(Adnkronos) - L'ad di Mediobanca Alberto Nagel "mi ha detto qualcosa come 'bisogna che la vigilanza dia un messaggio ai Ligresti e li riporti in carreggiata'". Così Fulvio Gismondi, attuario di Fonsai, risponde al pm di Milano che lo ascolta nell'ambito dell'inchiesta su Fonsai. "Il giorno dopo, venerdì 16 marzo, lui si è recato in Isvap e quello stesso giorno è partita una lettera indirizzata a Premafin da parte di Isvap". Quanto alle relazioni tra l'amministratore delegato di Mediobanca e l'Isvap, per Gismondi "la dottoressa Mazzarella ha una familiarità esibita con Nagel. Nagel mi ha rappresentato - prosegue Gismondi - la sua preoccupazione per la serietà dell'impegno dei Ligresti nei confronti di Unipol e mi ha chiesto cosa pensassi in proposito. Io gli ho detto quello che pensavo e che penso e cioè che è legittimo dubitare della coerenza dei Ligresti i quali hanno sì stipulato un accordo con Unipol ma non sembrano perfettamente allineati".Fonsai: Nagel a Erbetta, no proposta Sator, strada maestra UnipolAlberto Nagel, amministratore delegato di Mediobanca, chiese al 'collega' di Fonsai Emanuele Erbetta di non esaminare l'offerta di Sator-Palladio. E' emerso dai brogliacci delle intercettazioni che emerge nei cinque faldoni depositati nell'ambito dell'inchiesta milanese su Fonsai. La conversazione avviene il 18 maggio 2012, all'indomani del cda di Fonsai che ha deliberato sui concambi in vista della fusione a quattro Unipol Assicurazioni, Fonsai, Premafin e Milano Assicurazioni, ma avevano anche deciso di continuare ad approfondire la manifestazione di interesse arrivata da Sator e Palladio.Nagel disse a Erbetta "di muoversi sul fronte Consob e fargli capire lo stato di necessita' della societa'". Nagel prosegue spiegando a Erbetta "di non esaminare la proposta con gli altri", cioè con Palladio e Sator "se chiudono con questi", cioe' Unipol. Erbetta aggiunge che in Isvap hanno capito che il consiglio non poteva non analizzare la proposta ma tutti sanno che "la strada maestra" e' un'altra, quella che porta al matrimonio con la compagnia bolognese. (segue)




