(Adnkronos Salute) - "In questa Regione - spiega Cristina Ugolini - è in corso da alcuni anni un programma con il preciso intento di estendere gli orari di apertura degli ambulatori dei medici di medicina generale associati in gruppo, prevedendo che i camici bianchi interessati possano coordinare le fasce orarie di attività ambulatoriale fino a raggiungere le 12 ore diurne. Abbiamo dunque verificato se questa politica sia in grado di influenzare anche la frequenza degli accessi ai servizi di pronto soccorso da parte degli assistiti, con particolare attenzione alle condizioni di potenziale inappropriatezza". "I risultati relativi all'anno preso in esame dimostrano che gli assistiti registrati negli studi dei medici operanti in gruppi, che estendono l'orario di apertura oltre le 9 ore giornaliere, mostrano una minore frequenza di accesso al pronto soccorso", suggerisce la Ugolini. Questo risultato generale vale per le diverse tipologie di accesso considerato: totale degli accessi al dipartimenti d'emergenza e codici bianchi. "Le nostre stime - rileva la docente - ci dicono che l'estensione dell'orario di apertura riduce il numero atteso di visite al pronto soccorso dal 3% al 13% in base alla specificazione del modello statistico e alla metodologia adottata. L'effetto è ancora più marcato se si considerano i codici bianchi, in questo caso le percentuali di riduzione attesa vanno dal 7% al 21% a seconda dei metodi di stima e la definizione più estesa di accessi inappropriati che comprende i codici verdi con solo visita generale (le percentuali vanno dall'8% al 19%)".



