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Ameba mangia-cervello, la morte atroce di un ragazzino: mal di testa, coma, morte

mercoledì 2 settembre 2026
Ameba mangia-cervello, la morte atroce di un ragazzino: mal di testa, coma, morte

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L'"ameba mangia-cervello" miete ancora una vita. Un adolescente della North Carolina è morto dopo aver contratto una rara infezione provocata da Naegleria fowleri, un organismo unicellulare che può trovarsi in laghi, fiumi e altri ambienti di acqua dolce. A riferirlo le autorità sanitarie locali e i media statunitensi. La vittima, Moises Ponce Mendoza, è morto lunedì dopo aver sviluppato una grave infezione. Già lo scorso 27 agosto il dipartimento sanitario dello Stato aveva comunicato che Mendoza era in condizioni critiche e stava ricevendo cure mediche. Poi la terribile notizia. 

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Ma come si può contrarre il contagio? Quest'ultimo può verificarsi quando l'acqua contaminata entra nel naso, da lì l'ameba può raggiungere il cervello e provocare la meningoencefalite amebica primaria (PAM), una patologia estremamente rara ma molto grave. L'infezione può progredire rapidamente e portare al coma e alla morte in pochi giorni. Il suo nome, ossia "ameba mangia-cervello", è legato al fatto che una volta raggiunto il cervello, può distruggere il tessuto cerebrale. I casi si verificano soprattutto durante i mesi estivi, quando le temperature dell'acqua aumentano e le principali esposizioni sono associate alla balneazione in laghi, fiumi e altri corsi o bacini di acqua dolce.

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Tra i sintomi che si manifestano: forte mal di testa, febbre, nausea e vomito. Successivamente rigidità del collo, convulsioni e perdita di coscienza fino al coma. La madre del ragazzo, Monica Mendoza, aveva raccontato la situazione attraverso una raccolta fondi online, spiegando che il figlio, descritto come un ragazzo pieno di vita, si trovava ricoverato in ospedale in coma. Secondo quanto scritto dalla donna, tutto sarebbe iniziato con un forte mal di testa, la madre aveva inizialmente portato il figlio in un ospedale di Burlington, dove, secondo il suo racconto, le era stato comunicato che poteva tornare a casa.

Le condizioni sono però peggiorate rapidamente e il ragazzo è stato così trasportato d'urgenza al pronto soccorso dell'University of North Carolina Hospital. È stato lì che i medici hanno individuato l'infezione provocata dalla rara ameba. Solo una settimana prima, sempre negli Stati Uniti, una bambina di 8 anni, Lillian Smart, è deceduta dopo aver contratto un'infezione collegata allo stesso organismo.