Le campionesse di atletica non le vedremo mai più come prima. Almeno in tv. Le telecamere non potranno indugiare con gli zoom sulle scollature o sui lati B. Per discipline come salto in alto, salto con l’asta o salto in lungo non potranno essere trasmesse immagini che riprendono le sportive da dietro o al di sotto del bacino.
I cameramen non potranno esaltare l’avvenenza delle sportive con inquadrature ravvicinate, specialmente sulla linea di partenza e nei momenti di stanchezza. Sono le nuove linee guida introdotte dall’Unione europea di Radiodiffusione contro la sessualizzazione delle atlete nelle trasmissioni. Molte sportive sono favorevoli, qualcuna dice che la presenza delle telecamere a distanza ravvicinata le distrae dalla competizione. Ci chiediamo allora perché le regole non valgano per gli uomini.
Dopo tutto, anche loro indossano shorts striminziti effetto seconda pelle e nelle loro gare potrebbero essere penalizzati dai cameramen alle calcagna. L’obiettivo è migliorare il racconto dello sport, ma così è il trionfo del politicamente corretto anche in pista.




