«Ringrazio gli agenti di polizia per la loro azione rapida e decisiva». Lo ha scritto il primo ministro polacco Donald Tusk sulla X lodando le forze dell’ordine per aver sventato un assassinio. Il suo e quello di un suo ministro. Domenica mattina era stata convocata una riunione speciale della polizia e dell’intelligence (Abw) presso il centro antiterrorismo di Varsavia per affrontare la questione delle minacce, ritenute credibili, contro il capo del governo e contro il titolare della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz. In giornata, Jacek Dobrzynski, portavoce del coordinatore dei servizi speciali, Tomasz Siemoniak, ha avvertito che c’era una «alta probabilità» che le minacce contro i due politici sarebbero state eseguite. Il sito polacco Tvpworld osservava domenica sera che la violenza politica è un fatto raro in Polonia ma che «il paese è profondamente polarizzato dopo aver affrontato minacce alla sicurezza a causa della sua vicinanza alla guerra in Ucraina».
Il conflitto ai propri confini ha pesantemente impattato la vita dei polacchi: dall’ingresso dei primi carri armati russi nel Donbass nel 2022, milioni di ucraini hanno cercato rifugio a Occidente, con la Polonia paese d’elezione per la prossimità geografica, linguistica e culturale. Nei primi mesi della guerra il governo di Varsavia e i cittadini polacchi hanno gareggiato in tema di ospitalità offrendo alloggi, scuole, lavoro, trasporti, welfare e sussidi ai «vicini di casa» messi in fuga dai russi. Il perdurare della guerra ha messo però a dura prova i polacchi e a novembre 2023 uno studio pubblicato sulla rivista di sociologia Ceemr metteva in luce le difficoltà emotive, economiche e relazionali di ospitati e ospitanti. Una fatica accentuata dallo scontro politico senza fine fra la destra dominata dal PiS (al potere dal 2015 al 2023) e il centrosinistra guidato da Tusk tornato al comando a fine 2023. Domenica sera il ministero dell’Interno ha annunciato l’arresto a Breslavia di un uomo di 56 anni collegato a una non meglio identificata «organizzazione radicale» e alla ricerca di complici per compiere un attentato con armi da fuoco.
L’uomo avrebbe minacciato Tusk in un video diffuso online e poi sequestrato. Gli investigatori, scriveva ieri Rzeczpospolita, non escludono neppure che l’uomo volesse organizzare una strage. Nel 2024 Tusk si era detto preoccupato per alcune minacce dopo il tentato assassinio del primo ministro slovacco Robert Fico, sopravvissuto a cinque colpi d’arma da fuoco esplosi contro di lui il 15 maggio 2024 a Handlová, in Slovacchia. La notizia di ieri fa il paio con quanto pubblicato dal Financial Times, secondo cui cinque diverse intelligence europee sostengono che la Russia starebbe intensificando gli sforzi per assassinare alcuni esponenti di spicco dell’industria europea della difesa, fra cui Armin Papperger, l’ad di Rheinmetall, il più grande produttore di armamenti in Germania. Voci di un complotto per uccidere Papperger erano già circolate nel 2024.




