Ormai è tutto caduto in prescrizione, ma i pettegolezzi regalati da Iva Zanicchi sono piccanti oggi come allora. Ospite di Caterina Balivo a La Volta buona, su Rai 1, l’Aquila di Ligonchio non si tiene, letteralmente. A farne le spese, subito, è un’illustre collega seduta al suo fianco: Katia Ricciarelli.
«Con Pippo Baudo, dicci la verità... chi è stato, in definitiva, a prendere la decisione di lasciarvi? Io so che sei stata tu perché anche lui ti tradiva... con una signora abbastanza famosa», la incalza la vispa 86enne, rivangando una vecchia storia di corna che aveva fatto chiacchierare mezza Italia tra anni Ottanta e Novanta. La povera cantante lirica trasale e sbotta, con un misto di curiosità e risentimento: «Ma chi era? Se l’avessi saputo, gli avrei menato.
Chi era?», insiste a quel punto Katia, dopo aver negato inizialmente la ricostruzione dei fatti. Deve intervenire la Balivo: «Adesso non si dice al microfono. Vi prego, non voglio nessuna querela da parte di nessuno». «Ah, tanto è morta!», gela tutti la Zanicchi, con il solito tempismo da bar. Quindi parla dei suoi vecchi e insospettabili guai d’amore.
Per esempio, il primo marito Antonio Ansoldi, al quale è stata legata dal 1967 al 1985. «L’avevo lasciato io. Lui ha sofferto molto per me. Ha amato solo me”. Un rapporto, però, caratterizzato anche da qualche “distrazione”. Primi anni di matrimonio, mondo ancora spaccato in due blocchi.
La Zanicchi parte per una tournée in Unione Sovietica e qui succede il patatrac: perde la testa per un giovane virgulto comunista, il suo traduttore. «Alto, biondo, con gli occhi azzurri, prestante, bellissimo. Era scoppiata una specie di passione, lo devo dire. Era la prima volta che mi succedeva da quando ero sposata», ammette la cantante, ricordando un momento romantico lungo la Neva, a bordo di una troika. «Mi sono sentita un po’ troika anche io», piazza la battutaccia facendo ridere tutto lo studio. Dopo il bacio, «il più lungo della mia vita», esplode la passione e Iva invita lo spasimante: «Io salgo in camera, tu raggiungimi tra cinque minuti». «Ma che troika, ragazzi!», commenta un’esuberante Ricciarelli. Fuochi d’artificio? Sì, ma di un altro tipo: in albergo, infatti, ad attendere Iva c’era proprio il marito, appena arrivato dall’Italia per farle una sorpresa. Riuscitissima, in effetti.




