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OPINIONE

Franchi tiratori del proprio mutuo

di Alessandro Sallustigiovedì 16 luglio 2026
Franchi tiratori del proprio mutuo

2' di lettura

Non vorrei smorzare sul nascere l’entusiasmo delle opposizioni per il possibile crollo della maggioranza e quindi per la fine anticipata del governo. Nel brutto scivolone sul voto di un emendamento della riforma elettorale in votazione alla Camera c’è stato infatti davvero poco di politico, i trenta falchi tiratori che, protetti dal voto segreto, hanno affossato l’emendamento, proposto dalla maggioranza e sostenuto dal governo, che reintroduceva in parte le preferenze sono stati mossi da motivi personali che attengono alla salvaguardia del posto di lavoro.

È complicato a spiegarlo ma semplice a riassumerlo: chi ha pensato che le nuove regole avrebbero potuto mettere a rischio la propria rielezione si è messo di traverso incurante degli ordini di partito. L’ha combinata grossa, certo, ma per mettere al sicuro altri cinque anni a dodicimila euro al mese più benefit si fa questo e altro.

Più che la “libertà degli elettori a scegliere i candidati” è valsa la paura di non riuscire a pagare il mutuo, quella terribile di dover andare a lavorare per davvero ammesso di trovarne uno di lavoro. Scommetto che scampato il pericolo più immediato tutto tornerà a filare liscio, soprattutto perché questi signori e signore hanno un altro nobile obiettivo da raggiungere: tirare avanti la legislatura almeno fino al marzo prossimo, quando in base ai regolamenti scatterà per tutti loro il diritto alla pensione, che non è più faraonica come ai vecchi tempi ma è pur sempre un ghiotto vitalizio (in questo saranno segretamente spalleggiati dai colleghi dell’opposizione che hanno lo stesso problema).

Se una cosa ha sbagliato il governo è stato non tenere conto che le dinamiche parlamentari, soprattutto a fine legislatura, seguono logiche non sempre nobili che hanno a che fare quasi esclusivamente con interessi personali, calcoli che sfuggono alla contabilità puramente politica. Immaginate lo spogliatoio di una squadra di calcio a fine stagione: c’è chi è sicuro della riconferma, chi sa che dovrà fare le valigie, chi si sente in bilico. Hai voglia a sostenere che indossando la stessa maglia si rema tutti dalla stessa parte con la stessa convinzione. Diceva il saggio: «Per quanto sia sbagliato quanto ti torna comodo lo ritieni giusto».