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Missili, jet militari e hangar: l'impressionante base russa in Siria

di Giulio Bucchidomenica 7 febbraio 2016
1' di lettura

Le mani di Vladimir Putin sul Mediterraneo. La prova l'ha fornita il satellite israeliano Eros B, che lo scorso 26 gennaio ha fotografato la base dell'aviazione militare russa a Latakia, in Siria. Un dispiegamento di mezzi impressionante: jet Sukhoi, batterie anti-missile, nuovi hangar. Il cuore di un'armata in grado di estendere il controllo militare ben oltre i confini dello Stato islamico, con il via libera concesso dal dittatore Bashar Assad in cambio, evidentemente, della garanzia di un mantenimento al potere o di una transizione tranquilla, magari con asilo politico in terra russa in caso di caduta. "È la prova che Mosca non è sbarcata in Siria per un'operazione temporanea in appoggio al presidente Assad - spiega Tal Inbar del Fisher Institute for Air & Space Strategic Studies -. Il tipo di equipaggiamento e di armamenti dimostra che sono lì per rimanere e questo cambia la situazione strategica nella regione". Le batterie missilistiche anti aereo S-400 coprono un raggio di 400 chilometri. Se Putin volesse, potrebbe colpire da Latakia un'ampia porzione del Mediterraneo, a cominciare dalla Turchia: "Potrebbe tracciare e ingaggiare da terra gli aerei Nato - avverte Inbar -. Anche noi israeliani dovremo tenerne conto". Considerazione, quest'ultima, assai poco rassicurante.