Il tedesco che dopo aver lavorato sodo parcheggia la Volkswagen, si siede in salotto e trangugia boccali di birra davanti alla Nazionale è un ricordo sbiadito come quello della Germania locomotiva d’Europa.
Si è disintegrato pure il mito della birra: ai tedeschi piace sempre più quella analcolica e, come se non bastasse questa conversione quasi eretica, chi resta fedele alla tradizione beve meno. Un cambiamento che ci fa barcollare da sobri.
Non ci eravamo ancora ripresi da un’altra notizia altrettanto destabilizzante che ha distrutto lo stereotipo del tedesco produttivo e stakanovista per consegnarci un fannullone cagionevole. Un dipendente si assenta in media 3,5 settimane in un anno per motivi di salute (in Italia, secondo l’Ocse, la media è di 0,6 settimane). Il cancelliere Merz annuncia una stretta sui certificati facili, un punto di partenza per far nuovamente marciare la Germania, a cominciare dall’industria automobilistica che, assediata dai cinesi, taglia 100 mila posti di lavoro. I Mondiali hanno lasciato al palo pure la Nazionale, eliminata dal Paraguay.
Che cosa rimane del mito teutonico? I crauti forse, perché anche i würstel sono in crisi...




