Stai a vedere che a dare l’ordine per l’invasione di Ceuta è stato Israele. L’ha spiegato, senza dovizia di particolari, Tucker Carlson, ex Fox News, oggi podcaster che campa di polemiche, in un video di due ore in cui prometteva di rivelare i mandanti degli arrivi nell’exclave spagnola. Tesi: lo Stato ebraico e i suoi alleati americani userebbero l’immigrazione di massa per punire i governi europei, colpevoli di non approvare quel che Israele fa a Gaza, travasando migliaia di musulmani dentro i nostri confini. Prove, nessuna. Accanto al MAGA di ferro, in studio c’era Darryl Cooper, un tizio secondo cui i morti nei campi nazisti furono frutto di un sovraccarico logistico e non di uno sterminio pianificato. Il video di Carlson, uscito a giugno dal Partito repubblicano e convinto farsene uno suo, di partito, a furia di like, ha ottenuto milioni di visualizzazioni e il rilancio di Hasan Piker, un altro che trasmette in diretta tutto il giorno, ma stavolta di sinistra radicale. Israele e l’America, ha spiegato ai suoi tre milioni di follower, hanno convinto il Marocco a spedire 40mila persone in territorio spagnolo. E non è una teoria del complotto, ha rassicurato.
L’idea è vecchia e il Telegraph ne ha fatto ieri la cronistoria del Novecento. Nel 1916 l’avvocato newyorkese Madison Grant pubblica “The Passing of the Great Race”: la razza bianca si salva tenendo fuori i non bianchi.
Hitler lo definirà la sua bibbia e aggiungerà l’ingrediente mancante, la mano ebraica che organizza l’invasione. Dopo la guerra, la formula resta ai neonazisti. Poi il francese Renaud Camus, nel 2011, la battezza “Grande sostituzione” e smette di puntare il dito contro gli ebrei: i colpevoli del “genocidio bianco”, dice, sono le élite europee. Sotto la nuova veste proposta da Camus, la teoria guadagna maggiore terreno negli Stati Uniti. Nell’agosto 2017, a Charlottesville, gli etnonazionalisti sfilano con le torce gridando che gli ebrei non li sostituiranno: il giorno dopo un neonazista di vent’anni lancia l’auto sulla folla che li contestava e uccide Heather Heyer, trentadue anni. Da allora la teoria ha fatto morti da entrambe le parti dello schema, fra chi sostituirebbe e chi organizzerebbe: 11 ebrei nella sinagoga di Pittsburgh nel 2018, 51 musulmani nelle moschee di Christchurch nel 2019, 10 neri in un supermercato di Buffalo nel 2022. Al complotto dei fanatici, si affianca il complotto per tutte le stagioni, “c’è dietro il Mossad”. Settembre 2001, la tv di Hezbollah Al-Manar rivelò che 4mila ebrei erano stati avvertiti di non andare al lavoro alle Torri Gemelle, dove ne morirono centinaia. Dicembre 2010, dopo alcuni attacchi di squali a Sharm el-Sheikh, il governatore del Sinai del Sud dichiarò in tv che l’ipotesi degli squali lanciati dal Mossad per rovinare il turismo egiziano non era da escludere.
Qui da noi “c’è dietro il Mossad” l’ha detto pure Valter Lavitola, arrestato il 10 agosto come mandante della bomba piazzata sotto la macchina di Sigfrido Ranucci: efficace esempio di terreno fertile al complotto giudaico. L’ordigno doveva servire a fargli aumentare la scorta, ha detto il faccendiere, perché l’intelligence israeliana voleva colpirlo. Il presunto piano del Mossad, va da sé, è privo di riscontro, ha scritto il gip. Ma c’è di più: Lavitola aveva spinto un giornalista di Report, Daniele Autieri, a indagare proprio sui servizi israeliani, e senza che qualcuno gli rispondesse con una pernacchia. L’alternativa a una lobby ebraica, minacciosa e sfuggente, che tutto governa esisterebbe anche, ma certo è noiosetta. L’ha scritta Gita Hazani-Melchior, vicepresidente dell’Istituto Herzl, mentre in Israele si processava JD Vance per l’intervista a Joe Rogan, dove aveva dichiarato che Israele cerca di influenzare la politica estera americana.
Antisemitismo, hanno detto i conservatori israeliani. Lei ci ha letto solo del realismo: non si tratta di tradimento, fra alleati gli interessi a volte coincidono e a volte no e Vance chiede semplicemente a Israele di smettere di fare il figlio. Non solo: la critica al vicepresidente da parte di Gerusalemme è controproducente, perché rafforza campo dei liberal americani ostili a Israele. Vance parla alla sua base repubblicana, che a novembre vota e quella guerra non la voleva. Nello stesso saggio, la studiosa chiede: se nel 2028 Vance perdesse, chi vorreste alla Casa Bianca, uno come Tucker Carlson? Lo scriveva il 24 luglio. Sei giorni dopo cedeva Ceuta e Carlson spiegava al mondo di chi era la colpa. Per gli assassini di Pittsburgh e di Buffalo la mano ebraica è stata un movente. Per Lavitola era un depistaggio. È una tesi che funziona di dritto e di rovescio. Per questo non muore.




