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Austria, Polonia e Repubblica Ceca: stretta ai confini, qui crolla la Ue

P.N.
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Si stringe il cerchio ai confini con la Slovacchia, dopo la Polonia anche l’Austria e la Repubblica Ceca hanno deciso di ripristinare i controlli lungo i confini per arginare i flussi migratori. L’Austria controllerà i confini con la Slovacchia come annunciato dal ministro degli Interni Gerhard Karner il quale ha sottolineato che l’obiettivo del provvedimento è quello di impedire ai trafficanti di usare percorsi alternativi. La Slovacchia si trova ad affrontare un numero crescente di migranti illegali che attraversano il Paese diretti in Germania e in Europa occidentale.

Si tratta soprattutto di giovani provenienti dal Medio Oriente e dall’Afghanistan, che arrivano principalmente attraverso la rotta migratoria balcanica. La misura entrerà in vigore oggi per almeno 10 giorni. L’ Austria è la terza nazione, dopo Polonia e Repubblica Ceca, che ha annunciato i controlli ai confini con la Slovacchia ed il ministro austriaco Karner ha sottolineato che «lo facciamo perchè sappiamo per esperienza che dopo tali controlli i trafficanti reagiscono molto rapidamente e cambiano rotta». Attualmente l’Austria controlla gli ingressi anche dalla Slovenia e dall’Ungheria mentre la Germania già da alcuni anni monitora la frontiera con l’Austria sia nella zona di Kufstein/Kiefersfelden che a Salisburgo.

Recentemente il numero di persone che giungono in Slovacchia è aumentato in modo significativo. Da quanto si apprende dalla polizia slovacca alla fine di agosto erano stati identificati più di 24.500 migranti arrivati attraverso l’Ungheria e la Serbia, mentre lo scorso erano solo 10.900. Nella mattinata di ieri il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha incontrato al Viminale il Presidente del Consiglio Nazionale della Repubblica Federale d’Austria Wolfgang Sobotka.

 

Il colloquio ha rappresentato l’occasione per condividere un aggiornato quadro dei flussi migratori e della cooperazione tra i due Paesi. Piantedosi ha sottolineato che «la vera soluzione strutturale all’emergenza migratoria va cercata nella prevenzione delle partenze e nella cooperazione sia a livello bilaterale che a livello europeo con i Paesi coinvolti. Bisogna proseguire il dialogo politico con la Tunisia, attuare il Memorandum concluso dalla Ue, e sviluppare un piano europeo per l’attivazione dei rimpatri volontari assistiti dal sud dei Paesi di transito verso i Paesi di origine». Per quanto riguarda la bozza del vertice Ue si sottolinea che «la migrazione è una sfida europea che richiede una risposta europea». Inoltre si legge che: «La migrazione irregolare deve essere affrontata immediatamente e in modo determinato. Non permetteremo ai trafficanti di decidere chi entra nella Ue». Questo è quanto si legge nell’ultima bozza della Dichiarazione di Granada, del Consiglio europeo informale di venerdì. Il testo sarà oggi sul tavolo degli ambasciatori dell’Unione Europea.

 

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