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Cobolli lo asfalta e De Minaur crolla: "Distrutto dentro", punto di non ritorno?

di Lorenzo Pastugliamartedì 7 luglio 2026
Cobolli lo asfalta e De Minaur crolla: "Distrutto dentro", punto di non ritorno?

2' di lettura

La sconfitta più difficile da accettare non è sempre quella contro un avversario più forte, ma quella che arriva quando senti di essere vicino al salto decisivo e ancora una volta qualcosa si rompe. È quello che sta vivendo Alex De Minaur, uscito da Wimbledon dopo la battaglia persa contro Flavio Cobolli e travolto, più che dal risultato, dal peso delle aspettative. L’australiano, numero sei del mondo e spesso considerato uno dei giocatori più solidi del circuito, ha lasciato emergere tutta la sua amarezza dopo il ko: “Sono distrutto dentro. Questa è la realtà. Si investono molte ore nel mio lavoro e molti anni per avere momenti come questi. Non essere all’altezza è davvero straziante. È molto dura”.

Una resa emotiva che arriva dopo un periodo in cui De Minaur fatica a trovare continuità contro i migliori. Il problema non sembra essere la volontà, né l’impegno: l’australiano è uno dei giocatori più professionali del tour, ma la sensazione è quella di un atleta che continua ad arrivare vicino al traguardo senza riuscire a superare quella soglia che separa i grandi risultati dalla consacrazione definitiva.

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Contro Cobolli, però, non è mancato il tentativo di reagire. L’azzurro ha giocato una delle migliori partite della carriera sull’erba, imponendo un ritmo aggressivo e riuscendo a scardinare il tennis difensivo di De Minaur. Il 7-6, 7-5, 6-3 racconta di una partita combattuta, nella quale l’australiano ha provato a restare aggrappato agli scambi lunghi e alla sua straordinaria velocità, ma senza trovare le risposte necessarie.

A fine match il dolore è diventato soprattutto mentale: “Purtroppo ho la sensazione che queste sconfitte si accumulino ed è difficile da digerire. Ci sono momenti in una carriera in cui si sente che ci sono opportunità da cogliere, gradini da superare per fare il salto di qualità e diventare una versione migliore di sé stessi”. Poi il passaggio più pesante, quello che lascia pensare a una pausa: “Ma a forza di fallire sistematicamente così vicino al traguardo, si inizia a dubitare. Si inizia a chiedersi se si sarà mai in grado di superarsi e superare quel famoso gradino”.

De Minaur ha ammesso così di voler rallentare: “Non giocherò un torneo per un po’. Ma ancora una volta, tutto questo si accumula. Gli obiettivi, le convinzioni, i sogni. tutto comincia a svanire o sembra un po’ più lontano, mentre prima era a portata di mano”. Si tratta così di un momento delicato per un giocatore che negli ultimi anni aveva costruito la propria crescita passo dopo passo. Ora dovrà ritrovare equilibrio e fiducia, perché il talento e la dedizione non sono mai stati il problema.