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Groenlandia, la sinistra dichiara guerra a Trump: Sanchez e Gentiloni aprono un caso

domenica 18 gennaio 2026
Groenlandia, la sinistra dichiara guerra a Trump: Sanchez e Gentiloni aprono un caso

2' di lettura

Il Partito socialista europeo si unisce a Popolari e Renew nel chiedere che venga sospeso il negoziato per l'accodo commerciale tra Ue e Usa dopo le minacce di Donald Trump di imporre dazi ai Paesi che si opporranno alle sue mire sulla Groenlandia. "I dazi del 25% imposti da Trump agli alleati che sostengono la Groenlandia contro le sue minacce imperialiste sono inaccettabili", scrive su X la presidente dei Progressisti, Iratxe Garci'a Perez, "Dobbiamo agire ora: sospendere i negoziati sull'accordo commerciale Ue-Usa e attivare lo strumento anti-coercizione. L'Ue non si piegherà alle intimidazioni".

"Se Trump si prende la Groenlandia rende Putin l'uomo più felice al mondo", è il commento di Pedro Sanchez, premier spagnolo, leader dello Psoe e tra i socialisti più influenti d'Europa. In un'intervista a La Vanguardia, Sanchez sottolinea che qualsiasi azione militare degli Stati Uniti contro la vasta isola artica danneggerebbe la Nato e legittimerebbe l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia. "Sulla Groenlandia, un'invasione statunitense di quel territorio renderebbe Vladimir Putin l'uomo più felice del mondo. Perché? Perché legittimerebbe il suo tentativo di invasione dell'Ucraina", ha sottolineato il premier spagnolo.

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"Un gesto che cancella la solidarietà atlantica", ha detto invece l'ex premier italiano Paolo Gentiloni riguardo all'uscita di Trump." È una decisione di una gravità enorme, l'annuncio di un atto di guerra economica ai propri alleati. Il rischio è che in Groenlandia oltre ai ghiacciai si sciolga anche la Nato". Secondo l'esponente del Partito democratico, intervistato da La Stampa, quella del presidente americano "è una minaccia che va presa molto sul serio, e mi auguro che la reazione dell'Europa sia all'altezza della situazione". Gentiloni si augura che "si mantenga la posizione decisa. I Paesi che hanno mandato militari non lo hanno certo fatto contro gli Usa o la Nato, ma per collaborare con la Danimarca alla sicurezza della Groenlandia".

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Riguardo alla posizione dell'Italia e al fatto che il ministro della Difesa, Guido Crosetto dice che con 15 francesi e 15 tedeschi sembra una barzelletta, l'ex commissario europeo afferma: "Apprezzo il ministro Crosetto soprattutto per quello che sta facendo per l'Ucraina ma in questo caso c'è poco da ridere. La Groenlandia è enorme, ma ha solo 50mila abitanti: è normale che i numeri siano piccoli, anche i soldati americani sono 200. Inviare militari europei mi sembra faccia parte dei doveri dell'Unione. Mi colpisce che si tiri indietro proprio questo governo che, parlando dell'Ucraina, ha sempre invocato garanzie su modello dell'articolo 5 della Nato". "Penso che la nostra sia una posizione sempre più debole e alla lunga poco sostenibile - conclude Gentiloni -. Non si può ignorare che l'Alleanza atlantica non è più quella di una volta. Essere recalcitrante su tutte le decisioni, dall'Ucraina alla Groenlandia al Mercosur, non dà forza al Paese. Essere il governo più trumpiano d'Europa non giova all'Italia".