Venezia, 3 set. (Adnkronos/Cinematografo.it) - "Non è un film sulla gioventù, ma sul bambino che è in ognuno di noi. Volendo, una storia che si concentra sul modo in cui ognuno di noi crea la propria vita, trova la propria strada". La francese Alix Delaporte torna a Venezia (questa volta in Concorso) quattro anni dopo il passaggio alla Settimana della Critica con l'esordio 'Angèle et Tony'. Lo fa con 'Le dernier coup de marteau' ('L'ultimo colpo di martello'), titolo che fa riferimento alla 'Sesta' sinfonia di Gustav Mahler, centrale nel corso della narrazione del film. "Quando ho scritto il personaggio di Samuel, direttore d'orchestra, dovevo capire quale fosse l'opera da fargli dirigere. Sono finita su questa di Mahler perché mi ha incuriosito la questione dei tre colpi di martello presenti", dice ancora la regista, che per il film è tornata a dirigere Clotilde Hesme e Grégory Gadebois (entrambi protagonisti della serie tv Les revenants), rispettivamente la madre e il padre dell'adolescente protagonista, Romain Paul, tra i più seri candidati al Premio Marcello Mastroianni per il giovane attore emergente. "Lavoro con Alix da ormai dieci anni - dice l'attrice - e da quando l'ho incontrata ho scoperto quanto il corpo diventi indispensabile per tratteggiare il carattere dei personaggi. Ho fiducia totale nei suoi confronti, altrimenti sarebbe impossibile lasciarsi andare in questo modo". Le fa eco l'attore, anche lui diretto nuovamente dalla Delaporte: "Quello che amo di questa regista è il modo in cui si relaziona al personaggio". (segue)



