Bei tempi quando l’Italia andava ai Mondiali con l’obiettivo legittimo di vincerli e nell’attesa ci si dilettava in polemiche sui fenomeni lasciati a casa per scelta tecnica o i dualismi tra star. Vialli o Schillaci, Baggio o Del Piero e via dicendo. Oggi il torneo più importante lo guardiamo in tv, da spettatori un po’ distratti. E, segno dei tempi, si parla di pallone e... patriarcato. Addirittura.
Ne sa qualcosa suo malgrado Marco Tardelli, commentatore fisso di Notti mondiali su Rai 1. L’ex centrocampista di Juve e Nazionale è in forma Mundial. L’eroe di Spagna 82 la scorsa settimana aveva polemizzato pesantemente con il presidente della Fifa Gianni Infantino e la decisione del giudice sportivo di sospendere la squalifica dell’attaccante americano Balogun poche ore prima della sfida degli ottavi tra Usa e Belgio, sentenza arrivata in concomitanza con la telefonata del presidente americano Donald Trump allo stesso numero 1 del calcio.
«In questo Mondiale si può fare di tutto, perché basta ricevere degli ordini», aveva tuonato Tardelli, con Paola Ferrari che aveva preso subito le distanze: «Ah, degli ordini, dici. Va bene, certo, quello che dici è importante e te ne assumi la responsabilità».
La scorsa sera, invece, ha analizzato la semifinale tra Argentina e Inghilterra da un punto di vista molto più tattico: come si può pensare di fermare Leo Messi? E qui ha rispolverato la sua esperienza personale: «La marcatura a uomo io l’ho fatta su grandi giocatori, posso elencarne qualcuno che tu non conosci...», azzarda rivolgendosi a Manuela Giugliano, capitano della Roma donne, stella della Nazionale di calcio femminile e orgoglio del pallone azzurro.
Cala il gelo in studio, tanto che il conduttore Alessandro Antinelli si sente in dovere di intervenire e puntualizzare: «Lei però gioca in Nazionale...». Insomma, la Giugliano, seduta davanti a Tardelli, sarà pure più giovane ma di certo non è una sprovveduta. «E allora? Non ho mica detto niente», si difende Marco. Una semplice annotazione che diventa una slavina.
Perché come sempre il tribunale dei social procede per direttissima ed emette una sentenza di condanna nel giro di pochi secondi. «Tardelli voleva fare il fenomeno e spiegare il calcio a Manuela Giugliano», si legge. «Deve avere rispetto, voleva dare lezioni di tattica alla numero 10 della Roma», «Tardelli uomo di sport fermo a 30 anni fa», fino all’immancabile «questo è mansplaining» in odore di femminismo, tanto per cambiare. L’uomo che spiega il mondo alla donna. Per fortuna manca poco alla fine.




