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Vittorio Sgarbi condannato per diffamazione: disse "sei gay" al sindacalista

di silvia belfantidomenica 16 marzo 2014
Vittorio Sgarbi condannato per diffamazione: disse "sei gay" al sindacalista

2' di lettura

Il tribunale di Roma ha condannato Vittorio Sgarbi a pagare 600 euro di multa per diffamazione nei confronti del sindacalista Gianfranco Cerasoli. Una vecchia storia: a valergli la condanna sono stati alcuni sms che il critico ha inviato l'11 agosto del 2010 all'allora segretario della Uil Beni culturali: "Hai un'attenzione morbosa nei miei confronti" affermava Sgarbi, ipotizzando che Cerasoli si fosse preso una cotta per lui. "Lei - scrisse il critico d'arte in un messaggino - manifesta un eccesso di amore nei miei confronti che io presumo legato anche a una sorta d'inclinazione sessuale, che naturalmente non è un'offesa. Ognuno può essere gay o no. Ma se Cerasoli ha una propensione per me io posso respingerla". La vicenda - Nel 2010 Vittorio Sgarbi venne nominato soprintendente del Polo museale di Venezia, e successivamente la Corte dei Conti decise di fare alcuni accertamenti su questa nomina, a causa anche delle insistenze di Cerasoli. Venendo a conoscenza dell'intromissione del sindacalista, Sgarbi gli inviò i messaggi nei quali ipotizzava che il suo interesse al caso era dovuto alle sue tendenze omosessuali. Il sindacalista, dunque, denunciò. Una denuncia archiviata dal gip dell'Aquila, che non ravvisò alcun reato. La medesima querela, però, ha portato alla condanna al tribunale di Roma. Giuseppe Staiano, l'avvocato di Sgarbi, commenta: "La decisione mi lascia perplesso. Sulla medesima querela si erano già pronunciati il pm del tribunale dell'Aquila che ha chiesto l'archiviazione e il gip che l'ha poi disposta. E del resto, lo stesso pm del tribunale di Roma che nella sua requisitoria aveva chiesto l'assoluzione di Sgarbi. Ovviamente - conclude il leagale - proporremo l'appello perché siamo certi di un ribaltamento della sentenza odierna".

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