La Spagna di Pedro Sánchez, dopo aver negato a marzo il proprio spazio aereo a tutti i velivoli di Stati Uniti e Israele coinvolti nelle operazioni militari contro l’Iran, ha negato lo scorso 14 agosto il permesso di sorvolo a una squadra di soccorso israeliana diretta in Colombia con gli aiuti ai terremotati? Un velivolo, identificato come IAF452, avrebbe volato il 14 agosto da Israele verso la Colombia, vittima il 10 agosto di uno spaventoso terremoto di magnitudo 7,4 che ha provocato una grave emergenza, con centinaia di morti, migliaia di feriti e numerosi dispersi.
In una delle mappe di tracciamento pubblicate su internet dall’account specializzato in informazioni militari e geopolitiche provenienti da fonti aperte @MenschOSINT, si osserva come, invece di proseguire lungo una rotta diretta sopra la penisola iberica - dopo aver sorvolato la Grecia e l’Italia - l’aereo scenda verso lo spazio aereo marocchino, passando per l’area situata immediatamente a sud di Ceuta e Tangeri, prima di proseguire verso l’Atlantico.
Il sito spagnolo Enfoque Judío ha cercato di ricostruire l’episodio direttamente con le parti coinvolte. Roni Kaplan, portavoce della missione umanitaria israeliana, ha dichiarato di non essere a conoscenza dei dettagli operativi relativi alla rotta di volo. Il sito ha sottoposto la questione anche all’ambasciata di Israele a Madrid, chiedendo specificatamente se «ci fosse stata o meno una richiesta da parte di Israele alla Spagna affinché l’aereo attraversasse il suo spazio aereo».
RISPOSTA
La risposta della rappresentanza diplomatica è stata laconica: «Nessun commento». Ma nonostante l’assenza di conferme ufficiali, la strana traiettoria intrapresa dal velivolo è stata interpretata da diverse fonti e account specializzati in analisi open source come un segnale che la Spagna avrebbe respinto una richiesta israeliana di sorvolo, costringendo l’aereo a modificare la propria rotta. «Il governo spagnolo nega il sorvolo a un aereo militare israeliano con soccorritori diretti ad aiutare le vittime del brutale terremoto in Colombia», ha denunciato l’Ong spagnola Acom (Acción y Comunicación sobre Oriente Medio), accusando il governo di Madrid di aver bloccato una missione umanitaria.
In un altro messaggio, la stessa Ong ha definito la politica condotta da Sánchez nei confronti di Israele «una vera e propria ossessione che rasenta la dichiarazione di guerra», aggiungendo che tale politica ha «conseguenze negative per la Spagna e anche per altri Paesi».
Israele è stato tra i primi che hanno offerto assistenza alla Colombia dopo la tragedia del 10 agosto. Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha contattato le autorità colombiane per dare aiuto e Israele ha organizzato l’invio di una delegazione di soccorso.
MISSIONE UMANITARIA
La missione umanitaria è partita dopo che il nuovo governo colombiano di Abelardo de la Espriella ha autorizzato l’ingresso di squadre internazionali di ricerca e soccorso, tra cui quella israeliana: una decisione che ha fatto indignare la sinistra locale. L’ex presidente colombiano Gustavo Petro, esponente della sinistra, ha accusato i soccorritori israeliani di essere «intelligence militare» sul campo, sostenendo che non avrebbero esperienza. Il senatore Iván Cepeda ha parlato del rischio di utilizzare l’emergenza come pretesto per “normalizzare” la presenza di forze militari straniere in Colombia. Lo stesso atteggiamento ostile del dirigente politico più anti-israeliano d’Europa, Pedro Sánchez.




