Domani, mercoledì 14 ottobre, quando sono previste le comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Aula per il Consiglio Europeo, i partiti di opposizione dovrebbero presentare ognuno una risoluzione diversa. Difficile, secondo quanto confermano diverse fonti della minoranza parlamentare, convergere (come avvenuto oggi in occasione della discussione dello scostamento e del Dpfp con una risoluzione unica Pd-M5s-Avs-Iv-Più Europa) su un documento unitario. Il nodo sarebbe sempre la postura verso la guerra in Ucraina. L'ennesima prova che difficilmente i partiti del centrosinistra riusciranno a trovare una quadra per il programma da presentare agli elettori. Almeno sul versante politica estera.
"Sulle comunicazioni del presidente Meloni in previsione del Consiglio europeo del 15 e 16 il campo largo è talmente largo che si sono persi di nuovo. Ogni partito presenterebbe una propria risoluzione perché sull'Ucraina le distanze a sinistra - quando non addirittura dentro ciascun partito - sono siderali. Del resto, ci sono addirittura parlamentari che incontrano l'ambasciatore russo, chissà di chi si tratta, visto che lo fanno di nascosto, se per l'occasione hanno indossato il colbacco e che impegni hanno preso con lui?? A costruire con Putin l'Eurasia? E costoro si candidano a guidare l'Italia?". È quanto ha dichiarato il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli di Fratelli d'Italia.




