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La tradizione amorale della Spagna

Paul Preston è sempre stato – per tutti coloro che non solo studiano ma amano la Spagna — la Spagna secolare, prima imperiale e dorata, poi quella di Ortega y Gasset che giunge sino a noi
di Giulio Sapelligiovedì 28 maggio 2026
La tradizione amorale della Spagna

3' di lettura

Paul Preston è sempre stato – per tutti coloro che non solo studiano ma amano la Spagna — la Spagna secolare, prima imperiale e dorata, poi quella di Ortega y Gasset che giunge sino a noi, non senza consentirci di ricordare sempre, del suo passato glorioso, l’immenso patrimonio artistico, letterario e pittorico. Nell’ultimo capolavoro del grande storico britannico, Paul Preston appunto, che non a caso s’intitola A People Betrayed, edito a Londra nel 2020 da William Collins, a parlare non sono le storie delle persone e dei grandi capolavori, ma il popolo spagnolo, sì, il popolo, di cui solo i grandi storici sanno raccontare. «Il popolo», afferma Preston con tristezza immensa, «ossia un insieme di persone tradite dalle istituzioni volta a volta succedutesi nel configurare il potere della classe politica, dell’esercito e della Chiesa, dal 1874 ai primi anni 2000»: periodo a cui il testo magnifico e fondamentale fa riferimento, in una narrazione scientifica e avvincente insieme, come tutti i libri del grande storico. La tesi principale di Preston si fonda sulla dimostrazione che la corruzione scaturiva e scaturisce dall’intreccio dell’incompetenza politica con l’ineguaglianza sociale, che favorì e favorisce secolarmente il diffondersi di una connivenza criminale istituzionalizzata e radicata nelle imprese e nei gruppi di interesse, diretta all’accumulazione tanto di risorse spendibili sul mercato politico quanto su quello economico, come è sempre inevitabilmente assai più manifesto ed evidente, e sempre più proliferante, soprattutto per effetto dell’internazionalizzazione crescente dell’economia.

Questo organico radicamento ha devastato la Spagna, ostacolandone lo sviluppo e approfondendo sempre quelle divisioni sociali che portarono e portano nel loro seno, via via, la dittatura di Primo de Rivera, la sanguinosa Guerra Civile, la lunga dittatura di Francisco Franco e poi, ancora, tradendo tutte le illusioni: prima la transizione alla democrazia, poi la democrazia stabilizzata e tanto attesa — e ancora una volta sempre tradita. Sia il Partito Popolare sia il Partito Socialista altro non hanno fatto che accompagnare la modernizzazione capitalistica spagnola utilizzando con grande sagacia e intelligenza le risorse dell’Ue, a cui si è attinto con una perizia che non ha eguali. Preston ci fa cogliere tutto questo ribollire di illeciti e di transazioni amorali, trasfigurato da quel gioco di specchi transumanante e digressivo, suadentemente unisex e transex, ben ritratto dal cinema di Almodóvar e dalle pagine del giornale più spregiudicato e à la page del mondo, che è El País, inserto di Babelia in primis.

La Spagna cattolica e tradizionalista è scomparsa con una rapidità inusitata che ha colpito la stessa Monarchia, sopravvissuta miracolosamente e solo perché rimane l’ultimo simulacro di una tradizione gloriosa che il popolo «profondo» della Spagna non vuole abbandonare — come le alluvioni succedutesi in Spagna nel 2024 a Paiporta, nella provincia di Valencia, hanno dimostrato: gli alluvionati evitavano il leader Sánchez per abbracciare la Regina e il Re, che si erano recati — sfidando ogni pericolo — tra i colpiti dalla disavventura per rendere manifesta la loro solidarietà. La drammatica visita di Re Felipe VI e della Regina Letizia è avvenuta in uno dei comuni più devastati dalle alluvioni nella provincia di Valencia. La folla, esasperata per i ritardi nei soccorsi, accolse le delegazioni ufficiali guidate da Sánchez lanciando fango e gridando «assassini», mentre il Re riusciva a dialogare con i cittadini per placare gli animi e la Regina Letizia, visibilmente commossa e con il volto coperto di fango, abbracciava alcune delle persone colpite dalla disgrazia. Una pagina indimenticabile nella storia della Spagna. In queste ore, mentre scrivo queste note, le forze di polizia nelle perquisizioni nelle case dei Primi Ministri attuali e precedenti scoprono le stesse cose di sempre in casi come questi — e che in Italia abbiamo già conosciuto: gioielli, documentazioni di illeciti e di intrecci affaristici che uniscono uomini d’affari e politici, in questo caso spagnolo, tanto venezuelani quanto cinesi, a conferma che il ruolo che la Spagna oggi svolge con disinvoltura nel mondo è assai lontano da quel mondo di libertà e di democrazia che ha aiutato la Spagna stessa a liberarsi dal passato franchista. Sono abbastanza vecchio per ricordarne i momenti cruciali — e per certi versi ancora inediti, e che un giorno o l’altro occorrerà raccontare senza infingimenti — per onorare coloro che per la democrazia spagnola molto sacrificarono e che, con il popolo spagnolo di Paiporta, non meritano questa vergogna.