Milano, 23 apr. (Adnkronos) - La direzione della Banca Popolare di Milano, che ha avviato una contestazione disciplinare a carico di alcuni dipendenti a causa dell'utilizzo del sistema di posta elettronica interna, si e' resa responsabile di una condotta "particolarmente grave", perche' "lesiva dei piu' elementari diritti sanciti dalla Costituzione e dallo Statuto dei lavoratori, che garantisce liberta' d'opinione sul posto di lavoro e vieta di effettuare indagini, anche a mezzo di terzi, sugli orientamenti politici, religiosi e sindacali del dipendente". Lo afferma Matteo Magrini, coordinatore del gruppo Bpm per il sindacato Fabi. "Nel pomeriggio del 16 aprile - continua Magrini - mentre era in corso l'incontro fra le organizzazioni sindacali e il presidente del consiglio di gestione, alcuni lavoratori sono stati convocati dalla Direzione risorse umane che ha notificato l'avvio di una contestazione disciplinare a loro carico. L'oggetto della contestazione, come riportato da alcuni giornali, riguarda l'utilizzo del sistema di posta elettronica interna". "Chiediamo - prosegue Magrini - l'immediata sospensione dei provvedimenti disciplinari e diffidiamo la Direzione della BPM dal procedere con ulteriori violazioni. Quanto alla proposta di introdurre il voto elettronico, lanciata dal presidente Bonomi a mezzo stampa, in vista della prossima assemblea dei soci, riteniamo che questa sia impraticabile perche' snaturerebbe uno dei valori fondanti del modello di governance popolare: la partecipazione. Riteniamo quindi che tale valore non debba essere banalizzato con modalita' di voto degne di un talent show".

