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Iran, la guerra nel Golfo in diretta: Trump, "45 minuti a studiare i nuovi piani d'attacco"

venerdì 1 maggio 2026
Iran, la guerra nel Golfo in diretta: Trump, "45 minuti a studiare i nuovi piani d'attacco"

3' di lettura

L'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando Centrale dell'esercito degli Stati Uniti (Centcom) e il capo di stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, hanno informato questa notte il presidente statunitense Donald Trump per 45 minuti su nuovi piani operativi per possibili attacchi contro l'Iran. Lo riporta Barak David di Axios citando due alti funzionari americani. Il briefing indica che Trump sta valutando seriamente la possibilità di riprendere i combattimenti in Iran, sia per cercare di sbloccare l'impasse nei negoziati, sia per sferrare un colpo decisivo prima della fine della guerra. Di seguito, le principali notizie della giornata:

Guterres, "la chiusura di Hormuz strangola l'economia mondiale" - Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha dichiarato che la chiusura dello Stretto di Hormuz "strangola l'economia globale". "Le conseguenze della crisi in Medio Oriente peggiorano drammaticamente con ogni ora che passa", ha scritto Guterres su X, "la limitazione dei diritti e delle libertà di navigazione nell'area dello Stretto di Hormuz perturba i mercati energetici, dei trasporti, manifatturieri e alimentari e strangola l'economia globale". "Ora è il momento del dialogo, di soluzioni che ci riportino indietro dal baratro e di misure che possano aprire una via verso la pace", ha aggiunto Guterres. 

Nbc, Teheran sfrutta la tregua per recuperare armi sottoterra - L'Iran sta sfruttando il cessate il fuoco per estrarre le armi nascoste sottoterra prima dell'attacco di Usa e Israele o sepolte dai successivi bombardamenti. E' quanto riferiscono alcuni funzionari Usa a Nbc. Secondo le fonti, negli ultimi giorni Teheran sta intensificando le operazioni di recupero di missili balistici e munizioni. L'obiettivo della Repubblica Islamica, secondo gli Usa, è ripristinare il proprio arsenale di droni e missili allo scopo di colpire obiettivi in Medio Oriente qualora Washington decida di riprendere gli attacchi. 

"Trump dichiarerà la fine della guerra per aggirare il Congresso" - L'amministrazione Trump, ai fini della Risoluzione sui Poteri di Guerra, intende dichiarare formalmente concluse le ostilità con l'Iran iniziate lo scorso 28 febbraio. E' quanto riferisce un alto funzionario di Washington alla Nbc, alla vigilia della scadenza dei 60 giorni che sono il termine massimo entro il quale il presidente degli Stati Uniti può portare avanti un intervento armato senza l'autorizzazione del Congresso. "Attualmente siamo in un cessate il fuoco, il che significa - dal nostro punto di vista - che il conto alla rovescia di 60 giorni è sospeso", aveva dichiarato ieri il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, durante un'audizione al Senato. "Le ostilità iniziate sabato 28 febbraio sono terminate", aveva sottolineato in precedenza un alto funzionario dell'amministrazione ad Afp, "non ci sono stati scambi di fuoco tra le forze armate statunitensi e l'Iran da martedì 7 aprile". Dichiarare le ostilità concluse è una tattica per tentare di aggirare il Congresso più drastica del sostenere, come ha fatto Hegseth, che il cessate il fuoco fermi il conteggio dei 60 giorni. In questo modo la Casa Bianca intende probabilmente lasciarsi aperta l'opzione di lanciare un nuovo attacco alla Repubblica Islamica e di dichiararlo una seconda operazione, distinta da 'Epic Fury', avviata il 28 febbraio. 

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