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Europa, nasce la "coalizione anti-missili": si scatena la furia della Russia

lunedì 13 luglio 2026
Europa, nasce la "coalizione anti-missili": si scatena la furia della Russia

3' di lettura

Nasce una coalizione europea finalizzata, insieme all'Ucraina, a dotare il Vecchio continente di uno 'scudo' antimissili balistici. L'iniziativa arriva durante il vertice della coalizione dei 37 Paesi Volenterosi, riunita dal presidente francese Emmanuel Macron a Parigi per rafforzare il sostegno militare all'Ucraina, in particolare per quanto riguarda la difesa aerea. Duro il commento del Cremlino che liquida il gruppo definendolo una "coalizione di guerrafondai".

Una ventina di capi di Stato e di governo - tra cui il primo ministro britannico Keir Starmer, il primo ministro polacco Donald Tusk, il cancelliere tedesco Friedrich Merz - sono arrivati poco prima delle 17 a Les Invalides, lo storico complesso militare che ospita la tomba di Napoleone, nella capitale francese. Altre nazioni, come l'Italia, con Antonio Tajani, sono rappresentate a livello ministeriale o dai rispettivi ambasciatori. Presenti anche il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, i due massimi vertici dell'esecutivo europeo, Antonio Costa e Ursula Von der Leyen, e il segretario generale della Nato Mark Rutte.

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In vista del vertice, nove Paesi europei e l'Ucraina hanno lanciato la proposta di costituire una coalizione per sviluppare congiuntamente "capacità antibalistiche", con l'obiettivo sia di aiutare Kiev a difendersi dai massicci attacchi missilistici russi, sia di rafforzare la sicurezza dell'intero continente. "Questa iniziativa non è diretta contro alcun popolo, bensì a difesa dei nostri", hanno sottolineato in una dichiarazione congiunta i leader di Danimarca, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia, Ucraina, Paesi Bassi e Regno Unito.

"Creare un potente scudo su tutta l'Europa è un modo per integrare la nostra difesa", ha scritto sui social il presidente ucraino, osservando che tale coalizione consentirebbe di raggiungere questo obiettivo "più rapidamente e a costi inferiori". Prima di incontrare i suoi omologhi, il presidente francese ha elogiato il "risveglio strategico" degli europei e la loro determinazione a "difendersi": un messaggio rivolto alla Russia, ma anche agli alleati americani. "L'Europa è sulla strada per diventare una potenza", ha osservato con soddisfazione Macron. "Sì, la pace è il nostro obiettivo. Sì, diamo valore alla libertà e allo Stato di diritto. E sì, siamo pronti a combattere per difenderli. Sempre, e anche versando sangue se necessario", ha dichiarato nel suo tradizionale - e ultimo - discorso alle forze armate alla vigilia della festa nazionale del 14 luglio.

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L'iniziativa dei Volenterosi non ha accolto il favore di Mosca. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha liquidato le proposte della coalizione definendole "deliranti e bellicose", affermando che i loro sostenitori "nutrono la profonda illusione di poter infliggere una sconfitta strategica" alla Russia. Mentre Vladimir Putin è intervenuto per sostenere che la Russia "sta vincendo" sia "in patria" che sulla "linea del fronte". Oltre al sostegno militare all'Ucraina, la riunione della coalizione è stata mirata ad aumentare la pressione sulla Russia, per privarla delle risorse che finanziano il suo sforzo bellico. Questo incontro mira a "dimostrare che l'impegno di tutti i Paesi rimane saldo", ha dichiarato il generale Michael Claesson, comandante in capo delle forze armate svedesi. La riunione della coalizione è servita a rafforzare un "momento significativo di riconvergenza e unità transatlantica", oltre a favorire "dinamiche sul campo più favorevoli all'Ucraina", ha sottolineato l'Eliseo.

A margine del vertice Ue e Gran Bretagna hanno finalizzato l'accordo che conclude i negoziati sulla partecipazione del Regno Unito al prestito di sostegno all'Ucraina (Ukraine Support Loan) da 90 miliardi di euro. "Si tratta di un passo importante verso la partecipazione del Regno Unito, che consentirà all'Ucraina di approvvigionarsi - nell'ambito di tale prestito - a una più ampia gamma di produttori del settore della difesa, garantendo così la disponibilità delle capacità necessarie per resistere all'aggressione russa", ha commentato la commissione.

In uno scenario in cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump appare ora più incline a sostenere l'Ucraina, dopo essersi avvicinato in passato al suo omologo russo, Putin, i Paesi europei confidano anche sui progressi sul campo dell'Ucraina, che conduce attacchi quasi quotidiani a raffinerie e depositi di petrolio, interrompendo le catene di approvvigionamento e causando carenze di carburante. L'esercito russo, dal canto suo, avanza con difficoltà nel Donbass (Ucraina orientale), nonostante subisca perdite superiori a mille tra morti e feriti al giorno, secondo le stime occidentali. Intanto, a Kiev, Zelensky si appresta a varare il secondo rimpasto in pochi mesi. Il presidente ucraino avrebbe infatti intenzione di sostituire il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov e penserebbe alla nomina a primo ministro del ceo di Naftogaz Serhii Koretskyi, al posto di Yulia Svyrydenko, destinata a fare l'ambasciatore negli Stati Uniti.