenere aperta il braccio di mare da cui transita il 20% del petrolio mondiale. "Le forze armate americane continuano a fornire opzioni al presidente Trump e tutte le opzioni restano sul tavolo", ha commentato un funzionario del Pentagono, sulla pianificazione degli obiettivi.




