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Pd, Alessandra Moretti sull'Huffington Post: "Basta sguardo adorante della femmina al capo dominante"

di Ignazio Stagnodomenica 20 luglio 2014
2' di lettura

Alessandra Moretti come Laura Boldrini. Ora anche l'eurodeputata democratica, fedelissima di Renzi, dopo essere stata bersaniana e cuperliana, sposa la lotta femminista di miss Montecitorio. Con le stesse ragioni e quella pedanteria tipica delle compagne che fanno del femminismo una ragione quasi di marketing politico dove sotto c'è poca sostanza. A dare ospitalità alla battaglia ideologica della Moretti è l'huffingtonpost di Lucia Annunziata. Con un post, dal titolo "Lo sguardo adorante della femmina sul capo dominante: l'ultimo degli stereotipi", la Moretti combatte le donne e (magari anche qualche collega del Pd) che sbavano dietro al capo magari sperando in una ricompensa professionale. La Moretti si è stufata e così rivendica la sua battaglia (che sa tanto di luogo comune). La battaglia della Moretti - "Questo percorso di presa di coscienza delle nostre capacità ci consente oggi di sorridere di fronte ai tentativi di rigettarci nel passato: chi è disposto ancora a dar valore al luogo comune della figurina adorante che resta un passo indietro al capo? Credo che come me non lo siano tutte quelle ragazze preparate e agguerrite che stanno studiando per diventare la classe dirigente di domani, le nostre figlie a cui va ripetuto mille volte che sono brave, ancor prima che belle", scrive la Moretti. E ancora: "È per loro che le donne che fanno politica si impegnano costantemente nel portare a casa risultati tangibili: questo ci interessa, non i ritratti, non i gossip, non i commenti che sminuiscono il nostro lavoro, e che pure fanno un disservizio alla società male informandola sulla realtà dei fatti che va in una sola direzione: quella per cui nella eterna battaglia per il potere tra sessi ciò che conterà sarà solo e soltanto il merito". Il passato che brucia - Infine una critica che ha però dei tratti autobiografici: "In Italia c'è un'attenzione particolare per la bellezza delle donne in politica. Quasi una deformazione morbosa, che a volte prende il sapore dello stalking mediatico. Un vizio, un tic che andrebbe analizzato con strumenti psicanalitici ancor prima che culturali. L'affrancamento dal leader è visto come un tradimento politico, quasi una separazione tra amanti se due persone appartengono a sessi diversi e come una riconquista di indipendenza e autonomia se si tratta di parigrado, e cioè di uomini". Forse la Moretti si riferisce al suo passaggio dall'ala bersaniana a quella renziana in pochi mesi. Beh quello non è sessismo, quello si chiama tradimento sia tra le donne che tra gli uomini...

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